Velina del 6 dicembre 2010: “I Vigliacchetti del Vascellino”
Magaldi è morto…
Anzi, no, è vivo e sta bene, anche meglio di prima…
I fatti.
Semplificando per il grosso pubblico, da quando il Fratello Gioele Magaldi ha iniziato a combattere la corruzione e il dispotismo inquisitorio imperanti sotto il regime raffiano, a partire dalla vicenda del “tesoro occulto e illegale” della Loggia Monte Sion (2005-6) sino alle gravissime vicende con cui il “Golpista” e Illegittimo Gran Marpione Gustavo Raffi ha inteso sovvertire la Costituzione e il Regolamento del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani (2009), passando per tutti gli abusi gravissimi di questi ultimi anni, il Nostro è stato oggetto di molteplici, fantasiose e disparate/disperate tavole d’accusa (termine che, in gergo massonico, significa atto di denuncia per presunte colpe).
Accuse di che?
Il campionario è degno dei migliori film ridanciani del compianto Mario Monicelli: incuranti del ridicolo e del grottesco, i “servitori sciocchi” del Gran Sultano Raffi e del Gran Satrapo Giuseppe Abramo hanno inondato Magaldi di accuse del tipo: “hai osato chiedere le dimissioni di questo o quello”; “ hai descritto quella tale Loggia come decadente e ridotta a somiglianza di un circolo ricreativo/dopolavoro ferroviario”; “hai osato dare del golpista ed eversore della Costituzione al Gran Maestro Raffi e ai suoi Complici”; “hai osato turbare la sensibilità di candidi apprendisti e compagni (teneri virgulti di appena 60-70 anni…), mettendoli a conoscenza delle tue irriguardose critiche ai comportamenti dell’Illustrissimo, Eccellentissimo, Illuminatissimo Gran Maestro Raffi e del Suo Eminentissimo Gran Segretario Kabalista Giuseppe Abramo, le cui parole e proponimenti sono infallibili, inemendabili, intangibili e trascendenti ogni umano desiderio di analisi razionale”, e così via…
Reati d’opinione.
Meri reati d’opinione che, alla “scuola di cortigiani cialtroni” che Raffi ha provveduto a coltivare nei suoi 12 anni di (mal) governo del G.O.I., hanno assunto la connotazione di patente “Lesa Maestà” nei riguardi dei Detentori del Verbo, spesso più affaccendati a mettere impropriamente le mani sul Tesoro della Comunione che non a dare saggi apprezzabili, tra le logge o nella società civile, del proprio Monopolio dottrinario-dogmatico.
Almeno il Papa pontifica e incide (purtroppo anche in modo indebito) sulla società e sulla cultura italiana.
Il Gran Sultano Raffi e la sua Corte di Satrapi e Sicofanti, no. Loro si accontentano di intrallazzare con grande profitto “dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno”, anche fuori dai confini nazionali.
E se qualcuno glielo fa notare, che fanno?
Giù scomuniche, sospensioni e tavole d’accusa.
Oppure ti rispondono come lo Pseudo-Fratello Denis Verdini, degno compare di intrallazzo: “della legalità costituzionale, ME NE FREGO!”
Sabato 4 dicembre 2010 (l’altroieri), dopo che diverse sentenze dei Tribunali civili avevano già cassato le illegali sospensioni che il Gran Macellaio (della Legalità) Raffi aveva comminato al Fratello Magaldi durante questi anni, era (finalmente) stata calendarizzata una duplice udienza per procedimenti giudiziari (interni al G.O.I.) in cui il Nostro era “incolpato” di alcuni dei summenzionati reati d’opinione.
In verità, i pavidi, tremebondi e incompetenti Giudici della IV Sezione della Corte Centrale massonica, Fratelli Romano Sciarretta (Presidente), Eugenio Donato e Carlo Casciaro, avendo dovuto fare grande uso (nei mesi scorsi) di pannoloni assorbenti, in vista di tali udienze (al solo nome “Magaldi” gli anticlericali Fratelloni raffiani si fanno il segno della croce e, tremanti, iniziano a recitare il rosario con finalità apotropaiche…tra un’incontinenza e l’altra…), si sono ridotti per ben due volte al comico espediente di rimandare in extremis udienze già previste per luglio e per settembre 2010.
