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Germania 1933-1938 e 2005-2012. Da Hitler alla Merkel. Cioè quando i tedeschi diventano teste di ponte di esperimenti oligarchici ed egemonici ai danni dei popoli europei

 

 

 

 

La storia europea è contorta e piena di zone d’ombra.
Il libro di Gioele Magaldi, MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore, dovrà servire anche ad iniziare ad illuminare gli angoli più bui e verminosi di tale storia.
Oggi, ci ha fatto molto riflettere il seguente pezzo:

“Ecco perché la Merkel preferisce il rigore alla crescita. Mentre in Grecia, Spagna e Italia si tira la cinghia, nell’anno della crisi il patrimonio dei tedeschi ha raggiunto cifre da record…”, pezzo del 25 maggio 2012 per DAGOSPIA (clicca sopra per leggere).

A fronte delle giuste considerazioni sui vantaggi (cinici) conseguiti dal sistema-Germania grazie alle attuali politiche suicide della UE, bisogna tuttavia rifuggire da qualsivoglia demonizzazione del popolo tedesco.
Diciamo che è un popolo di grandi filosofi, artisti, intellettuali di spessore, ma anche una genia piuttosto facile da manipolare.
Non è colpa loro e non è un problema razziale-biologico, quanto piuttosto socio-culturale.
Per le stesse ragioni per le quali la cultura clerical-fascista e poi comunista e democristiana ha reso larghe fasce di italiani ipocriti, corrotti, doppiogiochisti e vili (dimenticando la grande lezione dei patrioti risorgimentali), i tedeschi si innamorano di dogmi fideistici in modo assoluto e ne deducono una serie di comportamenti scellerati, almeno fino a quando qualche shock traumatico non li ridesta alla ragione e allo spirito critico.
Negli anni dal 1933 al 1937-38 circa (poi le cose si complicarono, e spiegare come e perché richiede una narrazione a parte), la crescita economica e militare della Germania hitleriana fu finanziata anche da ingenti capitali provenienti da determinati ambienti finanziari massonici inglesi e statunitensi (di matrice conservatrice e reazionaria).
Ambienti simpatizzanti con l’esperimento nazionalsocialista tedesco e con quello fascista italiano.
Ciò, proprio mentre, con spregiudicata mistificazione manipolatrice per le solite masse di gonzi, fascisti e nazisti imprecavano contro le consorterie demo-pluto-giudaico-massoniche.
I massoni progressisti furono ovunque perseguitati, nell’Europa a dominazione nazi-fascista.
La massoneria in quanto istituzione ufficiale fu messa fuori legge.
Eppure, come abbiamo accennato già altre volte, la regia economica dell’Italia fu affidata da Mussolini al Massone (ed ex socialista) Alberto Beneduce (nel contempo, il Gran Consiglio del Fascismo era quasi completamente composto di ex massoni reazionari), e quella della Germania nazista al Massone Hjalmar Schacht.
Orbene, non c’è dubbio che il popolo tedesco, esasperato dalle dissennate politiche vessatorie propugnate dagli anglo-francesi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e ancor più dal ritiro dei capitali statunitensi a seguito della Grande Crisi del 1929, fu abilmente condotto ad affidarsi alle cure del nazionalsocialismo.
NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei) finanziato originariamente dalla più influente, cosmopolita e massonica (di inclinazione reazionaria) industria e alta finanza tedesca, significativamente collegata con ambienti fraterni della City di Londra e di Wall Street, i quali a loro volta intervennero a far ri-affluire capitali in Germania dopo che Hitler fu salito al potere.
Morale della favola: l’esperimento tedesco, se non fosse stato bloccato dall’intervento provvidenziale (e in extremis) dei massoni progressisti euro-atlantici (a partire dalla cerchia di F.D. Roosevelt e con l’apporto dei massoni conservatori riuniti attorno a Winston Churchill, “guariti” dalla simpatia per il fascismo, pur in presenza di certa aristocrazia massonica britannica legata a filo doppio con il regime nazista), avrebbe trasformato l’Europa in senso involutivo.
