L’aspirante massone Matteo Renzi a Palazzo Chigi, fra spinte massoniche reazionarie e auspici massonici progressisti.
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L’aspirante massone Matteo Renzi a Palazzo Chigi, fra spinte massoniche reazionarie e auspici massonici progressisti.
Sottotitolo: Come sono andate effettivamente le cose nei mesi e nei giorni scorsi, a partire dalla graduale bastonatura del Fratello Napolitano…

 

 

 

 

Quanto al carattere generale di “aspirante massone”, che si attaglia perfettamente all’attuale Segretario PD, rinviamo per il momento a quanto scritto in

L’aspirante massone Matteo Renzi blandisce il massone reazionario Mario Draghi e cerca l’accordo con il massone reazionario Giorgio Napolitano, mentre si consuma una guerra civile tra renziani, lettiani e altre tribù piddine… (clicca per leggere).

In queste ore, d’altronde, i saltimbanchi del circuito politico e mediatico italiano erano agitati dalle seguenti questioni: si dimetterà o no Enrico Letta? Accetterà un congruo risarcimento (un ministero di peso o una bella poltrona europea) per schiodarsi da Palazzo Chigi? Renzi sarà costretto a sfiduciare platealmente il Nipote dello Zio Gianni? Come sarà composto il nuovo governo Renzi e chi lo appoggerà tra le forze parlamentari? E così via.

Di tale querelle intorno alla scelta di Sophie…pardon di Renzi, si erano occupati in questi giorni, con interessanti osservazioni, sia Francesco Maria Toscano che Sergio Magaldi (due intelletti e due penne che Noi molto apprezziamo).
I pezzi del Fratello Sergio Magaldi sono stati presentati e chiosati dalle amiche e dagli amici di DRP in

DRP presenta “Renzi, il canto delle sirene e Beppe Grillo”, articolo di Sergio Magaldi (clicca per leggere)

DRP presenta e chiosa “Segreti di Pulcinella”, articolo by Sergio Magaldi (clicca per leggere).

Gli interventi di Francesco Maria Toscano erano stati invece i seguenti:

“Napolitano ha afferrato il messaggio. Pronto il Governo Renzi”, articolo dell’11 febbraio 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere)

“Chi vuole subito Renzi a Palazzo Chigi?”, articolo del 12 febbraio 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere).

In questo secondo intervento l’amico Toscano scriveva:

 

“Ora, come insegna una antica sapienza, gli osservatori più acuti sanno che è possibile leggere gli stessi fatti utilizzando chiavi interpretative diverse. E’ proprio quello che mi accingo a fare. Con una avvertenza preliminare. La prima delle ermeneusi proposte, che definiremmo per comodità di tipo politico-profano, è frutto esclusivo del libero ragionamento di chi scrive. La seconda, di tipo esoterico-iniziatico, è invece in gran parte debitrice delle suggestioni ricevute in dono da ambienti riconducibili al network massonico sovranazionale di Grande Oriente Democratico […] La seconda lettura, sintesi delle raffinate confidenze pervenutemi da ambienti di God, delinea invece un quadro alquanto differente.  Il Venerabilissmo Maestro contro-iniziato Mario Draghi, vero regista del progressivo annichilimento della civiltà italiana ed europea, non a caso oggetto di recenti salamelecchi da parte dello stesso Renzi (clicca per leggere), guarderebbe con fastidio all’ipotesi futuribile di un Renzi eletto premier sulla scia di un forte consenso popolare. Tale eventualità potrebbe in teoria accrescere il potere contrattuale del Rottamatore agli occhi dei soliti cenacoli, aumentandone il tasso di indipendenza in misura probabilmente incompatibile con la sadica prosecuzione del doloso processo di desertificazione attualmente in corso. Imbrigliare Renzi dentro una cornice compromissoria, al contrario, questa la ratio dissimulata della sottile e perfida strategia in atto, finirebbe giocoforza per limitarne di molto il potenziale “rivoluzionario”, trasfigurando cioè fin da subito un potenziale Gianburrasca in docile burattino da tenere al laccio finché serve. Tanto, questo pensano i massoni reazionari dominanti, una volta finita la luna di miele tra Renzi e il popolo italiano, esasperato dall’ennesimo quanto preventivato fallimento di un uomo in realtà etero-diretto come i suoi predecessori, si fa sempre in tempo a costruire in laboratorio nuove leadership di cartapesta. Chi vivrà vedrà.”

