Omaggio al Fratello Massone Barack Obama in visita a Roma/ Tribute to Brother Freemason Barack Obama visiting Rome
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Omaggio al Fratello Massone Barack Obama in visita a Roma/ Tribute to Brother Freemason Barack Obama visiting Rome

 

 

 

 

Al netto di tutti gli errori, le prudenze e i moderatismi eccessivi imputabili alla prima e alla seconda presidenza Obama (ma la seconda è un tantino meglio), con il presente contributo vogliamo comunque salutare con affetto e il consueto, triplice, fraterno abbraccio, il Fratello Barack Obama, presidente della prima repubblica democratica e massonica al Mondo: gli Stati Uniti d’America.
Si potrà contestare Obama per tante e diverse ragioni (tre su tutte: non essere riuscito a farsi paladino di un New Deal euro-atlantico sul modello, aggiornato, di quello implementato a suo tempo dal Fratello Franklin Delano Roosevelt; non essersi ancora opposto in modo vigoroso all’involuzione oligarchica, tecnocratica e anti-democratica della governance UE; non aver immaginato una qualche mossa a sorpresa e a ad hoc per salvare la culla della civiltà occidentale, la Grecia, dagli artigli infami e devastanti della TROIKA UE, BCE, FMI), ma occorre anche lodarlo per aver posizionato la Sorella progressista Janet Yellen alla guida della Federal Reserve americana, dopo aver costretto, negli ultimi tempi del suo mandato, il predecessore (conservatore) Ben Bernanke a politiche monetarie accomodanti. Cosi come si può considerare molto positiva la recente presa di posizione assai critica  del Dipartimento del Tesoro USA a proposito delle pessima politica economica della Germania merkeliana (cfr., ad esempio, “Stati Uniti contro Germania: ‘Con le sue politiche indebolisce l’Eurozona’. Berlino: ‘Critiche incomprensibili’”, articolo del 31 ottobre 2013 by Gabriele Meoni per IL SOLE 24 ORE, clicca per leggere).

Tuttavia, in occasione del suo breve viaggio romano, intendiamo omaggiare il Confratello Massone Obama soprattutto mediante la messa in evidenza di un suo recentissimo discorso intorno al multiculturalismo e alla libertà religiosa.
Un discorso di alto profilo e di chiarissima ascendenza libero-muratoria.
Tale discorso è stato riassunto e commentato egregiamente, ad esempio, in

“Gli Usa e la giornata della libertà religiosa”, articolo del 17 gennaio 2014 by Stefano De Cupis per LA VOCE DI NEW YORK (clicca per leggere).

E di esso abbiamo fatto menzione in

A proposito di Patria Europea, di multiculturalismo…e di Rodion, top commentatore de Il Moralista (clicca per leggere).

E in tale intervento abbiamo scritto:

 

“Ha detto il Fratello Obama il 17 gennaio scorso, in perfetto stile massonico progressista (almeno su queste materie):

 

“Oggi, l'America abbraccia persone di tutte le fedi e di nessuna fede. Siamo cristiani ed ebrei, musulmani e indù, buddisti e sikh, atei e agnostici. La nostra diversità religiosa arricchisce il nostro tessuto culturale e ci ricorda che ciò che ci lega come uno non sono i dogmi della nostra fede, il colore della nostra pelle o le origini dei nostri nomi. Ciò che ci rende americani è la nostra adesione a ideali condivisi - libertà, uguaglianza, giustizia , e il nostro diritto come popolo ad impostare il nostro corso” […] L'America si erge fiera con le persone di ogni nazione che cercano di pensare, credere e praticare la loro fede come vogliono. Negli anni a venire, la mia amministrazione resterà impegnata a promuovere la libertà religiosa, sia a casa che in tutto il mondo. Pertanto, esortiamo tutti i paesi a riconoscere la libertà religiosa sia come un diritto universale che come chiave per un futuro stabile, prospero e pacifico”. Infine ha concluso il suo speech dicendo: “Poiché osserviamo oggi questa giornata, celebriamo l'eredità americana della libertà religiosa, abbracciamo la diversità nelle nostre comunità e promuoviamo ancora di più questa libertà”.

 

Aggiunge saggiamente l’estensore dell’articolo, Stefano De Cupis:

 

“Non poteva mancare infine una dichiarazione anche da parte della Rappresentante Permanente degli Stati Uniti all’ONU, l’Ambasciatrice Samantha Power, la quale ha esordito illustrando l’importanza di questo principio fondante ed essenziale nello spirito americano e nella sua Costituzione, accennando anche alle altre libertà proprio sancite dal Primo Emendamento (libertà di culto, di opinione, etc.). L’Ambasciatrice Power ha anche voluto rimarcare alcuni dati scaturiti dal rapporto presentato ieri alla Missione USA presso l’ONU dal Pew Research Center, il quale ha dimostrato un aumento considerevole negli ultimi anni delle ostilità di matrice religiosa. Oltre 5 miliardi di persone – o il 76% della popolazione mondiale – vive in luoghi con livelli alti o molto alti di restrizioni sulla libertà di religione, a partire dal 68% nel 2007. In Birmania, ai musulmani Rohingya sono negati i diritti di cittadinanza, costretti a lavori pericolosi, e gli viene detto loro quello che possono e non possono studiare oltre ad essere sottoposti ad un limite di due bambini per nucleo famigliare. In Siria invece, alcuni civili cristiani, tra cui suore e sacerdoti vengono sempre più spesso rapiti, minacciati e costretti a convertirsi. In Nord Corea, dove possedere una Bibbia è contro la legge, le persone vengono imprigionate, torturate e uccise per le loro attività e affiliazioni religiose.  Questo tanto per fare alcuni esempi su ciò che ancora persiste in tutto il mondo. Proteggere la libertà di religione è un elemento fondamentale della politica estera non solo americana, ma di tutti i governi ed organizzazioni che promuovono la salvaguardia di tale diritto, della protezione delle minoranze religiose e del rispetto sociale per la diversità di culto. La libertà di religione è fondamentale per la dignità umana - una libertà inalienabile essenziale per ciò che siamo come esseri umani”

 

G.O.D. blesses America, dear Brother Barack Obama, and GOD bless America…

 

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 25-28 marzo 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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