L’alternativa che non c’è stata e il vizio ricorrente dello “scissionismo”
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L’alternativa che non c’è stata e il vizio ricorrente dello “scissionismo”

 

 

In aggiunta a quanto già ampiamente argomentato specificamente nei links di questo Sito denominati Lettere Aperte di Gioele Magaldi (dal 2008) Lista “Grande Oriente Democratico”: programma e iniziative  e   Retorica e realtà della Primavera massonica ‘targata Raffi’, così come anche in altre Sezioni, vorremmo chiarificare due punti di una certa importanza per il dibattito complessivo intorno alla sorte presente e futura del Grande Oriente d’Italia: il problema dell’ “alternativa” a quella che è stata finora la “Proposta di governo firmata Raffi” e il problema, o meglio il ‘vizio’-ricorrente nella storia del G.O.I.- dello “scissionismo”.

Cominciando da secondo problema (o ‘vizio’), ci teniamo a dire che rispettiamo moltissimo tutti quei Fratelli che, per svariate ragioni, non volessero più riconoscersi nella storia e nella Tradizione del Grande Oriente d’Italia (una grande storia, non senza qualche ombra, ma con tantissime e importantissime ‘luci’).
Se questi Fratelli (ad imitazione dei tanti ‘scissionisti’ di periodi remoti o più recenti) ritengono di voler approdare a delle forme di società iniziatica diverse dalla peculiare Via Iniziatica Libero-Muratoria italica (di ascendenza ‘latina’, ‘franco-continentale’ e ‘statunitense’ più che britannica) o, con più ambiguità, mascherare le proprie legittime vocazioni tradizionaliste (non tradizionali), rigorosamente gerarchiche (non democratiche), conservatrici  e autoritarie (non liberali né riformiste) attraverso dei formali e generici richiami costitutivi di sapore latomistico, ebbene questo è un loro diritto sacrosanto!