Fino a violare in modo clamoroso l’articolo 185/bis del Regolamento dell’Ordine di Palazzo Giustiniani che prevede tempi certi e perentori per lo svolgimento complessivo dei vari procedimenti disciplinari/giudiziari interni.
Articolo violato, tempi ampiamente superati, ergo: i procedimenti sono nulli a tutti gli effetti.
Anzi, le Leggi interne al G.O.I. stabiliscono persino una sanzione solenne di quei Giudici che violino le precise modalità temporali entro cui debbono svolgersi i processi domestici.
Questo, almeno, dinanzi a qualunque normale Giudice di un normale Tribunale che voglia amministrare la Giustizia (associativo-domestica, civile o penale).
Perché, allora, gli pseudo-giudici Sciarretta, Donato e Casciaro si sono arrischiati a violare i termini perentori prescritti dal Regolamento dell’Ordine?
Per paura, per calcolo e per “ordini superiori”, tutto qui.
Ben sapendo, “ai Piani Alti” di Villa Medici del Vascello (NDR: sede nazionale del GOI) che tutti i procedimenti intentati adversus Magaldi sono inconsistenti e friabili dal punto di vista giuridico, prima di dover scegliere tra una impopolarissima condanna all’espulsione (i seguaci del Fratello Gioele all’interno di Palazzo Giustiniani sono migliaia e anche abbastanza vivaci e incazzati…) e una riammissione anche formale dello stesso ai lavori libero-muratori, diversi Ambasciatori del Gran Sultano Raffi hanno tentato in ogni modo di “corrompere/addomesticare” il Nostro.
Talora in modo esplicito, talaltra in modo più subdolo.
Ma per far questo, avevano bisogno di tempo.
Seppur a malincuore, meglio rimandare i processi dinanzi alla Corte Centrale, e nel frattempo cercare un accomodamento con quell’ “IRA DI DIO” che da tempo ci espone allo sguardo indiscreto della società civile…
Per parte loro, quei “poveretti” (degni più di compassione e riso che non di animosità) degli pseudo-giudici Sciarretta, Donato e Casciaro avevano l’enorme angoscia di trovarsi tra l’incudine di Raffi & Company e il martello di Magaldi e Amici : meglio cercare di dilazionare il più possibile una decisione che li avrebbe comunque esposti a conseguenze spiacevoli.
E se non fosse stato per la comunicazione perentoria che Il Fratello Pierluigi Winkler (Avvocato del Fratello Gioele) ha inviato a questo “trio lescano” in data 8 novembre 2010, chiedendogli di fissare il dibattimento al più presto (da mesi non se ne aveva più notizia, tutto era sine die…), ancora staremmo aspettando di avere un pronunciamento della Corte Centrale sul Principe degli Eretici giustinianei.
Incalzati dall’invito inequivocabile e perentorio di Winkler, i “tre porcellini” della IV Sezione sono stati costretti a fissare l’udienza per il 4 dicembre scorso e a pronunciarsi sui due procedimenti pendenti, assumendosi le responsabilità conseguenti.
Che sono pesantissime.
Infatti, scegliendo di “sopravvivere” oggi piuttosto che ispirarsi alla propria coscienza e “preservare” il proprio futuro massonico (quando il regime raffiano sarà crollato e i vili collaborazionisti pagheranno tutto e pagheranno caro…), hanno infine deciso di compiacere i desiderata di Raffi e Abramo, le cui pressioni, in queste ultime ore, sono state formidabili e reiterate in direzione di una condanna del Magaldi.
Ciò nonostante, tanto erano deboli e inconsistenti le accuse che, su uno dei due procedimenti in oggetto, gli pseudo-giudici non se la sono proprio sentita di comminare al “reo” la massima condanna.