 

A corollario di ciò, citiamo anche alcuni interessanti interventi degli accorti e smaliziati commentatori del Blog “Il Moralista” (www.ilmoralista.it):

 

Diego scrive:
12 febbraio 2014 alle 17:29
Davvero pensano che “si fa sempre in tempo a costruire in laboratorio nuove leadership di cartapesta”?
Una fiducia praticamente illimitata verso i propri mezzi.
La costruzione dell’immagine di rottamatore e gianburrasca del sindaco di Firenze non mi pare sia avvenuta nel giro di un paio di settimane e senza fatica.
Più che raffinata strategia sembra un delirio di onnipotenza (il che sarebbe anche coerente con l’immagine di costoro restituita da GOD: elites dello spirito e del censo)
Spero con tutto me stesso che questa lettura (che mi sorprende) sia aderente alla realtà, perché sappiamo da mille esempi mitologici, letterari, storici, sportivi, quanto possa essere perniciosa la sopravvalutazione di sé.

Michele scrive:
13 febbraio 2014 alle 12:31
Spero anch’io. La loro specialità è costruire fantocci, ma con Letta e Renzi è successo qualcosa in controtendenza…ci hanno messo più loro a farli che noi a bruciarli(o gli stessi due “statisti” ad autocomburre). Se l’andazzo continua si creeranno dei lassi di tempo de-fantoccizzati, in cui i mass-media non avranno un avatar di Draghi da osannare e su cui far confluire ciecamente il consenso popolare..non sarebbe bello se qualcuno (GOD, ma questo benedetto statuto? Per non parlare del libro..) ne approfittasse per riaprire la partita?

alessandro scrive:
12 febbraio 2014 alle 18:30
Secondo me l’analisi più corretta è quella di Crozza, esposta nella copertina di Ballarò, peraltro unico momento veramente interessante della nota trasmissione televisiva
http://www.youtube.com/watch?v=hD1u0JMZTNc

Se tutti spingono affinché Renzi si bruci, così sia! in questo caso massoneria reazionaria e progressista presumo abbiano comuni intenti, almeno in questo frangente. Il GOD si spese per far eleggere Letta, che si appresta ad uscire di scena con demerito al pari di Monti. Non credo che farebbero un torto a Renzi…
ad maiora

 

Ora, quanto al commento di “Alessandro”, a parte l’imprecisione nel sostenere che GOD si sia speso per “far eleggere Letta” (la vicenda è alquanto diversa e fu limpidamente illustrata in GOD esprime paradossale soddisfazione per la rinnovata fiducia al governo del Para-Massone Enrico Letta, al servizio dei massoni reazionari nemici del popolo italiano ed europeo, clicca per leggere), egli nota sapientemente che, per differenti finalità, massoneria reazionaria e massoneria progressista sembrano spingere “affinché Renzi si bruci”.
Ne prendiamo atto e risponderemo sinteticamente alla questione, ricostruendo quello che è accaduto negli ultimi tempi.
Tale ricostruzione sarà utile anche per dare un adeguato riscontro alle osservazioni dei citati commentatori “Diego” e “Michele”.