Senza l’intervento statunitense del 1941, l’Europa sarebbe divenuta un continente egemonizzato da un’oligarchia sovranazionale che aveva nella Germania hitleriana la sua formidabile e parzialmente dissimulata testa di ponte.
A distanza di molti decenni e in uno scenario altrettanto complesso di dissimulazioni e mistificazioni  mediatico-politiche, da quando nel 2005 Angela Merkel ha iniziato la sua esperienza di governo alla guida dei tedeschi riunificati (esperienza rafforzata nel 2009), il veleno della manipolazione del popolo teutonico è stato cosparso a piene mani.
Così come le condizioni oggettive di ostilità del resto degli europei (post Prima Guerra Mondiale) e la crisi economica post 1929 indusse gli abitanti della Germania a farsi manipolare da Hitler e dai suoi mandanti-sostenitori più o meno occulti, analogamente la coscienza collettiva tedesca (pur con significative resistenze) è stata plasmata negli ultimi anni per concordare e convergere su un progetto egemonico neo-nazionalista, che è anche sostanzialmente anti-europeista.
Infatti, una cosa è implementare una Germania quale cuore nobile e carismatico del Vecchio Continente, in grado di far marciare il proprio benessere in sintonia armoniosa e complementare con quello degli altri stati UE (e questo era il progetto di vecchi saggi come Helmut Kohl ed Helmut Schmidt), altra cosa è perseguire sfacciatamente un disegno di destrutturazione degli stati europei più fragili, al fine di realizzare una odiosa forma di egemonia cinica e predatoria.
Tanto più che, come già accadde negli anni ’30 del ‘900, questa egemonia teutonica è guidata da fili che riconducono a burattinai sovra-nazionali, globali e cosmopoliti, indifferenti ai destini dei popoli europei nello stesso grado in cui lo sono della manovalanza cinese, asiatica, africana o sudamericana.
In sintesi, è inutile farne un problema genericamente anti-tedesco.
La popolazione della Germania, infatti, è stata irretita e manipolata oggi dal miraggio di una straordinaria egemonia continentale esattamente come lo fu ieri, negli anni del regime hitleriano.
Le politiche di austerità, rigore, suicidio e de-crescita del resto d’Europa sono il fondamento su cui il governo della Merkel sta edificando un luciferino e cinico benessere per larghe fasce (anche se non tutte) della sua nazione.
E intanto altri soggetti hanno realizzato e realizzeranno colossali profitti speculando sul balletto degli spread che coinvolge i bond di tutte le nazioni europee che non siano la Germania.
In prospettiva, la Germania potrà conquistare quella egemonia razzista e nazionalista (aggiornata ai tempi e dunque ingentilita nelle forme)che non fu raggiunta dal regime hitleriano, mentre i veri burattinai di tutta l’operazione anti-europea in corso si godranno i dividendi economici (con l’acquisizione/sostituzione a prezzi stracciati di industrie private dei paesi schiacciati dalla crisi, nonché mediante il business colossale della privatizzazione dei servizi locali di pubblica utilità e della dismissione di beni e industrie statali) e politici di una involuzione tecnocratica ed oligarchica del Vecchio Continente.
A meno che non salti fuori un nuovo Gruppo di combattenti come quello che permise al Fratello Franklin Delano Roosevelt (e poi ai Fratelli Truman e Marshall) di ristabilire libertà, democrazia e benessere per l’Europa e per l’Occidente.
E su questo, ci stiamo lavorando.

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO

P. S. Per chi ancora non l’avesse ascoltata, segnaliamo

Intervista di David Gramiccioli a Gioele Magaldi del 23 maggio 2012 per RADIO IES (FM 99.8, www.radioies.it), a cura della Redazione di Grande Oriente Democratico (clicca sopra per leggere)

[ Articolo del 26 maggio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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