Lo hanno fatto soltanto sulla base della seconda, più recente, tavola d’accusa.
Tavola proveniente da un oscuro fratello pugliese, tale Angiolo Sparvieri, Scudieri o Servitori da Bovino o giù di li.
L’incertezza sul nome (non ci siamo presi la pena di ricontrollare sulle carte il suo preciso nominativo: de minimis non curamus…, anche se non possiamo fare a meno di notare che, come spesso accade, nomen=omen…) non vuol dire mancata individuazione dei Mandanti di codesto patetico sicofante.
Ed è proprio questo il punto su cui torneremo a breve, in chiusura di questa Velina.
Prima, però, occorre confortare i tanti seguaci del Leader di Grande Oriente Democratico.
Con dispositivo del 4 dicembre 2010, la IV Sezione della Corte Centrale del G.O.I., composta dai Giudici (si fa per dire…) Romano Sciarretta (Inquisitore Presidente), Eugenio Donato (inquisitore semplice), Carlo Casciaro (inquisitore semplice), ha rigettato tutte le sacrosante eccezioni preliminari sulla legittimità del dibattimento (violazioni delle norme sul giusto processo nella sentenza di primo grado, violazione dei termini regolamentari nel procedimento di secondo grado, etc.) ha bellamente ignorato il merito e la consistenza delle accuse (grottesche, infondate, risibili, comiche: tutti “reati d’opinione”) e ha confermato la sentenza del Tribunale Circoscrizionale del Lazio emessa in data 5 marzo 2010 (espulsione dall’Ordine).
Ohibò!
E adesso che succede?
Intimidito e afflitto, il Fratello Magaldi, il capo cosparso di cenere, andrà a presentare istanza di Revisione del processo al Gran Maestro (ex art. 67 Costituzione ed ex artt. 205, 206 e 207 del Regolamento dell’Ordine)?
Ah, ah, ah…di che film si tratta?
Piuttosto, il giorno in cui ci sarà un nuovo Gran Maestro legittimo (non abusivo, golpista e illegittimo come Gustavo Raffi in questo suo terzo mandato), andranno presentate diverse istanze di Revisione di tutti quei processi fascio-stalininiani celebrati dall’attuale Inquisizione libero-muratoria che insozza la memoria di tanti Fratelli morti per la causa della libertà di pensiero.
Confidando piuttosto nei veri giudici della Repubblica italiana (quelli che, a buon diritto, sono lo spauracchio di Raffi & Company, che vorrebbero impedire ai Massoni del GOI di ricorrervi), appena fra 15 giorni lo sgangherato tribunale presieduto dal Fratello Sciarpetta, pardon Sciarretta, produrrà le immotivate motivazioni inquisitorie con cui si è creduto di poter violare la legge (massonica e civile) in danno di Magaldi, costui impugnerà il tutto presso il Tribunale Civile di Roma.
Riservandosi anche azione di risarcimento danni personale a carico degli stessi Sciarretta, Donato e Casciaro, che hanno violato le norme del giusto processo, causando gravissimi danni oggettivi al Fratello Gioele, tuttora privato del diritto costituzionalmente garantito a partecipare a pieno titolo all’Associazione “Grande Oriente d’Italia”.
Ma tutte queste sono solo questioni di natura strettamente tecnico-giuridica, che si risolveranno nelle sedi opportune.
Nel frattempo, la fama “di” e il consenso e la simpatia “per” Grande Oriente Democratico e per Gioele Magaldi crescono e si diffondono a macchia d’olio (anche presso insospettabili notabili dell’establishment raffiano, che si fidano poco della tenuta dell’attuale regime e iniziano a fare il triplo e/o il quadruplo gioco…).
Rimane un gustoso interrogativo- cui accennavamo sopra- sui Mandanti di tutte le tavole d’accusa e sentenze “addomesticate” per tenere Magaldi nella posizione di massimo antagonista in esilio.