Come sono andate effettivamente le cose nei mesi e nei giorni scorsi, a partire dalla graduale bastonatura del Fratello Napolitano…?
In modo molto semplice, ancorché non raccontato in nessuna delle ricostruzioni farlocche offerte dal sistema mediatico italiota e non solo italiota.
1 . Su Matteo Renzi hanno puntato da tempo gli stessi ambienti massonici reazionari e neo-aristocratici che hanno imposto all’Italia Mario Monti come premier, che avrebbero voluto un passaggio di consegne tra Mario Monti e Giorgio Napolitano al Quirinale, che non hanno gradito la fallimentare sortita elettorale del confratello bocconiano, che tuttavia hanno infine vittoriosamente manovrato per confermare il confratello Giorgio alla presidenza della Repubblica e attivare lo start-up del Governo Monti-bis, cioè dell’esecutivo guidato dal paramassone Enrico Letta (su cui vedi Enrico Letta, un Para-Massone diligente, mediocre, subalterno e servizievole, all’Obbedienza dei circuiti massonici sovranazionali più reazionari e antidemocratici, clicca per leggere e Il para-massonico governo del Para-Massone Enrico Letta si configura come un Monti-bis con qualche foglia di fico,  segnato dalla pesante tutela tecnocratica e anti-crescita del Massone Mario Draghi, esercitata per mezzo del suo fido scudiero, il Massone Fabrizio Saccomanni, nominato Ministro dell’ Economia in barba ai desiderata del Massone Berlusconi, clicca per leggere)
2. Per questi ambienti Matteo Renzi era ed è una grande risorsa, ma da manovrare con cautela. Il progetto originario consisteva nel lasciare ancora per un annetto almeno Letta Junior a Palazzo Chigi (una soluzione sublime per chi abbia come obiettivo la de-industrializzazione del Paese, l’aumento della disoccupazione e la conseguente crescita di manodopera che sarà ben presto costretta a lavorare a basso costo, la dismissione di importanti assets pubblici, la privatizzazione di beni e servizi molto rilevanti, una generale involuzione tecnocratica ed oligarchica della governance dell’Italia e di altre nazioni europee) e poi propiziare le elezioni che il Sindaco di Firenze avrebbe vinto a mani basse, presentandosi come il messia che tutti gli italiani (non solo di centro-sinistra) aspettano da tanto tempo per salvarli dalla crisi in corso…
3. Tale progetto originario, tuttavia, presentava alcune criticità. I burattinai neo-aristocratici in grembiulino che hanno nel Fratello contro-iniziato Mario Draghi il principale CEO (Chief Executive Officer) del loro “programma per l’Europa”  nutrivano qualche timore. E’ vero che Renzi, una volta investito direttamente dal mandato popolare e legittimato e confortato da una larga maggioranza parlamentare conquistata tramite nuove elezioni, avrebbe potuto portare a termine con più energia di Letta la desertificazione sociale ed economica dell’Italia (intascando personali ricompense, s’intende), ma è anche vero che un Renzi vincitore indiscusso di una democratica tornata elettorale avrebbe potuto coltivare sogni personalistici di gloria e autonomia… Un Renzi forte di un largo consenso popolare avrebbe potuto magari trovare qualche illuminazione realmente progressista, come auspicato negli ambienti di DRP. Vedi al riguardo

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti, rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel etc (clicca per leggere)

Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano (clicca per leggere)

Appello n.3 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi...Se l'aspirante leader non vuole fallire e divenire odioso dinanzi al Popolo Italiano come Monti o risibile e grottesco come Letta, cominci a mettere il guinzaglio a Davide Serra e agisca tempestivamente tanto per risolvere la vicenda Electrolux che per impedire la privatizzazione truffaldina di Poste Italiane (clicca per leggere)

Appello n. 4 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: attenzione a Francesco Giavazzi, perché dicono che porti sfiga, oltre ad essere un trombone incompetente (clicca per leggere).

