Seminario esoterico e massonico a Roma di domenica 26 febbraio 2017
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Seminario esoterico e massonico a Roma di domenica 26 febbraio 2017

 

 

 

Rilanciamo il testo di presentazione del Seminario esoterico e massonico che si svolgerà a Roma, domenica 26 febbraio 2017, dalle ore 16:40, presso il Teatro Petrolini in Via Rubattino 5 (quartiere Testaccio), aggiungendovi le seguenti considerazioni di SOROR ASSIOTEA, in prosecuzione di quanto già riportato, del pensiero di costei, nel testo

SEMINARIO esoterico/massonico a Roma domenica 19 febbraio 2017 e la Morte e l’arte di Morire in una prospettiva scientifica, filosofica, mitologica, religiosa e iniziatica secondo Soror Assiotea e avendo a mente il Bardo Thodol (Libro tibetano dei morti) (clicca per leggere).

Sull’imminente Seminario romano:

SOTTO IL SEGNO DEI PESCI: Ultimo Seminario massonico ed esoterico a Roma dell’Inverno 2017: domenica 26 febbraio 2017, dalle 16:40, al Teatro Petrolini in Via Rubattino 5, quartiere Testaccio.

Nel corso di questo Seminario, tra le tante altre cose, si ricorderà il ricchissimo simbolismo astrologico, mitologico, religioso ed esoterico-iniziatico dei PESCI.
Con raffinata capacità di divulgazione popolare, il noto cantante Antonello Venditti (nato con il segno solare in PESCI, l’8 marzo del 1949, a Roma), ha diffuso alcuni tratti caratteristici della vocazione esistenziale di coloro che abbiano il Sole, la Luna o altri pianeti e punti astrologici preminenti (Ascendente, Discendente, Fondo Cielo e Medio Cielo) nei PESCI.
E la data di pubblicazione dell’album (l’ottavo del cantautore romano) “SOTTO IL SEGNO DEI PESCI”, che contiene l’omonimo singolo, appare estremamente significativa: si tratta infatti dell’8 marzo 1978, giorno del 29esimo compleanno di Venditti, e giorno in cui, astrologicamente, ogni anno il Sole si trova intorno ai 17 gradi dei PESCI.
In ogni caso, la funzione “Pesci”, cioè quella del dodicesimo e ultimo segno dello zodiaco, riguarda ogni ente/soggetto umano, quale che sia il suo ‘signum solare’.
Ed ecco come la presenta in musica Antonello Venditti: https://www.youtube.com/watch?v=xcg5kIOmXbk .

Ti ricordi quella strada
eravamo io e te
e la gente che correva
e gridava insieme a noi
Tutto quel che voglio - pensavo -
è solamente amore
ed unità per noi
che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera se vuoi...
Corri amore corri non aver paura...
Ti chiedevi che ti manca?
una casa tu ce l'hai
hai una donna una famiglia
che ti tira fuori dai guai
ma tutto quel che voglio - pensavo -
è solamente amore
ed unità per noi
che meritiamo un altra vita
più giusta e libera se vuoi
nata sotto il segno
nata sotto il segno dei pesci...
Ed il rock passava lento
sulle nostre discussioni
diciott'anni sono pochi
per promettersi il futuro
ma tutto quel che voglio dicevo
è solamente amore
ed unità per noi
e meritiamo un altra vita
violenta e tenera se vuoi
nata sotto il segno
nata sotto il segno dei pesci...

E Marina se ne è andata
oggi insegna in usa scuola
vive male e insoddisfatta
e capisce perché è sola
ma tutto quel che cerca e che vuole
è solamente amore
ed unità per noi
che meritiamo un altra vista
violenta e tenera se vuoi
nata sotto il segno
nata sotto il segno dei pesci...
E Giovanni è un ingegnere
che lavora in una radio
ha bruciato la sua laurea
vive solo di parole
ma tutto quel che cerca e che vuole
è solamente amore
ed unità per noi
stretti in libera sorte
violenti e teneri se vuoi...
Figli di una vecchia canzone...

