Commento a “A Parigi è scoppiata la guerra DEI MASSONI. Sembra quasi la P2…” by Jenner Meletti per il settimanale VENERDI’ di Repubblica del 18 febbraio 2011
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Commento a “A Parigi è scoppiata la guerra DEI MASSONI. Sembra quasi la P2…” by Jenner Meletti per il settimanale VENERDI’ di Repubblica del 18 febbraio 2011

 

 

 

  

Ineffabili i giornalisti del Gruppo Espresso/Repubblica.
Presto parleremo di un recente episodio in cui è “incorso” il Fratello Gioele Magaldi con qualcuno di loro. In questo caso, invece, vorremmo dedicare qualche riga di commento all’articolo “A Parigi è scoppiata la guerra DEI MASSONI. Sembra quasi la P2” by Jenner Meletti per il settimanale VENERDI’ di Repubblica del 18 febbraio 2011 (clicca per leggere)
Intanto, l’autore dell’articolo avrebbe dovuto riconoscere che i primi a parlare in Italia di questa vicenda massonica francese (che viene riportata in modo impreciso) sono stati i redattori della NewsLetter massonica denominata “Cavaliere Nero” (per leggere, clicca su CAVALIERE NERO N°7 del 1 febbraio 2011, pubblicato dalla Redazione del Sito ufficiale di Grande Oriente Democratico, www.grandeoriente-democratico.com , in data 3 febbraio 2011).
Poi avrebbe dovuto specificare che sulla questione era ritornato il 15 febbraio il Magistrato Alessio Liberati (in termini più sintetici ma anche più accurati: per leggere clicca su "I massoni e la legalità", post su IL FATTO QUOTIDIANO del Magistrato Alessio Liberati)
Infine, il giornalista Jenner Meletti avrebbe dovuto raccontare la Messa tutta intera e non la mezza messa, come Andrea Camilleri farebbe dire al suo famoso personaggio, il Commissario Salvo Montalbano.
Meletti, a pag. 53 del citato VENERDI’ di Repubblica, allude solo ad alcune delle vicende che hanno coinvolto il Gran Maestro della Grand Loge Nationale Francaise, Francois Stifani.
Per essere precisi, si ferma al 7 dicembre 2010.
E perché mai omette quanto è ormai di dominio pubblico dal 25 gennaio 2011, e che in Italia è stato reso noto prima dalla NewsLetter “CAVALIERE NERO” e da Grande Oriente Democratico e poi dal Magistrato Alessio Liberati?
Infatti, il 25 gennaio un Tribunale di Parigi ha nominato MONIQUE LEGRAND (una signora, dunque) Amministratrice giudiziaria della G.L.N.F., la quale ha rilevato i poteri del Gran Maestro Stifani in attesa di nuove elezioni.
Vogliamo sperare che nulla leghi il giornalista Jenner Meletti all’attuale (illegittimo) Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, e che le sue omissioni siano dovute solo a scarsa acribia da cronista.
Il Fratello Raffi, infatti, era ed è grande amico del Gran Maestro Francois Stifani.
E come il francese, è stato contestato dai suoi confratelli per la sua illegittima e abusiva RI-ELEZIONE per un Mandato che, a norma di Costituzione del G.O.I., non era lecito egli potesse svolgere.
Su questa vicenda, il Tribunale civile di Roma finora ha fatto “il pesce in barile”, rigettando le SACROSANTE istanze cautelari con cui molti (autorevoli) Massoni del G.O.I. chiedevano una sospensione degli effetti, gravissimi e perniciosi per l’Istituzione di Palazzo Giustiniani, del “GOLPE” anti-costituzionale perpetrato da Raffi & Camerati.
A questo proposito, Ci auguriamo che, in sede di “giudizio di merito”, fra qualche mese, i Giudici romani vogliano prendere un po’ di coraggio…ed emulare i propri colleghi francesi…
Su ciò staremo a vedere ed informeremo adeguatamente l’opinione pubblica.
Per quanto concerne l’articolo di Jenner Meletti sul VENERDI’ di Repubblica, lo ripetiamo, ci auguriamo che, omettendo l’esito delle vicenda che ha coinvolto Francois Stifani, non abbia inteso fare alcun favore a Gustavo Raffi.
Ma le imprecisioni di J.Meletti non finiscono qui.
A pag. 52 del VENERDI’ citato, osserva:

“…il 17 marzo 1981, i finanzieri che indagavano sul falso sequestro di Michele Sindona trovarono a villa Wanda ad Arezzo- residenza dell’allora quasi sconosciuto Licio Gelli- la lista dei oltre duemila affiliati alla P2…”.