4. Come che sia, i cenacoli elitari che “girano la ruota del karma europeo” hanno deciso di optare per una soluzione diversa da quella originaria, la quale doveva passare per un bagno di legittimazione popolare del Segretario PD (una legittimazione che gli avrebbe fornito la forza di nuocere in modo assai più profondo di Monti e Letta, come spiegato in Matteo Renzi stravincerà nel PD e oltre il PD. E potrà così causare tranquillamente agli italiani danni catastrofici (quelli che Mario Monti ed Enrico Letta avrebbero voluto produrre, senza però riuscirci sino in fondo per limiti di investitura popolare), clicca per leggere), temendo appunto che il burattino fiorentino potesse diventare un “vero bambino” e , col tempo, un uomo maturo…
5.  La soluzione prescelta (risalente a diverso tempo fa) è stata quella discretamente riassunta da Francesco Maria Toscano nella parte finale del suo “Chi vuole subito Renzi a Palazzo Chigi?”, articolo del 12 febbraio 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere). In sostanza, i chakravartin di cui il confratello Draghi è il portavoce si sono detti: “Instilliamo in Matteuccio Renzi il desiderio di bruciare le tappe, di andare subito e con certezza a Palazzo Chigi con una bella manovra palatina. Facciamogli intendere che saremo in grado di rendergli più ampia la maggioranza parlamentare di cui ha goduto Letta Junior, mettiamogli il dubbio che se aspetta troppo potrebbe logorarsi e che d’altronde ogni tornata elettorale è incerta, mentre invece lui, se vuole, può diventare presidente del consiglio hic et nunc, con la prospettiva di durare sino alla fine della legislatura nel 2018. Soprattutto, prospettiamogli che potrà gestire lui stesso, direttamente e da subito, tutto il capitolo privatizzazioni e dismissioni, invece di lasciare il pallino in mano a Letta & Company.”
6. Contemporaneamente, però, bisognava ammorbidire un altro proconsole italiano di questi stessi cenacoli massonici reazionari: sua maestà Re Giorgio Napolitano. Costui ormai si era abituato a gestire i governi come esecutivi del Presidente, prima con Mario Monti e dopo- in modo ancora più palpabile- con Enrico Letta. Il Fratello Napolitano, dunque, era risolutamente contrario a qualsiasi staffetta tra Letta e Renzi. Se Renzi fosse stato insediato a Palazzo Chigi, il ruolo di Napolitano rispetto ai consessi oligarchici di cui sopra sarebbe stato largamente ridimensionato. Come fare per ammorbidire e ridurre a più miti consigli l’arzillo e protervo vegliardo del Quirinale? In questi casi ci si prepara alla bisogna da molto prima, accumulando documenti e testimonianze che potranno essere usate comodamente nel momento opportuno… E’ una vecchia legge del potere più cinico e spregiudicato: tenere sempre in archivio gli strumenti adatti per ricattare, bastonare, redarguire, minacciare, rieducare e piegare alla tua volontà ciascuno dei tuoi “alleati e collaboratori”.
Ed ecco che entra in gioco il libro di Alan Friedman Ammazziamo il Gattopardo, con le sue provvidenziali interviste video a Monti, Prodi e a De Benedetti che sputtanano pesantemente il primo inquilino del Quirinale e gli inconfessabili magheggi dell’estate 2011.
7. Del resto, Napolitano era stato a sottoposto a (peraltro meritatissima) periodica bastonatura anche da un ambiguo programma televisivo, “La Gabbia” (su cui vedi DOSSIER "LA GABBIA" DI GIANLUIGI PARAGONE SU LA7. Un clamoroso e subdolo laboratorio di censure, mistificazioni e manipolazioni dell'opinione pubblica, clicca per leggere), per non parlare della richiesta di impeachment da parte del Movimento 5 Stelle.
8. Così, negli stessi giorni e persino nelle stesse ore venivano al pettine una serie di nodi, all’insegna del noto metodo del “bastone e della carota”, applicato scientificamente al Fratello Napolitano. Per un verso la bastonatura giungeva al suo acme con il Corriere della Sera che lanciava la “bomba Friedman”, ripresa da tutte le reti unificate d’Italia. Per altro verso l’impeachment veniva archiviato in Parlamento e, udite udite, “La Gabbia” di Gianluigi Paragone (senza una nota di protesta da parte del connivente conduttore) veniva spostata dal mercoledì (giorno di punta della cronaca politica) alla domenica…giorno meno propizio per mandare in onda un format come quello della trasmissione in oggetto (ma di questo, così come delle oscene critiche di Aldo Grasso a Paragone e collaboratori – almeno in questo caso intendiamo difendere la trasmissione de La7 a spada tratta- parleremo presto in un apposito contributo).
9. Morale della favola: Napolitano capiva l’antifona (se ti pieghi, molli Letta e dai l’ok per Renzi, anestetizziamo e gradualmente depotenziamo il “caso Friedman”…Intanto, per mostrarti che la nostra mano può colpire duramente, ma può essere anche carezzevole e benigna, può essere ferro ma anche piuma…, ecco in omaggio l’archiviazione dell’impeachment e la semi-defenestrazione de “La Gabbia”…) e acconsentiva persino a cercare di convincere un ancora dubbioso Renzi sull’opportunità di candidarsi da subito a Palazzo Chigi.
10. Nel frattempo, molti organi mediatici opportunamente ispirati avevano provveduto da giorni a creare il tormentone della staffetta Letta-Renzi, secondo lo stile ben noto della profezia che si autorealizza. All’inizio del tormentone Renzi non era affatto convinto che gli convenisse sostituirsi al Nipote di Gianni, mentre alla fine era stato talmente bombardato dalle blandizie e dalle seduzioni propinategli quotidianamente, che aveva completamente mutato parere.
Il resto è cronaca scontata delle ultimissime ore, con gli esiti prevedibilissimi della direzione nazionale PD.

