Via dell’Amore e Via della Conoscenza: interpretazioni esoteriche ed essoteriche del Genesi biblico e altre questioni iniziatiche al Seminario massonico di domenica 29 gennaio, dalle 16:40, a Roma, presso il Teatro Petrolini
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Via dell’Amore e Via della Conoscenza: interpretazioni esoteriche ed essoteriche del Genesi biblico e altre questioni iniziatiche al Seminario massonico di domenica 29 gennaio, dalle 16:40, a Roma, presso il Teatro Petrolini

 

 

 

Siamo anzitutto lieti di annunciare data e modalità di svolgimento del prossimo Seminario esoterico e massonico che avrà luogo a Roma.
E cioè rendiamo noto che:

Questo è il secondo incontro a Roma del 2017 (dopo quelli tenuti dalla Primavera 2016 sia nella Capitale che a Milano e dopo quello romano dello scorso 8 gennaio, cosi come dopo quelli milanesi del 15 e del 22 gennaio), relativo ai Seminari esoterici e massonici, con la presenza diretta (finché sarà possibile) del Gran Maestro del Grande Oriente Democratico e S.G.C.P. (Sovrano Gran Commendatore e Patriarca) del Rito Europeo Universale Gioele Magaldi e di altri esperti.

Ai partecipanti è richiesto di recare con sé un block-notes per appunti e la somma di euro 70,00 (settanta), in contanti, da versare agli addetti all’ammissione ai Seminari come quota di partecipazione da destinare ad atti di specifica e classica beneficenza/filantropia iniziatica verso gli indigenti.

Questi SEMINARI sono rivolti a lumeggiare teorie e pratiche iniziatiche, esoteriche e massoniche tanto presso i cittadini profani (ecco perché si tratta di lezioni che hanno anche un valore storico-critico, civico e metapolitico, oltre che esoterologico e filosofico-sapienziale) che presso sorelle e fratelli liberi muratori e/o membri di società iniziatiche non specificamente massoniche, i quali siano in cerca di doverosi approfondimenti sulla Via di perfezionamento spirituale intrapresa.

Per chiedere l’iscrizione, scrivere appunto a:
seminariesotericigod@grandeoriente-democratico.com

ORARI dell'incontro e delle LEZIONI DI DOMENICA 29 GENNAIO 2017 a ROMA, che si terranno presso il TEATRO PETROLINI, in Via Rubattino 5, zona Testaccio:

16:40= Iscrizione formale al Seminario, con versamento contestuale della quota di partecipazione di 70 euro (settanta euro), che saranno interamente devoluti in atti di classica beneficenza/filantropia iniziatico-massonica.
16:55-17.30 = 1) Metodologia e obiettivi dei Seminari/Storia, Ideologia e Tradizione della Massoneria.
17:30-18:05= 2) Astrologia, Mitologia, Psicologia, Iniziazione, Magia, Pneumofilosofia.
18:05-18:40= 3) Lectio Magistralis di un Maestro Esperto.
18:40—19:15 = 3) Radici esoteriche del Fascismo e del Nazismo
19:15-19:25 = Pausa di relax.
19:25-19:45 circa = 5) Confronto tra Maestri Esperti e partecipanti ai Seminari.

In generale, i contenuti di questo Seminario saranno la diretta prosecuzione di quelli precedenti, svoltisi a Roma. Tuttavia, anche chi dovesse partecipare per la prima volta sarà messo nelle condizioni di poter seguire agevolmente il senso di queste ulteriori lezioni seminariali, il cui svolgimento potrà anche prescindere dalla formale suddivisione temporale dei moduli soprastanti.

Per chiedere l’iscrizione, scrivere a:
seminariesotericigod@grandeoriente-democratico.com

Fra i tanti argomenti che verranno presentati e dibattuti al Seminario, ci sono anche quelli che riguardano i rapporti tra Via dell’Amore e Via della Conoscenza, nonché le modalità più appropriate per interpretare quei passi del libro biblico della GENESI che riguardano il cosiddetto Giardino dell’Eden, il Serpente, la presunta ‘Caduta’ e il significato dell’Albero della conoscenza del bene e del male, cosi come quello dell’Albero della Vita.