Anzi, come ebbe ad osservare il Fr. Gioele Magaldi in qualcuna delle sue Lettere Aperte, sarebbe il caso di favorire l’esodo in massa di tutti i Fratelli tradizionalisti, anti-modernisti, conservatori, reazionari, ‘filo-catacombali’ e filo-britannici sia verso i meravigliosi lidi della Gran Loggia Regolare d’Italia (la creazione ‘dibernardiana’) capitanata dal Fr. Fabio Venzi con scarso successo numerico, ma con grande dispiego di polemiche anti-illuministe e anti-moderniste; oppure verso qualche altra ‘invenzione dell’ultim’ora’ che serva a raccogliere il malmostoso ripiegamento su se stessi di Fratelli (sempre pochini, invero) che, dopo aver perso le elezioni, invece di impugnarne (doverosamente) la legittimità e interrogarsi perché i loro programmi anacronistici sono stati battuti anche da un candidato ‘indebolito e affaticato’ come Gustavo Raffi, preferiscono ritirarsi in improbabili “Aventini” e “Confederazioni” il cui appeal, purtroppo, lascia molto a desiderare.
Semmai a questi Fratelli (alcuni dei quali, giova riconoscerlo, sono persone molto per bene che hanno preso sul serio l’impegno e le responsabilità morali e spirituali tipiche della Via Iniziatica) vorremmo dire che, invece di arroccarsi in una perpetua lode di un “modello massonico” che (grazie al G.A.D.U.) era anacronistico e ‘stantio’ ben prima della stesura degli Antichi Doveri del Reverendo Anderson e che giunse sia negli Stati Uniti che nel Continente Europeo profondamente vivificato da modernissime istanze di rinnovamento spirituale e civile; sarebbe il caso che essi “aprissero gli occhi, le menti e i cuori” sulla sostanziale illusorietà di una identità Libero-Muratoria ante 1717 nei termini da essi vagheggiati.
E’ per fede o per consapevolezza storiografica e filologica che costoro hanno individuato-sulla scia di René Guénon- che la Massoneria, dopo il 1717 , sarebbe andata incontro alla degenerazione?
E’ per fede o per consapevolezza storiografica, filologica e anche archeologica che costoro sono in grado di ricostruire cosa fosse e come ‘lavorasse’ la Libera Muratoria dei (medievali) secoli d’oro?
Ma sono consapevoli, costoro, che senza il risveglio spirituale (neoplatonico, ermetico e kabbalistico) dei secoli tra il XV e il XVII (dunque proprio a partire dal declino dell’epoca d’oro dei costruttori medievali di cattedrali: secoli XII-XIII, con qualche propaggine fino al XIV) non sarebbe nemmeno pensabile la Tradizione esoterica occidentale così come noi la conosciamo e così come la conobbe anche il loro “Vate” René Guénon?
In realtà, a meno di essere degli sprovveduti -sotto tutti i profili- sul piano della conoscenza dell’epoca pre-moderna (da un punto di vista archeologico, storico, filologico, artistico, filosofico, religioso, sapienziale ed iniziatico) non si può negare che da un lato è del tutto aleatoria e inconsistente l’immagine di una Massoneria medioevale che praticasse la Via Iniziatica e l’Esoterismo così come essi sono stati concepiti dopo la grande ‘Lezione Rinascimentale’ (a sua volta debitrice, su questo specifico aspetto, della Grande Stagione Latino-Ellenistica, particolarmente nella sua fase Tarda: secoli I-IV d.c.); dall’altro, proprio a partire dall’inserimento sulla specifica Via Iniziatica Libero-Muratoria medioevale del Risveglio spirituale rinascimentale (tradizione ermetico-kabbalista consolidatasi in Italia alla fine del XV secolo e da li diffusa ed emulata in tutta Europa e nel Mondo senza soluzione di continuità fino ai giorni nostri) si andarono costituendo le prime logge massoniche di tipo “moderno” (tra fine del XVI e inizi del XVII secolo), di certo non estranee all’incipit  del fenomeno “rosacrociano” (primo ventennio del ‘600).
Di qui, da questa ibridazione ‘tardo-rinascimentale’, su cui si innestano modernissime (e non certo medioevali) rivendicazioni di libertà di coscienza e di pensiero ( principi certo non particolarmente cari a René Guénon: come si sana questa contraddizione?) si sviluppa una forma originale e vitalissima di Massoneria: quella forma tipica del XVIII secolo, con la sua feconda integrazione tra perfezionamento spirituale e iniziatico degli individui e filantropia, azione sociale, lotte concrete a beneficio delle libertà costituzionali (collettive e individuali) di pensiero, parola, associazione ed espressione (tutte cose inimmaginabili nelle società medievali, tradizionali e pre-moderne tanto care ai ‘tradizionalisti’).
Altro che “degenerescenza”, come andava cianciando Guénon e continuano a  cianciare  i suoi modesti epigoni contemporanei: la cosiddetta Massoneria Moderna Speculativa (post 1717) ha combattuto e vinto tutte le sue battaglie in favore delle libertà politiche e civili, in favore dello ‘stato di diritto’, in favore di forme di società libere e democratiche, e, di conseguenza, in favore della libertà spirituale tesa alle realizzazioni iniziatiche di chicchessia (per chi vi si cimenti concretamente e non a chiacchiere!).
O forse gli “scissionisti-tradizionalisti” pensano che nella tanto vagheggiata “società tradizionale” pre-moderna raccomandata da personaggi come Guénon (collocabile in quale Epoca, in quali secoli, di grazia?) vi sarebbe stata libertà di dubitare? libertà di dissentire? libertà di sottrarsi alla tortura e al rogo nel caso di ‘pensamenti eretici’ rispetto a quelli proclamati dall’Ortodossia?
In una “società tradizionale” in cui anche l’attuale Grande Oriente d’Italia fosse stato parte dell’establishment ortodosso, l’Ill.mo Gran Maestro Gustavo Raffi, di concerto col Gran Segretario Giuseppe Abramo - passateci la gustosa celia - sarebbe stato autorizzato a imprigionare e torturare nei sotterranei di Villa Medici del Vascello, tutti gli oppositori al suo “regime”, VOI per PRIMI, Cari Fratelli TRADIZIONALISTI!

Chiuso il discorso sullo “scissionismo” e auspicando che qualche “scissionista-tradizionalista” ritorni a darci una mano all’interno del G.O.I. invece di indulgere ad improvvide e anti-storiche “masturbazioni guénoniane”, Vorremmo dire a chiare lettere che se la Lista Raffi ha potuto vincere anche queste (irregolari) ultime elezioni è perché in campo, nella scorsa tornata elettorale, NON C’E’ STATA ALCUNA VERA ALTERNATIVA.