Orbene, abbiamo spiegato con chiarezza le ragioni e le finalità delle “spinte massoniche reazionarie” in questo gioco di scacchi che ha condotto Renzi sulla soglia di Palazzo Chigi.
Ma perché mai – come notava sottilmente il commentatore “Alessandro” (vedi sopra)- un esito del genere rientrava anche negli auspici dei massoni progressisti?
Scriveva un altro intelligente commentatore del Blog “Il Moralista” (www.ilmoralista.it) , tale “Diego”, in riferimento a questa ennesima mossa spericolata dei circuiti massoni neo-aristocratici:

 

“Più che raffinata strategia sembra un delirio di onnipotenza (il che sarebbe anche coerente con l’immagine di costoro restituita da GOD: elites dello spirito e del censo) Spero con tutto me stesso che questa lettura (che mi sorprende) sia aderente alla realtà, perché sappiamo da mille esempi mitologici, letterari, storici, sportivi, quanto possa essere perniciosa la sopravvalutazione di sé.”

 

Appunto.
Dopo aver costruito in modo sottile, graduale e prudente, sin dai primi anni ’70 e fino alle soglie del XXI secolo, una progressiva egemonia globale di carattere politico-istituzionale, economico-finanziario, mediatico e culturale – senza però mai tirare troppo la corda apertamente e cercando di mascherare il fine ultimo (l’involuzione tecnocratica, oligarchica, anti-democratica e semi-autoritaria della governance euro-atlantica, occidentale e globale) con mille paludamenti, a partire dal 2001 e poi con le crisi del 2007-2008 e del 2011, tutto il processo messo in atto dalle elites massoniche reazionarie ha subito delle traumatiche accelerazioni.
Come mai?
Per eccesso di sicurezza e delirio di onnipotenza.
Il che comporta dei rischi di fallimento, anche perché le accelerazioni fanno rumore, destano dubbi, preoccupazioni e nuove consapevolezze nell’opinione pubblica.
Le accelerazioni possono ridestare dal loro colpevole sonno letargico non soltanto i gruppi latomistici più radicalmente democratici e progressisti, ma anche quei massoni liberal-moderati che non amano troppo le smargiassate e le ambizioni smodate dei confratelli reazionari e neo-aristocratici.
La partita italiana è quella più importante del Vecchio Continente.
L’Italia non è la Grecia, non è il Portogallo, non è l’Irlanda e nemmeno la Spagna.
L’Italia è il terzo più importante Paese dell’eurozona.
Chi vince la battaglia in Italia, ha vinto la guerra in Europa…E chi vince la guerra in Europa si appresta a diffondere la sua peste neo-oligarchica in tutto l’Occidente, con la sponda dei suoi alleati a stelle e strisce neoconservatori e neoreazionari (trasversali a Republican Party e a Democratic Party). Questi ultimi, infatti, tentano di prevalere sulla maggior parte dei liberi muratori statunitensi- radicati in una tradizione fieramente democrat & liberal-sin dai tempi di Henry Ford, Robert Alphonso Taft, Lawrence Dennis, Charles Augustus Lindbergh, Prescott Bush, John Pierpont Morgan Junior e di tutti gli altri allegri “camerati in grembiulino” che si riunirono nell’America First Committee in prospettiva isolazionista, filo-fascista e contraria all’intervento USA a fianco del Regno Unito contro Hitler e compari.
Se non fosse stato per i massoni progressisti Franklin ed Eleanor Roosevelt, Bernard Baruch, William Edward Dodd (morto nel 1940 ma attivissimo nel raccontare sin dal 1937 agli americani la barbarie del nazifascismo quale egli aveva potuto conoscere come ambasciatore statunitense a Berlino), Gerard Swope, Frances Perkins, Alben William Barkley, Cordell Hull, George Marshall e una miriade di altri confratelli e consorelle di analogo peso che si opposero al progetto di fascistizzazione non solo dell’Europa ma persino degli Stati Uniti, ad oggi vivremmo già sotto il tallone di regimi neo-aristocratici e dispotici anche formalmente. E non avremmo nemmeno la libertà di parola e di critica verso l’involuzione tecnocratica e oligarchica in atto nel Vecchio Continente.