 

Si illustrerà, in sede di Seminario, il senso sottile della canzone di Venditti e, oltre la simpatica volgarizzazione di significati esoterici promossa dal cantautore romano, introduco all’archetipo PESCI con queste osservazioni di Liz Greene, che andranno naturalmente meglio sviluppate ed esplicate:

“Il pesce possiede un simbolismo molto antico e diversificato. Esso è una di quelle immagini teriomorfe che abbracciano lo spettro che va dalle orgiastiche profondità acquee delle dee della fertilità fino al Corpo trascendente di Cristo. Al pari della colomba che attraversa lo stesso spettro e che rappresenta al contempo l’uccello di Ishtar, di Afrodite e il simbolo dello Spirito Santo, cosi il pesce è sia pagano, sia cristiano e definitivamente femminile per sua natura. Se ci apriamo un varco attraverso il groviglio di divinità e di miti, arriviamo alla fine ad una tematica comune. […] La tematica del redentore e della vittima è molto vicina al significato profondo dei Pesci. […] Si dice, con un’ombra di pretestuosità, che i Pesci vengano al mondo o per soffrire o per salvare qualcuno; generalizzando, tutto ciò è vero […] ma di solito vale sia il primo sia il secondo concetto, in quanto solo chi è a sua volta colpito prova compassione; ed infatti nessun altro segno è cosi incline a presentare se stesso come vittima della vita ed a provare genuini slanci di empatia per chi soffre. Inoltre, io non ho mai visto alcun segno cosi veloce nel lanciarsi nel caos, nella licenziosità orgiastica e nella dissolutezza espressi dall’immagine della selvaggia dea Atargatis, elemento acqueo da cui, come dice il Corano, scaturisce la vita” (citazione da: Liz Greene, “Astrologia e Destino”, Armenia, Roma 1998, pp. 279 e 281-282 )

 

Questo è il quarto incontro a Roma del 2017 (dopo quelli tenuti tra 2016 e inizio 2017 sia nella Capitale che a Milano) e si terrà DOMENICA 26 FEBBRAIO, DALLE ORE 16:40, PRESSO IL TEATRO PETROLINI, IN VIA RUBATTINO 5, ZONA TESTACCIO.

Ai partecipanti è richiesto di recare con sé un block-notes per appunti e la somma di euro 70,00 (settanta), in contanti, da versare agli addetti all’ammissione ai Seminari come quota di partecipazione da destinare ad atti di specifica e classica beneficenza/filantropia iniziatica verso gli indigenti.

Questi SEMINARI sono rivolti a lumeggiare teorie e pratiche iniziatiche, esoteriche e massoniche tanto presso i cittadini profani (ecco perché si tratta di lezioni che hanno anche un valore storico-critico, civico e metapolitico, oltre che esoterologico e filosofico-sapienziale) che presso sorelle e fratelli liberi muratori e/o membri di società iniziatiche non specificamente massoniche, i quali siano in cerca di doverosi approfondimenti sulla Via di perfezionamento spirituale intrapresa.

Per chiedere l’iscrizione, scrivere a:
seminariesotericigod@grandeoriente-democratico.com

ORARI dell'incontro e delle LEZIONI DI DOMENICA 19 febbraio 2017 a ROMA, che si terranno presso il TEATRO PETROLINI, in Via Rubattino 5, zona Testaccio:

16:40= Iscrizione formale al Seminario, con versamento contestuale della quota di partecipazione di 70 euro (settanta euro), che saranno interamente devoluti in atti di classica beneficenza/filantropia iniziatico-massonica.
16:55-17.30 = 1) Metodologia e obiettivi dei Seminari/Storia, Ideologia e Tradizione della Massoneria.
17:30-18:05= 2) Astrologia, Mitologia e Psicologia.
18:05-18:40= 3) Lectio Magistralis di un Maestro Esperto.
18:40—19:15 = 3) Iniziazione, Magia, Pneumofilosofia
19:15-19:25 = Pausa di relax.
19:25-19:45 circa = 5) Confronto tra Maestri Esperti e partecipanti ai Seminari.

In generale, i contenuti di questo Seminario saranno la diretta prosecuzione di quelli precedenti, svoltisi a Roma. Tuttavia, anche chi dovesse partecipare per la prima volta sarà messo nelle condizioni di poter seguire agevolmente il senso di queste ulteriori lezioni seminariali, il cui svolgimento potrà anche prescindere dalla formale suddivisione temporale dei moduli soprastanti.

Per chiedere l’iscrizione, scrivere a:
seminariesotericigod@grandeoriente-democratico.com

PS: Si tratta degli ultimi incontri seminariali di questo tipo, dal momento che il sottoscritto, Gioele Magaldi, sarà impegnato a livello personale, nei prossimi tempi, su troppi fronti massonici, politici e culturali contemporaneamente, rendendo sempre più difficile la sua presenza a tali incontri. Semmai, nei tempi e nei modi opportuni, verranno poi istituiti i corsi di quella Università degli Studi esoterici e massonici di cui questi Seminari hanno rappresentato il preludio ‘sperimentale’.