Non poteva essere una vera alternativa la Lista Losano, soprattutto perché non aveva in Giorgio Losano un leader degno di questo nome (come gli accadimenti successivi alle elezioni ci hanno chiaramente dimostrato) e poi anche perché il programma presentato era assai generico e piuttosto mediocre.
Ma, d’altra parte, deve far riflettere che una Lista come questa, improvvisata all’ultimo momento, scarsamente radicata sul territorio, astenutasi dall’impiegare grandi risorse per promuovere la sua azione e per farsi conoscere, priva dell’appoggio di qualche importante Corpo Massonico Rituale, ha, ciò nonostante, ottenuto un consenso pari a circa il 14% del totale dei suffragi.
Evidentemente, essa deve avere avuto qualche “valore aggiunto” nella ferma volontà da parte di alcuni, interni alla Lista o suoi “compagni di strada”, di iniziare a fare un “discorso nuovo” sull’avvenire del G.O.I.: certo un “discorso nuovo” appena abbozzato e delle istanze riformatrici solo implicite e ancora embrionali , sufficienti, tuttavia, a raccogliere un ragguardevole consenso nello specifico contesto da “guerra civile” e da “appello al voto utile” (per la Lista di Luca e o per la Lista Raffi) nel quale si sono svolte le Elezioni del 2009.

E poteva essere una vera alternativa la Lista di Luca, nel modo in cui è stata concepita e presentata e in virtù di un programma tutto all’insegna del ritorno alla “Tradizione”, della genuflessione e devozione agli anatemi e alle reprimende di Marchesi e Baronetti d’Oltre Manica, della demonizzazione di qualsiasi iniziativa sociale, civile e meta-politica dell’attuale Grande Oriente d’Italia, in pieno XXI secolo?

Ancora oggi, capita di ascoltare Fratelli che hanno votato per Gustavo Raffi in buonissima fede e che, quando gli si obietta che il terzo mandato era illegittimo o che la presunta “Primavera Massonica” di Raffi è prevalentemente un’invenzione retorica, rispondono pressappoco così:

“Va bè, ma mica si potevano votare quegli altri…quelli ci riportavano al Medioevo o ancora più  indietro, nelle Catacombe…”

Certo le cose non sono esattamente così, ma onore alle ‘virtù politiche’ e alla Fortuna di Gustavo Raffi, il quale ha avuto ed ha ancora buon gioco a convincere non pochi massoni in buonissima fede (e i media nazionali profani che si occupano talora del G.O.I.) che non esiste una vera alternativa a LUI, di stampo liberale e democratico, fra le ‘mura’ di Palazzo Giustiniani; che i suoi principali antagonisti vogliono far regredire il Grande Oriente d’Italia ad una fase pre-moderna e inquietante, anche per lo stato democratico moderno, e che dunque conviene a Tutti che LUI continui indefinitamente a governare in nome delle DEMOCRAZIA e dell’IMPEGNO CIVILE ALLA LUCE DEL SOLE, etc, etc.

Questo ‘giochetto’, questo ben riuscito ‘marchingegno’ di disinformazione/mistificazione di come stiano realmente le cose, il Fr. Raffi ha potuto compierlo grazie all’ingenuità e all’incapacità di coloro che hanno inteso contrapporsi a LUI non sul terreno Programmatico di una Massoneria moderna e vitale (concretamente e non solo ‘a chiacchiere’), carica di istanze riformatrici al proprio interno, ma anche all’esterno, nel più ampio agone culturale della società civile; bensì sul malinconico e anacronistico crinale di una Prospettiva Restauratrice di non meglio precisate Tradizioni, di non meglio chiarificati Ossequi a Logge Madri e “Matrigne”, di non meglio specificati revival alla ‘ri-conquista’ del Secretum e del Sacellum Sacrum latomistico, oggetto di presunta violazione da parte del (presunto) Illuminismo Raffiano…

Ecco perché Gustavo Raffi ha potuto vincere (comunque a fatica) le ultime, irregolari, elezioni: non c’è mai stata una vera Alternativa e per molti, la vittoria della principale lista antagonista, con il programma impresentabile che aveva,  era da ritenersi peggio della violazione dell’art.30 della Costituzione da parte della Lista Raffi.

Ma se una vera alternativa non c’è stata nel 2009, c’è adesso nel 2010 ed è costituita dalla Lista “Grande Oriente Democratico” (clicca su Lista “Grande Oriente Democratico: programma e iniziative) e da Tutti Coloro che con essa vorranno formare una Coalizione maggioritaria per riportare il G.O.I. alla Legalità e per riformarlo in vista delle urgenti sfide spirituali, culturali e civili di questo XXI secolo appena cominciato.

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