Se il Governo di Enrico Letta fosse rimasto in sella ancora per uno/due anni o giù di li, e Renzi si fosse barcamenato preservandosi come il messia futuro, come il Segretario PD turgido e decisionista cui un governicchio insipiente e una maggioranza cialtrona e infida impedivano di “fare le riforme”, alla fine avrebbe potuto staccare la spina più legittimamente all’esecutivo lettiano e stravincere le elezioni 2015 o 2016 con una maggioranza tutta sua, coerente e omogenea.
In quel caso, il risultato sarebbe stato che per uno o due anni ancora saremmo sprofondati nella “Lettagonia” (copyright Dagospia) e poi ci avrebbero atteso 5 anni di legislatura piena di un Matteo Renzi autorevolmente legittimato dal voto popolare.
Naturalmente, avremmo cercato (Noi di GOD senza crederci per nulla, le amiche e gli amici di DRP con più ottimismo) di illuminare il buon Matteo sulla via di Damasco, cercando di sottrarlo alle grinfie esiziali (per lui stesso e per l’Italia) dei circuiti massonici reazionari rappresentati visibilmente da Mario Draghi e sodali vari ai vertici europei, ma il rischio di avere 6 o 7 anni di devastazione continuata e aggravata del sistema economico-sociale italiano sarebbe stato altissimo.
In questo modo, invece, con il vanesio Neo-Segretario PD che si è lasciato sedurre dal canto di molte sirene (copyright Sergio Magaldi, del quale vedi le analisi riportate in DRP presenta “Renzi, il canto delle sirene e Beppe Grillo”, articolo di Sergio Magaldi, clicca per leggere), Renzi si brucerà come Icaro nel giro di poco tempo.
E ogni italiano potrà capire il gigantesco bluff costruito mediaticamente intorno alla figura di un ragazzotto molto bravo a comunicare, ma che dietro l’abilità comunicativa non ha né idee originali, né una visione politica organica, né vero coraggio, né profonda intelligenza, né l’ambizione di passare alla storia come uno statista progressista e innovatore.
Dietro l’abilità comunicativa di Renzi c’è solo la piccola ambizione spicciola, smodata e arrogante e cieca di chi si è sentito spingere da forze poderose e occulte sino alla sommità del cielo e crede che il “gioco” potrà durare per sempre, facendolo diventare un uomo ricco (sottobanco) e ognor più famoso e acclamato…
Peccato essersi formato in parrocchia tra catechismi e mitologemi malamente cristianeggianti, invece di aver studiato con profitto i miti ellenici, con particolare riguardo a quelli di Icaro, Aiace, Agamennone, Achille, etc. e con una certa attenzione meditativa a quanto ne distillava il poeta Pindaro nel V secolo a.c. , concludendo che “Gli dei accecano coloro che vogliono perdere/condurre a rovina”.
Ecco perché GOD e il circuito internazionale dei massoni progressisti plaudono alla ubris, alla cecità e alla follia attuale di Matteo Renzi, così come plaudevano mesi fa alla rinnovata fiducia data all’esecutivo lettiano (su cui vedi GOD esprime paradossale soddisfazione per la rinnovata fiducia al governo del Para-Massone Enrico Letta, al servizio dei massoni reazionari nemici del popolo italiano ed europeo, clicca per leggere).
Lasciatelo andare al Governo, lasciate che il quasi ex Sindaco di Firenze sia costretto a scendere sul piano dei fatti, oltre la fumosità affascinante (per i gonzi) del suo eloquio vuoto e sterile, ma ben calibrato mediaticamente.
In questo modo, dopo esserci liberati in relativamente poco tempo di Berlusconi (nel dicembre 2010 dicevamo: “non gli date la sfiducia, lasciatelo mal-governare, è l’unico modo per togliercelo definitivamente o quasi di torno…” e vedemmo giusto), di Monti e di Letta, ci toglieremo dalle scatole anche il gigantesco bluff di Matteo Renzi.
E potremo iniziare a ricostruire un’Italia e un’Europa realmente democratiche e prospere, ripartendo proprio in questi giorni con i lavori preparatori della costituenda Associazione “Eleanor Roosevelt”.
I massoni reazionari e neo-aristocratici la pensano diversamente, convinti appunto- con altrettanta ubris, ma un tantino più motivata di quella di Renzi- di avere una capacità illimitata di costruire “leadership di cartapesta”.
Peccato che nulla di ciò che è umano sia illimitato…
Vedremo solo alla fine della guerra non convenzionale in corso, comunque, chi avrà avuto ragione.
Amen.

 

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 7-14 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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