A tal riguardo, citiamo una serie di testi, riservandoci di produrne presto di nuovi, tutti utilmente introduttivi rispetto a una questione ‘capitale’ sia dal punto di vista religioso e politico che più strettamente esoterico-iniziatico:

“ (2, 15). Da questo passo possiamo estrapolare un bellissimo messaggio: la vita era nell’Eden e l’uomo era avvolto dall’Amore in questo verde giardino Divino. Soffermiamoci però attentamente su questa frase: ‘Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare’. Per continuare a coltivare il giardino della felicità l’uomo doveva semplicemente rispettare una regola: Non mangiare dall’albero della conoscenza” (Carlo Toto, “La Via dell’Amore”, SamniCaudium Edizioni, Montesarchio 2016, p. 13 ).

“Il serpente dice alla donna: ‘No, non morirete affatto, ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male’.  Analizzando le parole del serpente, sembra che Dio non voglia dare la possibilità all’uomo di aprire gli occhi e di essere come Lui. Allora, Dio è cattivo?
E’ una domanda su cui conviene riflettere a lungo ma la risposta è no. Dio non è cattivo. Nella Creazione Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. Quando l’uomo era nel giardino di Eden si nutriva dei frutti dell’Albero della Vita (NDR: in realtà in nessun passo biblico si dice che Adamo ed Eva potessero nutrirsi, prima della ‘Caduta’, dei frutti dell’Albero della Vita, di cui viene detto significativamente, che era posto ‘nel mezzo del Giardino’,  cioè nella stessa, identica posizione dell’ ‘Albero della Conoscenza del Bene e del Male’) ed era immortale e puro. Questa purezza si realizzava attraverso la ‘non conoscenza’ che si manifestava con la presenza reciproca dell’uomo e della donna nudi e senza vergogna. L’Amore senza vergogna era l’immagine e somiglianza di Dio, ma poi l’ingannatore suggerì alla donna di nutrirsi dell’albero della conoscenza per diventare come Dio. Purtroppo la donna restò affascinata dalle parole del serpente e dimenticò anche di Essere già a immagine e somiglianza di Dio” (Carlo Toto, “La Via dell’Amore”, SamniCaudium Edizioni, Montesarchio 2016, p. 14 ).

“Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. […] Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: ‘Tu potrai mangiare di tutti gli alberi de giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti.” […]
Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: ‘E’ vero che Dio ha detto: non dovete mangiare di nessun albero del giardino?’ Rispose la donna al serpente: ‘Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete’ . Ma il serpente disse alla donna: ‘Non morirete affatto! Anzi Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male’.  Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due…” […] Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì. Il Signore Dio disse allora: ‘Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre’. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.” (“La Bibbia di Gerusalemme” testo biblico concordante con la “editio princeps”, curata da un gruppo di biblisti italiani sotto la direzione di F. Vattioni, Imprimatur di Mons. Marco Cè, con Presentazione di Gianfranco Ravasi, Edizioni Dehoniane Bologna, GENESI, 2, 8-10; 2, 15-16; 3, 1-7; 21-24 )

“Il mito ci dice dunque, figurativamente, di una vicenda che presenta un rischio e una incertezza fondamentali. Nelle teomachie esiodee, e tipicamente nella Saga del Re dei Boschi, Dei o uomini trascendenti si mostrano detentori di un potere che può passare, insieme all’attributo della divinità, a chi sappia prenderlo. A tale stregua la forza primordiale ha natura ‘feminile’ (Albero=Donna divina): essa può subire quella ‘violenza’, che negli stessi Vangeli è detto potersi usare verso il Regno dei Cieli (NDR: “Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono”, MATTEO, 11, 11-12. ). Ma fra coloro che tentano c’è chi forza il passo e trionfa, e vi è chi cade e sconta la sua audacia, subendo gli effetti dell’aspetto letale di quella stessa potenza.
Ora, l’interpretazione di tale vicenda mette in luce la possibilità di due opposte concezioni: quella ‘eroico-magica’ e quella ‘religiosa’. Secondo la prima, chi nel mito cade è solo un essere nel quale la fortuna e la forza non sono state pari all’audacia. Ma secondo l’altra, quella religiosa, il significato è diverso: qui la sfortuna si trasforma in colpa, l’impresa eroica in un atto sacrilego e maledetto non in quanto conclusasi in un esito non vittorioso, ma in se stessa. Adamo non è più uno che è caduto in una vicenda, in cui altri riuscì vincitore: egli è invece uno che ha ‘peccato’, e ciò che gli è accaduto è l’unica cosa che gli poteva accadere. Non gli resta dunque che riparare espiando, e soprattutto rinnegando la volontà che lo spinse a quell’impresa: l’idea, che il vinto possa anche pensare alla rivincita, o intenda tener fermo alla dignità che il suo atto gli ha assicurata, dal punto di vista ‘religioso’ apparirebbe come il ‘luciferismo’ più riprovevole.
Ma il punto di vista religioso non è il solo. Esso che, come si è accennato, si lega ad una variante umanizzata e degradata della tradizione ‘sacerdotale’ (come opposta a quella ‘regale’) non ha nessun diritto all’esistenza superiore all’altro –‘eroico’- che già si afferma nell’altra antichità d’Oriente e d’Occidente e del quale l’ermetismo riflette in larga misura lo spirito. Una esegesi ci dà infatti la ‘verga di Ermete’ quale simbolo del congiungersi di un figlio (Zeus) con la madre (Rhea, simbolo della forza universale) che egli ha inseguito ed avvinto dopo di aver ‘ucciso’ il Padre ed averne assunto il regno: e il simbolo dell’’incesto filosofale’, noi lo ritroveremo in tutta la letteratura ermetica. Ermete è, si, il messaggero degli dei, ma altresì colui che pervenne a sottrarre a Zeus lo scettro, a Venere la cintura, a Vulcano, dio del ‘Fuoco della Terra’, gli utensili della sua Arte allegorica: e nella tradizione egizia, quale viene riferita dagli autori più tardi, egli, rivestito di una triplice grandezza – Ermete Trismegisto – si confonde con la figura di uno dei Re e dei Maestri dell’età primordiale che avrebbero dato agli uomini i principi di una superiore civiltà. Il significato preciso di tutto ciò non può sfuggire a nessuno.”  (Julius Evola, “La Tradizione Ermetica”, Edizioni Mediterranee, Roma 2002 [1971], pp. 34-35. )
“Già solo sul piano ‘letterale’, la vicenda effettivamente narrata nel GENESI appare del tutto incompatibile con la narrazione/interpretazione secondo cui il “Serpente” del Giardino ‘mentirebbe’ e il (presunto) “Dio-Guardiano’ antropomorfo invece parlerebbe e agirebbe con lingua non biforcuta, ma se poi andiamo sul piano allegorico, morale e anagogico la faccenda della “Caduta” non può comprendersi- con tutta evidenza- se non abbandonando le patetiche ricostruzioni ammannite dall’ermeneutica essoterico-religiosa corrente, la sola cui i ‘fedeli’ istruiti dai vari catechismi parrocchiali hanno solitamente accesso.
Naturalmente, dal tipo di interpretazione che si dà del libro del GENESI e dell’identità ontologica potenziale dell’ente umano (in relazione alla ‘sfera divina’) ivi tracciata, sono dipese nel tempo e continuano a dipendere anche visioni culturali, sociali, civili e politiche differenti: che riguardano i rapporti tra i sessi, quelli tra fede e conoscenza, quelli tra potere spirituale e temporale, quelli tra metodo dubitativo oppure obbedienziale-dogmatico nell’approccio alla ricerca della verità o, se si preferisce, della ‘Verità’ con la ‘V’ maiuscola (Gioele Magaldi).

“La conoscenza è figlia/sorella/madre dell’amore, ed entrambe/i, conoscenza e amore, disubbidiscono ai divieti di chi vuole privarci del frutto dell’Albero della Vita” (Gioele Magaldi)

“C’è un termine, DAATH, che unifica Via dell’Amore e Via della Conoscenza del Bene e del Male. DAATH, la CONOSCENZA, è l’undicesima sephirah, la sephirah occulta dell’Albero delle Sephiroth o Albero della Vita…DAATH è CONOSCENZA anche in senso erotico…sia ordinario, cioè di natura profanamente sessuale, sia extra-ordinario ed iniziatico, cioè nella prospettiva del TAOISMO e del TANTRA e in quella illustrata nel  “DE GLI EROICI FURORI” in cui Giordano Bruno disvela e insieme dissimula la sua specifica declinazione dell’Arte ermetico-alchemica della reintegrazione ontologica degli enti.” ( Gioele Magaldi )

PS:
LO RIPETIAMO: le iscrizioni al prossimo Seminario esoterico e massonico di Roma devono pervenire formalmente scrivendo a

seminariesotericigod@grandeoriente-democratico.com

LE SORELLE E I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 20-25 gennaio 2017 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com