Annotazioni in margine a un equivoco di Gioele Magaldi
Boaz Content Banner Jachin

 

Annotazioni in margine a un equivoco
di Gioele Magaldi

 

 

 

 

In riferimento al Commento del 6 ottobre che alcuni Fratelli della Redazione hanno voluto fare, relativamente all’uscita del Cavaliere Nero n.2, credo di dover intervenire personalmente per chiarire una sorta di curioso equivoco, che si sarebbe ingenerato.
Mi è stato riferito che alcuni Fratelli -soprattutto scozzesi- più o meno simpatizzanti di Grande Oriente Democratico, si sarebbero espressi pressappoco così, dopo aver letto il Commento alla Newsletter “Il Cavaliere Nero”n.2 del 4 ottobre 2010 : “Ah, Gioele Magaldi ha incensato e glorificato sia il Presidente del Kadosh romani che il Sovrano Commendatore David Cerniglia. E, così facendo, fiancheggia l’ambigua operazione con cui Cerniglia stesso ed altri vorrebbero rilanciare il Fratello Natale Di Luca, in vista di una imminente caduta di Raffi o, nel caso Raffi non cadesse tanto presto, nella prospettiva di una tirannica saldatura tra Ordine e Rito che renderebbe il Grande Oriente d’Italia una specie di Caserma militarizzata…”
Francamente, mi viene da ridere.
Intanto, all’interno di Grande Oriente Democratico, com’è noto, esistono sfumature diverse nelle posizioni di ciascuno rispetto a vari personaggi o Gruppi o Riti protagonisti della dialettica “politica” in atto nel G.O.I.
Se sul Sito ufficiale del Movimento “Grande Oriente Democratico” appare un contributo a mia firma, vuol dire che è espressione precisa delle mie idee.
Se invece appaiono interventi a firma diversa o firmati “La Redazione” ciò significa (al di là della revisione e stesura finale del testo) che essi sono il frutto di una elaborazione collettiva che il sottoscritto può anche non condividere, del tutto o in parte
Ma, nella fattispecie, al di là di un’analisi minuziosa del sunnominato Commento alla Newsletter “Il Cavaliere Nero” n.2 del 4 ottobre 2010, se qualcuno ha potuto interpretare uno scritto a firma “La Redazione” come espressione esplicita del mio pensiero, ha compiuto anzitutto un “peccato” metodologico, ancorché veniale.
Ha commesso un errore grave, invece, se ha potuto interpretare quel Commento (chiunque, collegialmente, ne sia stato l’autore) nel senso che esso fosse una “celebrazione/incensamento/glorificazione” della gestione del Rito da parte del Fratello Cerniglia o nel senso di un “appoggio” ad una imminente “nuova entrata in scena del Fratello Di Luca”.
Poiché quel Commento l’ho letto più volte anch’io e sono sicuro di saper ben leggere e interpretare oltre che scrivere, consiglio a diversi amici fraterni di rileggere con più attenzione e pacatezza di spirito quelle righe, perché sicuramente esse non hanno il senso che qualcuno ha ritenuto di scorgervi.
Talora, l’eccesso di coinvolgimento emotivo e vis polemica può annebbiare il giudizio anche di chi possiede indubbie capacità ermeneutiche, impedendogli di gustare la raffinatezza sottile di alcuni ragionamenti.
Per quanto mi riguarda, però, siccome so che alcuni amici fraterni, appunto, hanno ritenuto che quel Commento fosse il mio e che da esso si potessero trarre le deduzioni che ho riportato sopra in “corsivo virgolettato”, sento il bisogno di fare chiarezza in termini espliciti su quale sia il mio effettivo pensiero, al di là delle interpretazioni fantasiose.

  1. Non ritengo che l’attuale Sovrano Gran Commendatore, Fratello David Cerniglia, stia governando il Rito Scozzese come avrebbe dovuto e dovrebbe. In particolare, non è accettabile che i famigerati PROTOCOLLI D’INTESA, nella loro stesura controfirmata tra le parti, siano tenuti segreti ai Fratelli scozzesi, sia quelli della base che quelli dei vari vertici. Tanto più che quei Protocolli-nella loro stesura pubblicizzata dal Grande Oratore nella Gran Loggia 2010 (come Noi di G.O.D. abbiamo già ampiamente spiegato nella Sezione del Sito In Difesa del Rito Scozzese Antico ed Accettato)- avevano carattere palesemente illegale, dispotico, illiberale, anti-democratico e fascistoide.
  2. Ritengo che le critiche relative all’assenza di libertà, democrazia interna, pluralismo, possibilità di dialogo e libero confronto tra Fratelli, che il sottoscritto rivolge da tempo all’attuale Regime raffiano che opprime l’Ordine libero-muratorio dei tre gradi azzurri, rischino di essere applicabili anche all’attuale struttura e funzionamento interno del R.S.A.A., troppo verticistico e gerarchico, per i miei gusti e per quelli di migliaia di Fratelli. Come diversi esponenti di G.O.D. asserivano già mesi fa, occorreva che il Fratello David Cerniglia e Il Supremo Consiglio attuassero una serie di riforme profonde del nobile Rito da essi amministrato. Non solo: occorreva che combattessero in modo esplicito e a viso aperto contro il Dispotismo dell’attuale (illegittimo) Regime raffiano. Al sottoscritto non sembra che si sia messa in opera alcuna riforma e che alcuno abbia combattuto alcunché. E se davvero-come dicono alcuni scozzesi autorevoli- fossero stati firmati quei fascistoidi PROTOCOLLI D’INTESA, ciò costituirebbe una gravissima e inescusabile abdicazione all’autonomia del R.S.A.A.; una svendita dei suoi valori più profondi, un atto di ALTO TRADIMENTO per tutti quei Fratelli delle Camere di Perfezionamento che si aspettano dal proprio supremo vertice azioni degne e corrispondenti agli onori, alle sciarpe, alle spade e alle “volte d’acciaio” con cui si esige di essere celebrati.
  3. Rispetto alle elezioni del 2009, ritengo attualmente il Fratello Natale Di Luca ancora meno adatto a rappresentare qualsivoglia istanza di rinnovamento del Grande Oriente d’Italia. E se ero critico durante la passata competizione elettorale verso il conservatorismo e il tradizionalismo della Lista Di Luca, oggi il mio giudizio è reso ancora più severo dal profilo assolutamente defilato (citazione giudiziaria a parte, per la quale ho già lodato il suddetto Fratello) di Natale Di Luca (e amici) nell’ambito della Resistenza Partigiana che si combatte quotidianamente contro l’attuale Regime che opprime la Comunione di Palazzo Giustiniani.

Questo è quanto.
La prossima volta, invece di arrovellarsi attorno a mie presunte “ambiguità” o “mutamenti di visione/posizione”, si abbia la pazienza e la serenità d’animo di leggere e interpretare meglio ciò che viene pubblicato su questo Sito, tanto più quando non reca la mia firma.

Gioele Magaldi

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com