Santi Numi!
Ma chi ha dato a codesto Jenner Meletti la “patente” per scrivere di P2 e Massoneria?
Se appena costui si fosse preso la briga di leggere almeno l’intervista che in data 5 ottobre 1980 il Fratello piduista Maurizio Costanzo (fingendosi un giornalista “profano”) fece all’allora Venerabile della P2 Licio Gelli, per il Corriere della Sera, ne avrebbe appreso che Gelli era non solo notissimo al pubblico, ma che lo era anche perché i settimanali PANORAMA e l’ESPRESSO si erano da tempo “soffermati” polemicamente sulla sua figura.
Altro che “sconosciuto”…
Sconosciuto nel marzo 1981, poi, dopo anni e anni di polemiche giornalistiche e di attività anche internazionali (vedi l’O.M.P.A.M., etc.)?
Inoltre, come sanno “cani e porci”, la cosiddetta “lista” che fu rinvenuta a villa Wanda (e non ne furono più rinvenute altre, benché Noi sappiamo per certo che esistono, avendole lette, ma sono custodite gelosamente in territori extra-italiani) conteneva meno di mille affiliati, non “oltre duemila”.
Complimenti a Jenner Meletti per la sua competenza e il rigore storico-descrittivo… (su cui, come spiegheremo presto narrando alcuni fatti accaduti al Fratello Gioele Magaldi, i giornalisti del Gruppo l’Espresso/Repubblica fanno pomposa quanto vacua retorica…).
E bisogna complimentarsi anche per l’affermazione secondo cui:

“Lo stesso primo ministro Arnaldo Forlani fu costretto alle dimissioni per avere cercato di nascondere i nomi (NDR: cioè gli appartenenti alla Lista ritrovata a Castiglion Fibocchi)”.

Sbagliato, caro Meletti. E’ vero che qualcuno polemizzò per il mancato tempismo della pubblicazione dei nomi, ma Forlani non nascose alcunché, considerato, oltretutto, che la Lista era a disposizione dei Magistrati Giuliano Turone e Gherardo Colombo che per primi la lessero dopo il sequestro e che la stessa era anche nella disponibilità della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul caso Michele Sindona, presieduta dal socialista di sinistra Francesco De Martino.
Dopo tante anticipazioni di riviste e quotidiani su nomi e cognomi degli affiliati (per via delle solite fughe di notizie), il 20 maggio il Governo Forlani e la Procura di Milano-tramite l’intermediazione del Ministro dell’Interno Virginio Rognoni- diede l’ok alla pubblicazione della famigerata Lista.
E se il 28 giugno 1981 Forlani dovette dimettersi, fu perché vi erano Ministri in carica del suo governo che erano iscritti alla P2.

Al netto delle omissioni e imprecisioni citate, Jenner Meletti ha il merito di rammentare, ai suoi colleghi giornalisti italiani, “qualcosa” su cui stranamente (quasi) tutti si sforzano di tacere, e cioè l’inchiesta “P3”.
Scrive Meletti:

“Quasi trent’anni dopo la P2, sul suolo italico si è scoperto il fantasma della P3, nella quale, accanto a politici e imprenditori, sono stati coinvolti anche alcuni magistrati”.

Per il resto, consigliamo comunque a tutti la lettura di “A Parigi è scoppiata la guerra DEI MASSONI. Sembra quasi la P2” by Jenner Meletti per il settimanale VENERDI’ di Repubblica del 18 febbraio 2011, che costituisce un interessantissimo spaccato dei rapporti tra Massoneria, Società e Politica in Francia.
Di questo va dato atto a Jenner Meletti, ma la prossima volta ci contatti e saremo lieti di irrobustire-con una consulenza gratuita- le sue competenze (un po’ zoppicanti) sulla storia della Massoneria, passata e recente.
E ci auguriamo che uno spaccato simile, specie per ciò che concerne il coraggio della Magistratura d’oltralpe, possa presto avverarsi anche nella provincialissima Italia, dove a qualche illegittimo e abusivo Gran Maestro (come Raffi) non farebbe male un bel “commissariamento”.
E dove, tuttavia, a differenza che in Francia, i Media nazionali si guardano bene dallo spiegare adeguatamente i conflitti interni alle varie Comunioni Libero-Muratorie, contribuendo così ad un clima indifferenziato di pregiudizio e ignoranza.

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com