 

Per quel che riguarda le nuove riflessioni e analisi di SOROR ASSIOTEA, invece, eccole:

 

Il viaggio nell’aldilà: un tema universale

La morte non è l’opposto della vita.
È solo una fase della vita.
La vita continua a fluire senza sosta.
(Swami Sivananda)


Il Bardo Thodol, il Libro tibetano dei morti (traduzione libera del titolo tibetano bar-do thos-grol, che significa ”suprema liberazione attraverso l’ascolto durante lo stato intermedio”) ci insegna che la morte è un processo  che presenta una successione di fasi. “Bardo” significa “momento di passaggio”, “stato intermedio”, “stato liminale”, ovvero la condizione transitoria in cui una fase precedente ha ceduto la sua energia al cosmo e quella successiva deve ancora manifestarsi. Il bardo del morire è quella fase intermedia fra la morte, in cui corpo e mente si dissolvono secondo un preciso ordine (dissoluzione esterna e dissoluzione interna), e la rinascita.
L’idea della morte come un passaggio o un vero e proprio viaggio della coscienza attraversa le tradizioni religiose e spirituali, i miti e la letteratura di ogni tempo e luogo. Di fondo, è diffusa l’idea che esista un aldilà e che la vita, in qualche forma, si prolunghi oltre la morte. Anche se nel parlare comune si dice che dalla morte non c’è ritorno, “in pressoché tutte le culture, si sono raccontate storie di un viaggio in un altro mondo, nel quale un eroe, uno sciamano, un profeta, un re, o un semplice mortale passa attraverso i cancelli della morte e ritorna con un messaggio per i vivi” (Carol Zaleski, Otherworld Journeys. Accounts of Near-Death Experience in Medieval and Modern Times, Oxford University Press, New York 1987).
Le forme che può assumere il viaggio in altri mondi sono principalmente tre:

  1. La discesa nel mondo sotterraneo, agli inferi, spesso associata all’incontro con le ombre dei defunti e all’apprendimento di segreti;
  2. L’ascesa ai mondi spirituali e alle sfere celesti, spesso associata alla morte iniziatica e alla rinascita e accompagnata da stati di estasi, di rapimento mistico, di consacrazione reale o profetica;
  3. Il viaggio fantastico e mitico, spesso avventuroso e ai confini del mondo, dove si incontrano luoghi e personaggi inconsueti e misteriosi, prodigi, mostri, fantasmi, demoni e angeli.

Da questi tre tipi principali derivano numerose forme miste e infinite espressioni letterarie, artistiche, mitiche, drammatiche, rituali, poetiche, allegoriche e perfino satiriche. Troviamo la discesa agli inferi e l’ascesa al cielo, per esempio, nelle tradizioni sciamaniche di tutti i continenti, nei poemi mesopotamici (come La discesa di Inanna o L’epopea di Gilgamesh), nei testi egizi (tra i quali Il libro egiziano dei morti), nella mitologia greca e nelle tradizioni misteriche e soteriologiche mediterranee  (come nei miti di Demetra, di Persefone, di Eracle, di Dioniso, di Orfeo, di Iside e di Mitra), nei poemi di Omero e di Virgilio (dove Ulisse ed Enea discendono nell’Ade), nello gnosticismo, in Platone (nel decimo libro della Repubblica), nella letteratura apocalittica ebraica e cristiana (di cui sono esempio il viaggio celeste di Enoch, narrato in Genesi 5, 21-23 e nell’apocrifo Libro di Enoch o il misticismo Merkavah e la narrativa Chassidica), nello Zoroastrismo (il viaggio di Arda Viraz), nella letteratura islamica (l’ascesa al cielo di Maometto con l’arcangelo Gabriele), cinese (il viaggio di Lao Tsu), indiana (come nelle Katha Upanishad) e tibetana (Il libro tibetano dei morti), nella Divina Commedia, nella letteratura medioevale (dove gli esempi pre-danteschi abbondano in ambito religioso, sul modello dell’Apostolo Paolo elevato al terzo cielo). Il viaggio ai confini del mondo è rappresentato da Ulisse, San Brendano, Sir John de Mandeville, Marco Polo, Cristoforo Colombo, Ponce de León ecc.
Ci sono però anche ai nostri giorni racconti e testimonianze di un viaggio nell’aldilà. Non si tratta di resoconti letterari o di travestimenti simbolici di itinerari spirituali e iniziatici, ma di testimonianze personali, di esperienze vissute e narrate da individui di tutte le età, le nazionalità e le fedi, che sono giunti sulla soglia della morte, hanno vissuto la propria morte, hanno fatto un’esperienza ineffabile e sono tornati indietro profondamente trasformati. Nemmeno queste testimonianze sono nuove: le troviamo nella tarda antichità e nel Medioevo, tendono a regredire durante la Riforma protestante, fra ‘500 e ‘700 (ma non senza rilevanti esempi, come lo straordinario caso dello scienziato, teologo e veggente svedese Emanuel Swedenborg, che colpì profondamente un intelletto rigoroso e lucido come quello di Immanuel Kant) e ricompaiono massicciamente nell’Ottocento con i movimenti evangelici e con lo spiritismo. Ma solo dalla seconda metà del Novecento questi resoconti cominciano a venire studiati in modo sistematico e con metodo scientifico. Il libro che dà inizio ad un intero campo di ricerche oggi vivacissimo è il best-seller del 1975 La vita oltre la vita (Life After Life) del medico e psicologo statunitense Raymond Moody, che chiama queste esperienze di confine Near-Death Experience (NDE), ovvero esperienze di pre-morte (o di quasi-morte).
Un’esperienza di quasi-morte (traduzione più corretta, perché la soglia definitiva non viene in effetti oltrepassata) è “il resoconto (riferito) di tutte le impressioni prodottesi durante uno speciale stato di coscienza, che include alcuni elementi specifici come la visione di un tunnel, di una luce, di una rassegna panoramica della propria vita, di persone defunte, o della propria rianimazione. Questo stato di coscienza speciale può verificarsi durante un arresto cardiaco, ovvero durante un periodo di morte clinica, ma anche nel corso di una grave malattia o senza alcuna apparente causa medica. L’esperienza quasi sempre apporta cambiamenti fondamentali e durevoli negli atteggiamenti delle persone verso la vita e alla cessazione della paura della morte” (Pim Van Lommel, Consciousness Beyond Life. The Science of the Near-Death Experience, Harper Collins, New York 2007).
L’esperienza si produce quindi o in situazioni di danno fisico grave (arresto cardiaco, grave incidente, ipotermia, emorragia, annegamento, malattia terminale, elettrocuzione ecc.) o in situazioni di assenza di danno fisico (spavento per un mancato incidente mortale, meditazione, depressione, contatto con la natura, uso di particolari sostanze allucinogene ecc.). Possono verificarsi a qualunque età e in qualunque tipo di persona, indipendentemente da fattori culturali, sociali o religiosi. Secondo un sondaggio Gallup condotto negli Stati Uniti qualche anno fa, riguardano il 4-5% della popolazione totale: un numero, quindi, assai consistente di persone.
Il dottor Raymond Moody (1975) descrive 12 elementi di una NDE, non tutti sempre presenti, ma disposti secondo un ordine abbastanza costante:

    • Ineffabilità dell’esperienza
    • Pace ed assenza di sofferenza
    • Consapevolezza di essere morto, talvolta seguita da un rumore
    • Fuoriuscita dal corpo (OBE, Out of Body Experience)
    • Uno spazio scuro, che spesso si presenta come un tunnel, attraverso il quale si ascende rapidamente verso l’alto
    • La percezione di un ambiente non terreno straordinariamente piacevole
    • Incontro con i propri cari defunti 
    • Esperienza di una luce brillante e di esseri di luce; di un amore incondizionato e di una conoscenza sconfinata
    • Il bilancio della vita (life review)
    • La previsione del futuro; assenza di tempo e di spazio; possibilità di recarsi ovunque istantaneamente
    • La percezione di una barriera o di un divieto a proseguire, a cui si deve obbedire o di fronte a cui si può scegliere se tornare indietro o no
    • Il ritorno al corpo (con disappunto); una trasformazione psico-emozionale profonda e duratura.

Non tutte le persone che riferiscono una NDE ne hanno effettivamente vissute tutte le fasi. Un’esperienza completa è rara. Di solito, vengono vissuti alcuni degli aspetti elencati da Moody, ma è rilevante osservare che, qualunque sia il numero di tali aspetti, essi si succedono approssimativamente secondo questo ordine, consentendo così di avere un’idea abbastanza precisa del grado di profondità dell’esperienza vissuta.
Negli interventi che seguiranno approfondiremo i contenuti dell’esperienza e le possibili interpretazioni del fenomeno. Proveremo anche a confrontarle con altre esperienze simili, testimoniate in diverse culture e in numerosi testi letterari, religiosi e più genericamente spirituali, nonché nella letteratura scientifica.
Prossimo argomento: Le NDE: contenuti e aspetti problematici.

SOROR ASSIOTEA.

 

LE SORELLE E I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 18-22 febbraio 2017 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com