Certo, all’animo romantico e rivoluzionario del Fratello Gioele (i cui principali modelli di riferimento sono Giordano Bruno, Olympe de Gouges, Giuseppe Garibaldi, Piero Gobetti, Andrej Sacharov e Auung San Suu Kyi), essere perseguitato a morte dal nauseabondo regime raffiano raddoppia le energie e la convinzione di procedere sulla Via Maestra per la rigenerazione della Massoneria italiana.
E il problema non è sapere chi siano i Mandanti della sentenza del 4 dicembre scorso.
Sono ultra-noti. Si chiamano anzitutto Silvio Berlusconi, Gustavo Raffi e Giuseppe Abramo: un sinistro trio di contro-iniziati che, come “maiali che calpestino aiuole”, stanno riducendo in pezzi e disonorando la gloriosa tradizione libero-muratoria italiana, ciascuno dalla sua peculiare postazione.
Del Fratello Berlusconi ci occuperemo nella imminente Lettera Aperta N°2 al Fratello Silvio Berlusconi del 9 dicembre 2010.
Sui Fratelli Raffi e Abramo spenderemo due paroline in questa sede, a mò di chiusura.
Ve la fate sotto del Fratello Gioele, eh?
Avete circa 150 anni in due (circa quattro volte gli anni del Magaldi) eppure vi cacate addosso così?
Ma, soprattutto, siete talmente mediocri e vigliacchi da nascondervi dietro sicofanti di infimo livello come il Fratello Angiolo Sparvieri/Scudieri da Bovino?
Per ogni Massone libero pensatore del GOI (anche raffian-abramian-berlusconiano) è lecito domandarsi: ma in nome di quale cattiva coscienza e tremendi timori Raffi e Abramo, sin dal 2007, hanno tentato in tutti i modi di intimidire, minacciare e mettere a tacere Magaldi, tenendolo fuori formalmente dai “lavori muratori” di Palazzo Giustiniani?
Come mai vi fa tanta paura questo giovane Fratello?
E come mai, cari Raffi e Abramo, nonostante occupiate le più importanti poltrone del GOI, avete il terrore di un confronto vis-à-vis in un Tribunale (massonico o profano) con Gioele Magaldi?
Questi poveracci di Sciarretta, Donato, Casciaro e Sparvieri/Scudieri sono delle semplici comparse in un gioco più grande di loro. Si tratta solo di ometti che disonorano, nel loro piccolissimo, lo status di liberi muratori (se il grande Giordano Bruno rinascesse e li vedesse quali improvvisati neo-inquisitori, li caccerebbe a pedate nel c… dai loro scranni…).
Ma Voi, cari Gustavo e Pino, perché nascondervi dietro un insignificante fratello Sparvieri/Scudieri qualsiasi e prima ancora dietro i vari Costanza, Cioni, etc.?
Non ce le avete le p…per metterci la vostra faccia e la vostra firma su una tavola d’accusa?
O dovete sempre rivolgervi a sicofanti piccoli e grandi, dal suddetto Sparvieri/Scudieri all’ipotesi Stincardini cui accennavamo nella Velina del 19 novembre 2010 ?
Evidentemente non ce le avete. Le palle. O sono ormai svuotate di ogni sostanza.
Ecco perché abbiamo titolato la presente Velina: “I Vigliacchetti del Vascellino”.
Un titolo azzeccatissimo se riferito a Voi, sia per descrivere la vostra natura più intima, sia per iniziare a raccontare in che modo disonorate quotidianamente la sede nazionale GOI di Villa Medici del Vascello.
Ma, a partire da oggi, in via definitiva, non riconosceremo più alcuna legittimità al vostro abusivo regime e ai suoi atti formali.
Non dovrete stupirvi del fatto che, se non ve ne andrete in malora per vostra iniziativa, sarà il popolo massonico, prima o poi, a cacciarvi (a calci nel c…) dalle poltrone incollate ai vostri flosci e grassi deretani.
I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO.