Interessanti spunti sull’Europa, l’Eurozona, Alberto Bagnai, il socialismo, la giustizia sociale, le reali dinamiche del potere contemporaneo, le libertà democratiche e persino su Rodion
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Interessanti spunti sull’Europa, l’Eurozona, Alberto Bagnai, il socialismo, la giustizia sociale, le reali dinamiche del potere contemporaneo, le libertà democratiche e persino su Rodion…

 

 

 

 

Facendo seguito a

Rodion e tutti gli anti-americani e anti-europeisti viscerali, dogmatici e aprioristici, che sono i migliori alleati oggettivi dell'Unione Europea dei tecnocrati e degli oligarchi (clicca per leggere),

pubblichiamo ancora dei nuovi e interessantissimi spunti maturati nelle ultime ore a margine del fortunato pezzo

“L’Europa, i tecnici e l’oligarchia”, articolo del 29 agosto 2014 by Giacomo Bracci e Francesco Ruggeri per IL MORALISTA (clicca per leggere).

Tali inediti commenti vertono appunto su temi di stringente attualità e di sicuro interesse, come esemplificato nel titolo del nostro presente contributo.

Ecco qui:

 

Spartaco scrive:
1 settembre 2014 alle 16:45
Sono sempre stato convinto che la proprietà privata sia sacra ( lo possono testimoniare i miei due coglioni che iniziano a roteare ogni volta che devo pagare una tassa sulla proprietà) ma non per questo considero giusto che se un cittadino riesce ad accumulare miliardi poi possa utilizzarli senza rendere conto alla collettività. Possedere una pistola nel cassetto è giusto, possedere una bomba atomica nel giardino rappresenta una minaccia per la società; cosi come possedere una bella villa con un conto in banca di due milioni di euro guadagnati onestamente è giusto, possedere 10 miliardi in banca ed avere idee nazistoidi rappresenta una minaccia per la società. La seconda guerra mondiale con le sue 70 milioni di vittime, leggendo dai libri di storia, sembra sia stata causata solo da improvvise voglie di nazionalismo. Forse è il caso di analizzare il perché e il come queste voglie esplosero. Spero che nei libri di Magaldi, che acquisterò sicuramente, questi aspetti meno nobili del capitalismo vengano trattati.
Alla domanda :qual’è il modello socio-economico proposto dagli anti-capitalisti?
ti rispondo che keynesismo con correttivi che limitino la concentrazione di ricchezze già rappresenterebbe un’ottima partenza. Se poi vogliamo esagerare e partire a bomba, farei anche qualche nazionalizzazione ed eliminerei tutti i contanti per limitare evasione, corruzione, riciclaggio, peculato, gruppi di pressione, e per evitare soprattutto che si finanzino attività ritenute negative dalla collettività. Comunque non credo si possibile programmare nel dettaglio una terza via in quanto le variabili sono molte e imprevedibili per un modello socio-economico nuovo. Quello che serve è il coraggio di cambiare, poi i correttivi, come in tutte le attività, avverranno con il tempo, l’importante che a decidere sia sempre il popolo.
Affezionatissimo Spartaco

Rosario scrive:
2 settembre 2014 alle 00:00
Caro Spartaco, mi verrebbe da fare due osservazioni al tuo intervento:
1- Quando scrivi:
“eliminerei tutti i contanti per limitare evasione, corruzione, riciclaggio, peculato, gruppi di pressione, e per evitare soprattutto che si finanzino attività ritenute negative dalla collettività”.
Attenzione, perché in questo modo si rischia di favorire soltanto le banche (se elimini i contanti) e rischieremmo di vivere in uno stato di polizia fiscale…Io credo che uno dei primi metodi per combattere l’evasione sia abbassare le tasse, tanto per fare un esempio.
2- Invece, sul punto che ritengo più importante, quando scrivi:
“Alla domanda :qual’è il modello socio-economico proposto dagli anti-capitalisti?
ti rispondo che keynesismo con correttivi che limitino la concentrazione di ricchezze già rappresenterebbe un’ottima partenza”

..ti consiglio di leggere “La coscienza di un liberal” di Krugman, poiché spiega proprio questo fatto: cioè, che grazie a una politica economica keynesiana, negli Stati Uniti si riuscì a ridurre lo “spread” tra le classi benestanti e quelle indigenti (l’analisi si potrebbe allargare all’Europa, almeno fino agli anni 70). Questo comportò una significativa riduzione della concentrazione delle ricchezze, come tu auspichi, visto che la classe operaia potè permettersi uno stile di vita nettamente migliore rispetto alla generazione precedente. A tal proposito, Krugman parla di “middle class society”, poichè l’effetto sortito fu quello di un “livellamento” sociale, che garantì un periodo di benessere generalizzato.

Spartaco scrive:
2 settembre 2014 alle 11:54
Caro Rosario rispondo alle tue osservazioni:
1) Certo che si favorirebbero le banche, ma se le banche fossero pubbliche dove sarebbe il problema? Se in uno Stato la sovranità fosse del popolo, con una vera democrazia rappresentativa o con una democrazia diretta, ti darebbe fastidio se lo Stato ti controllasse con polizia e servizi segreti? A me no.
2) Cero che “grazie ad una politica economica keynesiana, negli Stati Uniti si riuscì a ridurre lo “spread” tra le classi benestanti e quelle indigenti” ma proprio in pieno New Deal però, fra le classi benestanti alcuni, un po’ troppo benestanti e liberi di spendere goliardicamente i propri soldini, all’insaputa del Presidente, finanziarono un tipo un po’ troppo fumantino residente nella patria della Merkel. Sono sufficienti 70 milioni di morti per riconoscere che nel capitalismo (anche con politiche keynesiane) se non si mettono dei correttivi qualche problemino sorge? O la proprietà privata è un DOGMA che non si può neanche regolamentare? Per duemila anni le società segrete hanno combattuto i dogmi della chiesa e adesso iniziamo con i dogmi dell’economia? I progressisti dovrebbero progredire, cioè prendere il meglio del passato, migliorarlo e riproporlo. Se facciamo copia/incolla con la storia non se ne esce.
Se nell’esoterismo la magia è l’arte di manipolare ed illudere le persone il Capitalismo (senza regole) è la più grande magia dopo quella Cattolica e comunista. Tutti i plebei sono illusi di potersi arricchire ed avere successo e, competendo per prevalere sugli altri, fanno il gioco di chi sa come sfruttare il sistema. Eppure anche in Italia il nostro maghetto ce l’abbiamo avuto. Berlusconi si è arricchito sfruttando determinati circoli e poi ha fatto la magia: ha trasformato gli Italiani in un popolo di consumatori e gli ha convinti che, avendo più soldi di tutti, era lui il migliore.

Pace e Amore a tutti, anche a Rodion ….se solo capissi che cazzo scrive….in senso affettuoso

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 15:34
Caro Spartaco, ci sono molti spunti buoni nei tuoi ragionamenti, ma ti fa molto e grave difetto l’assenza di correttivi “liberali” alle tue istanze “socialiste”.
Eppure, la vera democrazia si regge su un delicato equilibrio di eguaglianza e libertà. Inorridisco al pensiero di società da te vagheggiato quando scrivi:

“Certo che si favorirebbero le banche, ma se le banche fossero pubbliche dove sarebbe il problema? Se in uno Stato la sovranità fosse del popolo, con una vera democrazia rappresentativa o con una democrazia diretta, ti darebbe fastidio se lo Stato ti controllasse con polizia e servizi segreti? A me no.”
In nessuna società veramente aperta, libera e democratica il controllo di polizia e servizi segreti può realizzarsi nei termini che tu vorresti concedere. Parimenti, in nessuna società autenticamente aperta, libera e democratica tutte le banche possono essere nazionalizzate e la proprietà privata subire le limitazioni che tu proponi.
Bisogna chiarirsi. La democrazia liberale e sociale non è la stessa cosa delle defunte democrazie popolari dell’Est Europa, dove la parola “democrazia” suonava come una tragica presa per il culo e servizi segreti e polizie politiche, IN NOME DEL POPOLO, soffocavano la libertà di cittadini trattati come sudditi.
In fondo, questo tuo discorso somiglia al radicalismo degli anti-europeisti a prescindere. In un Mondo dominato da una teologia dogmatica mercatista e neoliberista e in una Europa egemonizzata da istanze oligarchiche e tecnocratiche, gli anti-europeisti arrabbiati vagheggiano tabule rase palingenetiche che sono impossibili da realizzare, mentre tu corri dietro a incubi statalistici molto simili al socialismo reale e/o agli eccessi di nazionalizzazioni che condussero alla rovina anche il fratello massone (pur animato da buoni propositi) Salvador Allende. Agli uni e agli altri (a te e agli anti-europeisti a prescindere) non vi viene in mente che, per realizzare un’Europa più prospera ed equa, basterebbe fondarla su istituti autentici di democrazia sostanziale. Non vi viene in mente che, per avere piena occupazione, giustizia sociale massima, uguaglianza concretissima delle opportunità, mobilità sociale, non serve nazionalizzare banche e attività produttive, oppure mettere limiti alla ricchezza privata. Basta piuttosto che accanto alle banche private vi siano banche centrali controllate dalla mano pubblica e qualche istituto finanziario a partecipazione statale che eroghi credito a settori strategici o in crisi di credito privato. Bastano politiche di massicci investimenti in grandi, medie e piccole infrastrutture, riqualificazioni ambientali e paesaggistiche, per ridare slancio per decenni al settore privato e a quello pubblico, cosi come alla qualità dei servizi erogati alla collettività. Basta abolire monopoli e oligopoli, basta porre fine all’isteria mistificatoria sui conti pubblici, basta riaffermare senza ambiguità la sovranità pubblica delle valute, in barba ad ogni gestione privatistica dell’emissione di moneta. Tutto ciò, senza nazionalizzare oltre lo strettissimo necessario, senza demonizzare la ricchezza e i consumi (viva i consumi, abbasso la decrescita sia felice che infelice…) e lasciando invece sussistere quella imprescindibile dialettica tra Stato e società civile/libera iniziativa privata che sola garantisce un vero mix di uguaglianza, libertà, fraternità e giustizia sociale, come ben aveva capito nella sua maturità anche il massone socialista-anarcoide Pierre-Joseph Proudhon. Il quale, dopo aver scritto in gioventù che la “proprietà era un furto”, in anni successivi comprese e dichiarò che solo la proprietà privata dei mezzi di produzione poteva garantire, con la sussitenza di una solida società civile, un antidoto agli abusi di uno Stato troppo invadente e incombente. In Medio stat Virtus: dunque nella tradizione liberal-socialista, non nel neoliberismo mercatista, ma nemmeno negli statalismi socialisti senza vera libertà dei privati di intraprendere, rischiare, arricchirsi, arricchire, creare le condizioni per la prosperità e per il lavoro (e il consumo, sia benedetto il consumo) altrui. Medita, Spartaco, medita. E con te meditino anche tutti quelli che ignorano come i membri più conservatori delle nomenklature comuniste novecentesche, stranamente (ma non troppo) stringevano periodicamente patti inconfessabili con gli esponenti più reazionari del capitalismo mondiale. Chissà perché?
Cari saluti.
Vostro Fra’ Cazzo da Velletri

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
1 settembre 2014 alle 13:55
Risposta all’intervento di Rodion delle 23:54.
Esimio “Rodion”, stavolta sei stato colpito nel vivo, eh? Colpito e affondato…Tra i miei fini, oltre a confutare nel merito (e credi di averlo fatto in modo tombale e definitivo, con i miei ultimi interventi) le tesi strampalate della tua weltanschauung confusionaria e sgangherata sia nella sostanza che nel metodo, c’era quello di toglierti una certa patina di “bon ton”, di forzatamente educata e garbata complessione quale maschera inautentica della tua vera natura (rabbiosa, risentita e violenta). Anche qui, ho fatto bingo. Il tuo intervento delle 23:54, impossibile da affrontare nel merito perché mi scasso da morire…e perché ci vorrebbe una equipe composta da un esorcista, uno psichiatra, uno storico e un filologo (anche per spiegarti meglio la complessità di Kalergi, che considero un avversario in quanto massone ideologicamente neo-aristocratico che ha molte responsabilità nell’attuale assetto euro-tecnocratico, ma che non fu quel mostro che tu dipingi nel tuo delirio da psicopatico), è il miserevole flusso di coscienza di una persona molto malata, che avrebbe anzitutto bisogno di aiuto, non di partecipare a pubblici dibattiti. Sei un individuo ossessivo, ridondante, paranoide, verboso e torrenziale nel ripetere sempre i soliti due o tre concetti, variamente e malamente conditi con contorni insipidi, sempre diversi e sempre uguali. Siccome non ho né la voglia né il tempo di dedicarti ogni giorno tutto il tempo che ti ho dedicato ieri, facciamo una cosa…Se mi paghi lautamente, può anche darsi che mi impegni a leggere e a rispondere a tutte le frescacce stralunate che scrivi. Ma “aggratis”, devi perdonarmi, ma proprio non mi interessa. Facciamo così: hai ragione tu! (sai come si deve fare con i pazzi, no?…) Dopo di che, se gli eventi prossimi venturi si occuperanno di dimostrare (non a te, tu sei una persona bisognosa di cure, non di argomentazioni razionali e storicamente fondate) alla pubblica opinione che le tue posizioni teoriche e pratiche erano il miglior sostegno concreto e oggettivo all’attuale eurotecnocrazia anti-democratica, io sarò soddisfatto, Nell’attesa, fintanto che i tuoi cari e i tuoi amici non si siano resi definitivamente conto che sei una persona molto malata e disturbata, pregherei Il Moralista e tutti gli altri commentatori di darti sempre ragione a prescindere, in modo tale da scongiurare i tuoi noiosissimi e fluviali interventi reiterati di ora in ora, per dire sempre quattro cazzate mal digerite e mal rielaborate. Ok? Hasta la vista! Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

il Moralista scrive:
1 settembre 2014 alle 14:31
Fra’ Cazzo non mi pare che Rodion meriti il ritratto che ne fai. Rodion ha espresso e difeso un punto di vista. Ma affibbiare la patente di “utili idioti” o di “consapevoli e occulti fiancheggiatori del nemico” a tutti quelli che, per paura o convinzione, non credono nella prospettiva degli Stati Uniti d’Europa (preferendo invece il ritorno alle singole e rassicuranti identità nazionali), mi sembra sbagliato sia nel merito che tatticamente. Il vero nodo della questione, purtroppo poi sfociata in uno sterile scambio di reciproche “gentilezze”, riguarda semmai la dicotomia nazionalismo/globalismo, già parzialmente accennata anche sulle pagine di questo blog in tempi non sospetti. Per cui caro Fra’ Cazzo, considerato che gli argomenti non ti mancano, ti inviterei a scansare la tentazione di ricorrere all’attacco personale, diluendo così inconsapevolmente la forza dei tuoi dotti ragionamenti. Lo stesso naturalmente vale per Rodion o per qualunque altro (me compreso). Sono certo che anche Gioele Magaldi approverebbe questo mio suggerimento, considerato che, come tu stesso ammettevi tempo fa, Magaldi possiede “contegno iniziatico” che tu, maschera ridanciana e volutamente provocatoria, candidamente disconosci.

·  pippo scrive:
1 settembre 2014 alle 21:22
Poliziotto buono?
Ho vinto quacchecosa?

·  pippo scrive:
1 settembre 2014 alle 21:30
…e soprattutto, mi si perdoni l’asinina impudenza propria degli umili ed utili idioti: ma te, fraccoglione e il GM Venerabilissimo (e prolifico Scrittore) che ve magnate giorno per giorno con tutto sto tempo che ce dedicate a noi poveri asini ignoranti. Di grazia, per capire…de che campate?

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 11:26
Caro Pippo, non campiamo certo dei soldi tuoi. Dunque, a te che te ne cale, di che campiamo?
Preoccupati di quello di cui non campano i tanti lavoratori disoccupati, gli artigiani e i liberi professionisti che perdono commesse e incarichi o non sono pagati, le aziende che chiudono, etc.
E se perdiamo tempo anche per asini come te, Pippo, ringrazia e non rompere troppo i coglioni.
Salute e prosperità.
Fra’ Cazzo da Velletri

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 11:39
Caro Moralista, se Rodion meriti o non meriti quello che un altro collaboratore fraterno ne ha detto, è questione aperta e opinabile, sulla quale tuttavia non mi voglio soffermare. Personalmente interpreto la funzione “Fra’Cazzo” a modo mio, evitando lunghe polemiche con chi non ama il ragionamento socratico per brevi domande e risposte razionali, ma solo interminabili discorsi sofistici di poca sostanza e molta apparenza. Non mi pare che il mio “collega” abbia affibiato la patente che dici tu in modo totale e indiscriminato. Si è limitato a dire che esistono anche degli “utili idioti” di quel genere, così come dei dissimulati “fiancheggiatori del nemico” e che oggettivamente le posizioni pregiudizialmente annti-euro fanno un favore a chi vuole mantenere la UE, la BCE e l’eurozona cosi come sono. Infine, ti inviterei a preoccuparti del fatto che, nel suo ultimo “flusso di coscienza” rabbioso e avvelenato, “Rodion” ha detto testualmente che l’operazione dell’Associazione Eleanor Roosevelt ha una funzione di gatekeeping e che è molto pericolosa. In sostanza, ha dato ai “rooseveltiani” dei guardiani in mala fede degli attuali assetti oligarchici di potere. Tu, se non ricordo male, caro Moralista, sei uno dei principali protagonisti della costituenda ER. Non ti senti toccato da un simile giudizio infame e infondato di “Rodion” e da altre “gentilezze” del suo intervento delirante che chiamano implicitamente o esplicitamente (ma comunque velenosamente) in ballo anche i coordinatori di questo Blog? Tanto per sapere…Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

il Moralista scrive:
2 settembre 2014 alle 13:00
Rodion ha detto chiaramente una bestialità, addivenendo ad una simile sintesi sballata solo sul finire di un dibattito che aveva toccato vette innevate. Rodion sa che mai Il Moralista presterebbe la sua opera per inseguire dissimulatamente un tanto misero obiettivo. Per cui sono certo che Rodion, sentendosi dare gratuitamente dell’”utile idiota”, abbia perso per un attimo lucidità. Questa è la mia salda convinzione. Ma se Rodion pensa per davvero che io sia la testa di ariete di una vergognosa pagliacciata farebbe bene a precisarlo ora a mente fredda. Per il resto, da ora in avanti, prego tutti i commentatori di argomentare le proprie tesi in maniera asettica e astratta, evitando cioè attacchi personali che nulla aggiungono al dibattito. In caso contrario, forzando la mia natura, sarò costretto a ripristinare la moderazione dei commenti.

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 14:23
Caro Moralista, per parte mia/nostra mi pregio di comunicarti che, qualora mettessi in vigore la moderazione preventiva dei commenti, io/noi non saremo più interessati ad intervenire in questo Blog. Potrai però consolarti magari con Rodion, Pippo o Marcobaldi, ecc…
Pax et bonum.
Fra’ Cazzo da Velletri

il Moralista scrive:
2 settembre 2014 alle 14:30
Caro Fra’ Cazzo, l’idea di ripristinare la moderazione dei commenti rappresenta per me una extrema ratio. Molti pregiati siti (compresi quelli di God e Drp) non contemplano la possibilità di commentare. Il Moralista però nasce come Agorà e spazio di confronto, per cui, affettivamente, l’introduzione della moderazione equivarrebbe ad una specie di mutilazione. Mi appello quindi alla responsabilità di tutti affinché non venga messo nelle condizioni di prendere simile ipotesi in seria considerazione.

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 14:56
Appunto, caro Moralista. O il format non prevede i commenti (perchè sarebbero sterminati e ingovernabili, nel caso di GOD e DRP) o, se li prevede, essi debbono necessariamente essere liberi.
Poi tu fai come ti pare.
E noi anche.
Buon pomeriggio.
Fra’ Cazzo da Velletri

Rodion scrive:
2 settembre 2014 alle 16:16
Carissmo Francesco,
ovviamente confermo tutta la mia stima nei tuoi confronti e nel lavoro che fai con il tuo blog.
Occhio, stai attento alle persone che ti circondano, e cerca di non essere inconsapevole strumento di immondi fini.
Il “quando ce vo’, ce vo!”, non era semplicemente in relazione ai gratuiti insulti di un mentecatto senza argomenti (Giannuli e Bagnai – e gli Italiani – stannno ancora aspettando le meritate risposte): il problema è il malcelato atteggiamento minatorio e l’ennesima velenosa intimidazione: questo è un profilo “pericoloso”. E immagino che tu l’abbia compreso.
Stai vigile e un grande “in bocca al lupo” per seguire il tuo karma al meglio.
Un sincero abbraccio,
R.R.R.

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 16:42
Caro Moralista, mi raccomando, stai attento al satanico complotto demo-pluto-giudaico-massonico-anglo-americano che vuole stringerti tra le sue spire…Piuttosto, trova conforto tra le cure di un lucido e solido “maitre à pensèr” come “Rodion”, nell’abbraccio della “Grande Madre Russia”, fra gli Ayatollah dell’Iran, negli intellettuali coreani e, per restare a casa nostra, nelle previsioni sciamaniche di Giannuli e Bagnai, anche se non sempre l’Apocalisse eurognostica e altri avvenimenti si verificano quando decidono loro. Ma tu non demordere! Abbi fede! Perché la Nazione Proletaria Socialista è il vero Dio e Rosa Luxemburg e Rodion sono i suoi profeti…Abbandona le luride seduzioni dei luciferini grembiulini in mala fede e abbeverati alla pura sapienza che sgorga limpida da menti superiori e consequenziali non già secondo la misera e profana logica aristotelica, bensì secondo quella celestiale del linguaggio degli uccelli, tra i quali si possono annoverare anche i famosi asini che volano…
Rodion sia lodato e venga il suo Regno!
Fra’ Cazzo da Velletri

alessandro scrive:
1 settembre 2014 alle 17:55
Sono stato un pò a guardare, sornione, questo interessante dibattito. Non posso fare a meno d’intervenire perché sono rimaste questioni irrisolte. Manca la sintesi finale. Mi pare che si è passato proprio il segno, caro/i Fratacchione da Velletri, pur riconoscendo che Rodion se le andate a cercare… ma appellativi quali “ossessivo, ridondante, paranoide, verboso e torrenziale… psicopatico… bisognoso di cure… ecc”, non sono proprio accettabili.
I commenti di Rodion hanno stimolato molti interventi del Fratacchione, che probabilmente con sapiente capacità argomentativa e di sintesi ha aggiunto novità al dibattito (forse il miglior contributo di sempre, prima di scadere sul piano personale…), risultando assai più efficace nella comunicazione del solito prolisso, vulcanico, ridondante, ma pur sempre stimato compagno bloggaro Rodion. Ben detto caro Moralista…
“Gli intelletti più arguti dovrebbero sempre sentire il bisogno di addivenire ad una sintesi alta. In questo caso, senza voler ergermi a giudice di nessuno, non è andata così. E me ne dispiaccio. Me ne dispiaccio molto.”
Anche a me spiace. In diverse occasioni ho provato a confrontarmi con Rodion sui temi del nazionalismo, globalismo, federalismo, eurismo e ho sempre cercato di stimolarlo a tirare una sintesi, ma ad ogni tentativo questi la mena con quelle che ho a suo tempo definito “iperbole filosofiche” e con tutta la sua cultura enciclopedica, che sembra più un tentativo di impressionare chi prova a confutare le sue tesi. Non si può arrivare ad una sintesi sfoderando una valanga di informazioni, richiami ad articoli, opere e rimandi a questo o quell’altro autore/filosofo/statista, a fatti e cazzi vari, che se dovessi verificarli tutti per confutarli dovrei possedere 5 lauree e lavorare per questo blog. Si può avere anche una cultura immensa e aver studiato tanto, ma può anche non bastare se non si sanno unire i puntini… Sapete che non ho ancora capito se Rodion accetterebbe una Federazione Europea, sorretta da una forma di governo democratica (ad esempio di tipo parlamentare simile a quella italiana o quella che ritiene) con Commissione sfiduciabile dal Parlamento e senza moneta unica (ciascuno stato membro la sua moneta). Rodion tenta di squalificare i commentatori con una cultura impressionistica (come definito dal GOD), che prende a stanchezza e sfugge a qualsiasi tentativo di sintesi, ma non appena si è confrontato con i Fratacchioni che possiedono strumenti ermeneutici e culturali per confutare le sue tesi, ha dimostrato tutti i limiti della sua cultura appunto molto impressionistica e della sua dialettica senza consecutio logica. Caro Rodion ti hanno messo all’angolo, ma quello che mi fa incazzare è che, pur conoscendo le criticità di tipo macroeconomico legate alla moneta unica, non impieghi efficacemente il tuo brillante talento per chiedere agli ambienti del GOD, in maniera chiara senza perderti in mille rivoli, del perché continuino a difendere la moneta unica. Vabbè, intanto gli interventi di Rodion hanno fatto emergere che gli ambienti del GOD conoscono molto bene le asimmetrie prodotte dall’euro in termini di indebitamento estero (soprattutto privato) e tutto il lavoro del Prof. Bagnai (non avevo nessun dubbio). Mi chiedo allora il perché continuate a difendere questa aberrazione economica. Mi chiedo del perché tentate di banalizzare il lavoro del Prof. Bagnai che ha sempre tenuto a precisare che l’Unione Europea non è la moneta unica. Il professore non è anti-europeista in quanto non è contrario all’integrazione nell’ambito della UE e del Mercato Unico Europeo, è contrario all’euro e ha dimostrato il perché. Tra l’altro Bagnai non ha mai detto che nel 2012 sarebbe crollato l’euro (qualcuno può indicare pagina del libro o un articolo dove ha fatto chiaramente e univocamente questa previsione per il 2012?). Tra l’altro il Professore, proprio nel suo libro, ha dedicato un paragrafo a parte sulle nefaste conseguenze che ha prodotto il principio dell’indipendenza delle banche centrali. L’uscita dall’euro potrebbe essere accompagnata dal superamento di questo principio. Se si hanno le palle di uscire dall’euro si può anche sfanculare la Banca centrale. Non si possono liquidare le posizioni degli europeisti anti-euristi con risposte evasive del tipo: “anche se si uscisse dall’euro permarrebbe il problema dell’indipendenza della banca centrale dal Tesoro… perché ai tempi di Andreatta ci fu il famoso divorzio… ecc.” Io sono favorevole alla costituzione degli Stati Uniti d’Europa, mediante un graduale processo d’integrazione in una cornice democratica, che passi inizialmente attraverso il ritorno alle valute nazionali, per correggere gli squilibri asimmetrici provocati dall’euro. Prima l’Unione politica ed economica, prima una forma di governo europeo spiccatamente democratica e un domani, forse, quando forme di integrazione più evolute lo consentiranno, con i tempi che questo ambizioso processo storico richiede, anche l’unione valutaria (ma anche no). Affinché l’euro sia quantomeno sostenibile, se non desiderabile, si devono avverare prima le suddette condizioni, altrimenti seguiranno crisi su crisi, austerità, tempi bui e disordini. I Vostri fratellastri reazionari credono di ripetere in Italia l’esperimento greco? Poveri arroganti presuntuosi…
Se Voi del GOD avete preso atto che l’euro non funziona e che crea asimmetrie macroeconomiche enormi, che causa più danni che benefici, non capisco il perché volete diabolicamente proseguire ad adottarlo. Tiro ad indovinare o avrete la pazienza, quando e se lo vorrete, di spiegarlo pubblicamente ai vostri lettori e simpatizzanti in maniera chiara e argomentata? Un saluto a tutti.

Rosario scrive:
1 settembre 2014 alle 19:49
Caro Alessandro, il tuo commento mi è sembrato molto più sensato di quelli di Rodion: anch’io la penso come te sui suoi post.
Tuttavia, c’è una domanda che tu poni a Fra Cazzo da Velletri, che riporto:

“Se Voi del GOD avete preso atto che l’euro non funziona e che crea asimmetrie macroeconomiche enormi, che causa più danni che benefici, non capisco il perché volete diabolicamente proseguire ad adottarlo. Tiro ad indovinare o avrete la pazienza, quando e se lo vorrete, di spiegarlo pubblicamente ai vostri lettori e simpatizzanti in maniera chiara e argomentata? Un saluto a tutti”.
Mi inserisco anch’io nella discussione. Personalmente, essendo un normale lettore di questo blog, che ogni tanto si diletta a commentare, non saprei dire se ci siano risposte contenenti “spiegazioni occulte” alla tua domanda. Sono d’accordo con te su quasi tutto, tranne che sul rifiuto della moneta unica. A mio parere gli squilibri macroeconomici si sono verificati soprattutto perché i presupposti logici, che sottendono a tutta l’impalcatura dell’Euro, sono totalmente sballati. Mi riferisco ai famigerati Parametri di Maastricht, arricchiti dal Patto di Stabilità e Crescita e dagli ultimi Fiscal Compact e Six Pack. E’ un problema di impostazione a priori: il resto è tutta una conseguenza. Quindi, ti faccio una contro-domanda: secondo te, se non avessimo numeri come il 3% del rapporto tra disavanzo pubblico annuale e PIL, il 60% del rapporto tra debito pubblico e PIL, e:
1- se condividessimo il debito pubblico con tutti i paesi dell’Eurozona, facendo emettere Eurobond a un Tesoro Europeo, in luogo dei bond nazionali,
2- se avessimo una BCE NON indipendente dal potere politico e dal controllo democratico (quindi, controllata da quel Ministero del Tesoro Europeo di cui sopra),
3- se cambiassimo lo statuto della BCE, facendola funzionare come prestatrice di ultima istanza (in stile FED) e affidandole il compito di favorire la piena occupazione, oltre che il controllo del livello dei prezzi (inflazione),
4- se si avviasse, a livello europeo, una politica monetaria espansiva (pompando Euro a pressione nell’economia), associata a una sapiente politica fiscale (anch’essa rigorosamente espansiva), tramite l’emissione di Eurobond (di cui sopra) che consentirebbe di lanciare una sorta di “European New Deal” del XXIsimo secolo (piano di investimenti, soprattutto infrastrutturali),
5- se non avessimo l’ansia di tagliare il debito (per rispettare i paletti logici dell’Eurozona, così come impostata a Maastricht), ma potenziassimo il sistema di welfare di tutti gli Stati Membri (magari ricercando anche valori comuni europei, dalle diverse tradizioni nazionali), impostando un sistema di tassazione progressivo e non iniquo,

….ecco…se tutte queste condizioni si verificassero, tramite una rimodulazione dell’Euro e dei presupposti che ne stanno alla base…come la vedresti la questione? Non mi parlare di fantapolitica, rimaniamo un attimo sul livello concettuale.
L’Euro è, in pratica, un “Marco europeizzato”, poichè rispecchia tutte le caratteristiche della vecchia moneta tedesca: che la BCE si trovi a Francoforte, non è affatto un caso per quanto mi riguarda.
Nel 1992 (almeno seguendo la traiettoria della storia “ufficiale”, che si legge sui libri universitari…ma sono in attesa della trilogia di Magaldi per saperne di più) praticamente tutti i paesi che decisero di aderire all’Unione Economica e Monetaria (UEM), si piegarono ai diktat tedeschi: “se volete che entriamo nell’UEM, allora dovete innanzitutto lasciarci unire con la Germania Est e poi accettare le nostre condizioni la moneta unica”. Detto, fatto: tutti entusiasti di fare questo grande salto nel buio (con molti economisti che già avevano capito, da allora, come sarebbe andata), accettando di impostare il futuro Euro quale moneta forte (simile al Marco, come dicevo precedentemente) e accettando lo stato di psicosi tedesco nei confronti dell’inflazione (memori, si dice spesso, della vicenda di Weimar). Risultato: la BCE ha soltanto il compito di vigilare sul livello dei prezzi e, per questo motivo, è praticamente impossibile applicare la svalutazione competitiva della moneta. Per poterci permettere l’Euro (ripeto, così come impostato a Maastricht) dovremmo avere le stesse caratteristiche dell’economia tedesca, che non abbiamo. E non avendole, siamo costretti a tagliare qualunque cosa, svendere, privatizzare, alzare il livello della tassazione, svalutare il lavoro (piuttosto che la moneta)…..
Ma, ripeto: se i presupposti fossero diversi?

Gianluca scrive:
2 settembre 2014 alle 00:18
È il tema dei temi, visto che se c’era la volontà politica, si potevano risolvere con il semplice intervento del governo tedesco, senza chiedere nulla a nessuno. Ma sarebbe stato paradossale, visto che il governo tedesco “ha creato” il problema volutamente con uno shock interno deflazionistico.
Ma di che parliamo? 1+1+1 fa ancora 1?

 

Gianluca scrive:
2 settembre 2014 alle 00:25
Rosario, pensi che l’indice di povertà in aumento in Germania, l’enorme disoccupazione creatasi prima delle “riforme Hartz”, e l’impostazione mercantilista tedesca sia un caso?
Non è che noi non possiamo permetterci il modello tedesco, è che non dovrebbero permetterselo nemmeno loro e non “funzionerebbe” (tragicamente come oggi) nemmeno se lo facessimo tutti!
Uno può sognare che la Merkel e Schauble si trasformino in benefattori non solo dei tedeschi (e non lo sono mai stati, anche lì c’è stata una lotta di classe), ma addirittura dei greci… poi però DEVE fare i conti con il reale, altrimenti rischia di uccidere con le sue fantasie, milioni di persone.

Rosario scrive:
2 settembre 2014 alle 10:42
Infatti parlavo più delle condizioni economiche tedesche di altri tempi; quelle di ora stanno cambiando e non credo proprio che l’impostazione mercantilista sia un caso. Merkel e Schauble non sono affatto dei benefattori (se non di loro stessi e delle élite di cui fanno parte) e quelle che ho scritto non sono fantasie: stessa cosa si poteva dire per l’Euro 50 anni fa…una fantasia…

Gianluca scrive:
2 settembre 2014 alle 13:11
Quindi, se non ora, quando? Serve una “guerra” di indipendenza, altro che chiacchiere…

Rosario scrive:
2 settembre 2014 alle 13:57
Serve una battaglia (non una guerra) contro questo mostro che è l’UE e a favore di un’Europa unita e federale, legittimata democraticamente a tutti i livelli.

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 11:22
Caro Alessandro, credo che Rosario ti abbia risposto in modo eccellente, che rispecchia in pieno anche il mio pensiero e quello di chi anima la “funzione” FCDV. Non prendo impegni per GOD, perché pur facendo parte del medesimo ambiente, non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni ufficiali che impegnino un intero Movimento. Penso, però, che molti “goddini” siano d’accordo sia con me/noi che con “Rosario”.
Ad Maiora.
Fra’ Cazzo da Velletri
PS. Mi complimento con te, Alessandro, per l’ottima sintesi a proposito del “problema Rodion”.

alessandro scrive:
2 settembre 2014 alle 12:49
Rosario, piuttosto che una risposta, mi ha rivolto una domanda. Faccio una domanda e mi si risponde con un’altra domanda? Il quesito che ho posto riguarda un problema macro-economico connesso all’Eurozona, che gli ambienti del GOD dimostrano di conoscere bene, magistralmente sintetizzato dal Prof. Bagnai nel suo blog e nell’ultimo libro, al quale rimando (dove sono contenute anche le risposte che cerca Rosario).
Prendo atto che i Fratacchioni del “Collettivo da Velletri” non possono giustamente assumere posizioni in nome di tutto il GOD, pertanto rinnovo cordialmente lo stesso invito a tutto il movimento affinché chiariscano (ovviamente se e quando lo vorranno) dalle pagine del proprio sito, in maniera argomentata, la propria posizione rispetto all’euro, a beneficio dei propri numerosi e affezionati lettori e simpatizzanti, spesso disorientati dalle tante e contrastanti opinioni in merito di numerosi intellettuali, economisti, politologi e opinionisti di vario genere. Con rinnovata stima. Alessandro

p.s. Grazie, ma a mio parere Rodion non è un “problema”, tutt’altro, è capace di sollevare importanti questioni… e se non fosse troppo innamorato di se, ma della verità, il dibattito ne guadagnerebbe di molto… Rodion vedi di non sparire eeh!

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 14:18
Eh no, caro Alessandro, le domande di Rosario erano “retoriche”. La sostanza del suo argomentare (che personalmente condivido in pieno) era ed è che tutte le critiche di Bagnai ed altri professoroni esimi che spiegano da mane a sera quanto l’eurozona così com’è non funzioni (grazie al cazzo), non necessariamente deve ricondurci alle singole valute nazionali, soluzione proposta sempre da Bagnai & Company come se fosse l’unica e indiscutibile via d’uscita. Anzi, e qui lo dico come affermazione e non come domanda, se tutte quelle condizioni evocate da “Rosario” fossero realizzate, un’ eurozona e una entità istituzionale di quel genere (Stati Uniti d’Europa) sarebbe a mio parere una benedizione per tutti i popoli del Vecchio Continente che attualmente sono schiacciati da pessimi governi nazionali e pessimi eurotecnocrati, infeudati entrambi a potentati oligarchici privati. Ciò, perché alla gestione privatistica attuale della globalizzazione e della zona euro- sempre a mio personale parere- non ci si può contrapporre (come sarebbe nel caso si attuassero le ricette di Bagnai et similes) a partire da una trincea semplicemente nazionale, ma solo facendo leva su istituzioni pubbliche sovranazionali e democraticamente legittimate. Quanto alla fine dell’eurozona preconizzata da Bagnai, in innumerevoli interviste e interventi (di anni passati e del tempo presente) egli non ha mai cessato di ripetere che l’euro è destinato “a crollare sotto il peso delle sue contraddizioni intrinseche”, un po’ come il capitalismo secondo la dogmatica marxiana…E ha parlato e scritto anche del 2012-13 come data entro la quale tale evento si sarebbe probabilissimamente realizzato. Anzi, a pag. 237 della quarta ristampa del suo “Il Tramonto dell’Euro”, Imprimatur Editore, del gennaio 2013 (prima stampa nel 2012), scrive testualmente, preoccupato di avere dato alle stampe il suo (comunque pregevolissimo e utile) lavoro poco prima dell’ “Apocalissi finale e inevitabile dell’eurozona”: “Qualora l’euro non fosse già esploso nel periodo fra la consegna del manoscritto e l’uscita del libro…” . Peccato che l’euro non è esploso né nel 2012, né nel 2013 e nemmeno nel 2014. E non esploderà mai per le sue presunte, intrinseche contraddizioni, neanche nel 2015, nel 2050 o più avanti, lo dico senza tema di smentite. Se esploderà o imploderà, sarà per altri fattori, attualmente ancora di là da realizzarsi. Infatti, abbandonando qualunque dialettica metafisica hegelian-marxian-engelsiana o bagnaiana sulle dinamiche intrinseche e necessarie della storia economica e della storia tout-court, alle sapienti analisi di Bagnai (cui va tutta la mia stima intellettuale per molti aspetti tecnico-economicistici delle sue osservazioni) manca un ingrediente essenziale. E cioè la conoscenza e la comprensione delle reali dinamiche del potere in età moderna e contemporanea. Gli architetti e gli attuali conduttori dell’eurozona non hanno interesse né a guarire la crisi economica in corso (semmai gli pare utile renderla cronica) né a consentire l’esplosione dell’euro da Bagnai e da altri vanamente vagheggiata come inevitabile. Codesti architetti, ingegneri, capimastri e semplici “muratori” dell’attuale UE, BCE ed eurozona matrigna, infame e squilibrata (su questo ha pienamente ragione Bagnai) hanno tutto l’interesse a tenere i popoli europei (specie certi popoli di certe nazioni, ma anche i ceti meno abbienti di tutti gli altri paesi del vecchio continente) in una condizione di coma vegetativo, di stato miserevole tra la vita e la morte. Con un’euro che “non funziona” per consentire equilibrio tra le varie bilance commerciali e prosperità per tutti e ciascuno dei contraenti, ma che “funziona benissimo” per aumentare disoccupazione, fallimenti, degrado socio-economico e politico e, a seguire, rigori di bilancio, isteria da debito pubblico, dismissioni di beni e aziende pubbliche. Nella seconda fase, quando una manovalanza enorme di manodopera a buon mercato abbrutita e disoccupata sarà disponibile a lavorare a basso costo (vedi anche i mini job alla “tedesca”) e le classi medie saranno state proletarizzate, quelle proletarie asservite; quando i cittadini saranno ri-divenuti in larga parte sudditi cenciosi in cerca di sopravvivenza e con poco tempo e volontà per occuparsi della Res Publica, si potrà implementare finalmente quel nuovo “Sacro Impero Spirituale e Finanziario”, quel regime neo-aristocratico che, in effetti, era auspicato anche da Richard Coudenhove-Kalergi (e qui “Rodion” ha ragione, pur avendo torto nel demonizzare in toto la complessa figura dell’aristocratico massone boemo-austro-giapponese, specie nel confronto con il ben più feroce progetto oligarchico hitleriano e soprattutto tenendo conto che esistono due fasi del Movimento Paneuropeo, una più moderata, indeterminata e interlocutoria anteriore al Secondo conflitto bellico, un’altra più aggressiva, reazionaria e oligarchica, posteriore ad esso. Ma “Rodion” certe differenze, evidentemente, non ha gli strumenti né culturali né cognitivi per comprenderle e valutarle spassionatamente). Come si combatte questo stato di cose? Ignorando i contesti più generali del potere continentale e globale, come fa Bagnai, riducendo tutto ad un problema di impostazione economicistica e di velleità neo-mercantiliste tedesche? Gridando “morte all’euro, all’eurozona, al federalismo e persino alle ‘ Bestie di Ventotene’, poverine, che mai avrebbero immaginato di poter essere dipinte come feroci fiere neoliberiste, essendo in verità tutt’altro…”, come fanno lo stralunato “Rodion” e molti altri con lui? Oppure, con più pazienza, lungimiranza, solidità e forza- anche approfittando dell’altrui retorica manipolatoria che formalmente non esclude futuribili USE, ma sostanzialmente li teme come le peste- attuando veramente quell’Europa politica e democratica (USE a sovranità popolare sostanziale) che è appunto vista come il fumo negli occhi da quei potentati privati che hanno nell’attuale eurotecnocrazia e in gran parte delle attuali cancellerie continentali i propri maggiordomi e camerieri più servizievoli? Ai posteri l’ardua sentenza. Per parte mia, pur apprezzando Bagnai e certo non apprezzando Rodion, sto dalla parte dei vari Garibaldi, Mazzini, Hugo, Mill, Spinelli, etc. e per gli Stati Uniti d’Europa con un Parlamento unico e sovrano (che non deve cancellare i parlamenti nazionali e la loro importanza relativa), con un esecutivo fiduciabile e sfiduciabile da tale Parlamento, con una moneta unica ma flessibile, con gli eurobond, senza i vincoli folli del Fiscal Compact e dei Trattati europei da quello di Maastricht in poi, con una Bce subordinata ad un Ministero del Tesoro e delle Finanze continentale e alle direttive politiche di un governo federale democraticamente eletto e legittimato pro-tempore. Amen. Affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

Gianluca scrive:
2 settembre 2014 alle 13:08
Quindi ci lascerete ancora morire, in nome del sogno… al momento irrealizzabile, anziché scompaginare il gioco delle élite reazionarie.
Questo atteggiamento da anima debole, sulla pelle altrui, è la cosa che ho più odiato del centro sinistra… prima di aver capito che erano del tutto conniventi.
Oggi le mazzate sui denti, domani FORSE una versione rosé che arrotonderà le punte della mazza… un domani che sarà sempre domani, mentre l’oggi frana e crea voragini difficili da ripianare in futuro.

Il sogno è più importante della vita di milioni di persone…

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 14:53
Caro Gianluca, invertiamo la questione. Se voi anti-europeisti del qui e ora e a prescindere ritenete di avere la forza e la legittimazione popolare e democratica per determinare rapidissimamente il ritorno alle care, vecchie, rassicuranti e buone patrie nazionali (quelle che decretavano però il divorzio tra Bankitalia e Ministero del Tesoro anche senza l’alibi del “ce lo chiede Bruxelles”, in quanto determinati potentati oligarchici reazionari se ne fottono se tu sei governato da uno Stato nazionale o da un Super-stato continentale: soldi alla mano, si comprano rappresentanti istituzionali dell’uno e dell’altro…), accomodatevi a fateci vedere di cosa siete capaci. Alle ultime elezioni europee (che comunque non contavano un cazzo), però, mi pare che tutto questo consenso popolare e democratico non vi sia stato, per le vostre posizioni, peraltro anche molto eterogenee tra loro. Anzi, la spinta anti-europeista (variegata e litigiosa al suo interno) ha marginalizzato l’unica proposta seria di cambiare concretamente la UE dal di dentro (Lista Tsipras: comunque carente per altri aspetti ideologici e organizzativi) e ha nuovamente legittimato per altri 5 anni il consueto consociativismo conservatore PSE-PPE. Allora, di che parliamo? Chi vi impedisce di fare tabula rasa non solo di questa UE, ma di ogni ipotesi di unione europea? Temo che ad impedirvelo sia il fatto che siete voi anti-europeisti radicali e arrabbiati ad essere minoranza, più o meno numerosa da un elezione all’altra ma, sai com’è, campa cavallo tra altri 5 anni… La maggioranza del Popolo Europeo, invece, vorrebbe gli Stati Uniti d’Europa, ma è manipolata e presa in giro da partiti continentali che magari promettono anche di realizzarli in futuro (non si sa mai bene come e quando) e invece perseverano a mantenere lo status quo. Il problema, allora, è fare in modo che gli attuali anti-euro o euro-scettici divengano euro-costruttivi e, insieme ad altri settori già europeisti ma molto critici degli attuali assetti, trovino il modo di far pressione sui meno peggiori fra i rappresentanti degli attuali partiti del Vecchio Continente, onde formare una trasversale maggioranza progressista e riformatrice che cambi rotta a tutta la traiettoria europea, annullando vecchi trattati e istituendone di nuovi nella prospettiva degli USE. Anche a tal fine sta nascendo l’Associazione “Eleanor Roosevelt”. E questo è un progetto politico concretissimo, realizzabile (ancorché difficile) e immediato che si può perseguire subito, iniziando un cammino di battaglie mirate e progressive. Il sogno stralunato, invece, è quello di chi abbaia alla luna contro la UE, l’eurozona e la BCE e poi, però, con le sue condotte velleitarie e le aspirazioni palingenetiche e anti-tutto l’esistente, favorisce l’egemonia dei consociativismi conservatori altrui.
Tanto per essere chiari.
Fra’ Cazzo da Velletri

Gianluca scrive:
2 settembre 2014 alle 21:10
L’Europa, salvo sconvolgimenti tettonici, esisterà sempre… a prescindere delle mie o vostre idee.
Mi considero un europeista, e anti-europeista chi si ostina a voler imporre un modello irrealizzabile, fanatico e fuori dalla realtà odierna. Non scambierei mai una casa più calda e confortevole con una più grande che ancora non è stata costruita (nessuno sano di mente lo farebbe nel proprio ambito privato… eppure si chiede questo a milioni di persone in ambito politico).
In sintesi: PRIMA si costruisce la casa, POI si vende quella vecchia in cambio di quella nuova…

Il divorzio tra banca d’italia e tesoro, lo avete voluto voi libero scambisti che poi avete imposto lo SME e l’Euro. Andreatta vi dice nulla?
La famosa libera circolazione dei capitali, tanto cara a Barbara Spinelli, ha queste conseguenze: si è ricattati dal grande capitale. Accomodatevi…
Le ultime elezioni sono state quanto di più arido che ci possa essere… praticamente nessuna vera forza di sinistra, non comunista, che abbia messo al centro il lavoro. Se parliamo di Lega o peggio(?) di m5s, davvero scendiamo nel ridicolo…
Tsipras che poteva essere un occasione formidabile, ha preferito rassicurare i grandi capitali e la grande finanza: morti e disoccupati si, ma l’euro non si tocca!
Peggio dei nemici, gli amici…

Mi ripeto: io mi considero socialista moderatamente liberale, e assolutamente Europeista. Siete voi, avendo eretto l’Euro a totem e dio da venerare, gli anti-europeisti. Non guardate gli enormi sacrifici al vostro dio, e piuttosto che riconoscere gli enormi errori e ripartire da capo, lasciate che si perseveri in questa follia. Esistono enormi problemi tecnici e soprattutto interessi, per cui il sogno USE, progressista e magari anche 1 po’ socialista, è totalmente velleitario.
Non si tratta di uscire dall’Europa, ma piuttosto di ripristinare la sovranità POPOLARE E DEMOCRATICA ove possibile, gli strumenti monetari e fiscali. Ripartendo dagli errori che si sono fatti, e riprogettare, stavolta con 1 po’ di onestà intellettuale SOLO CON CHI CI STA.
Chi ha costruito questa europa era in malafede, sapeva a cosa andava incontro e loro stesso ammettono che c’erano enormi problemi, costi, anche umani, che a quanto pare non interessano a quasi nessuno.
Il fine giustifica i mezzi? Su questo non ci sto, specie quando il fine è ancora poco chiaro.
Un Europa in cui ci sono delle pezze, non va ancora bene… forse per qualche coscienza “dura” si, ma guardando la storia d’Italia, e al disastro tra nord e sud forse dovremmo iniziare da essa, cercare prima di riparare i danni fatti qui e capire come evitarli in futuro in Europa.

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 21:55
Caro Gianluca, non farmi anche tu il “Rodion” della situazione. Giudico/giudichiamo il divorzio tra Bankitalia e Ministero del Tesoro un’infame e subdola manovra per aumentare gli oneri del debito pubblico e, un giorno, alimentare l’isteria sui conti dello Stato. Ciò non ha nulla a che vedere con il “libero scambio” che è il contrario dello “scambio non libero”, cioè soggetto a pratiche protezioniste, foriere di divenire nazionaliste, imperialiste e guerrafondaie (cosi sono andate le cose, lungo la storia, al di là delle chiacchiere). Velleitaria appare la tua impostazione. Con chi te le prendi se le posizioni che tu esprimi non incontrano il favore maggioritario delle persone? Forse che nell’Europarlamento è in maggioranza il Fronte nazionale della Le Pen insieme agli altri sedicenti euro-distruttori di ascendenza fascistoide? Non mi sembra. E questo è un bene, almeno per me. Il male è che il patto consociativo tra PSE e PPE mira a conservare gli assetti attuali. Ma, ti domando io, è più velleitario cercare di spaccare tale patto consociativo e trasformarlo in una alleanza (che includa altri soggetti politici, oltre alle due massime famiglie politiche europee) progressista che punti agli USE e alla democrazia sostanziale delle istituzioni continentali, oppure piagnucolare come fai tu (e con te altri) perché la UE, così come si presenta, è cattivona e “bisognerebbe” cassarla con un colpo di bacchetta magica? In cosa confidi per la buona riuscita di tale opera di cassazione? Nella vittoria fra mille anni del M5S in Italia? E se poi, fra mille anni, i discendenti di Casaleggio ti dicono che accettiamo l’eurozona così com’è e introiettiamo pure il rigore dei conti e il taglio della spesa pubblica, perché la priorità è la lotta anti-casta e contro gli sprechi…? Aspetti che la Le Pen vinca in Francia? E se invece, come già accadde con il padre Jean-Marie contro Chirac, alle prossime presidenziali, lo spauracchio del Front National servirà a far votare al ballottaggio un socialista da quelli dell’UMP o uno dell’UMP dai socialisti? E se anche, cosa improbabilissima, vincesse la Le Pen, credi che cambierebbe qualcosa, sullo scenario continentale? Considerato il livello medio dei dirigenti del FN, la maggior parte di loro si venderebbe lautamente agli oligarchi di cui tanto discettiamo. Così hanno sempre fatto i fascisti e i post-fascisti, da che mondo è mondo. Certo che chi ha costruito questo tipo di Europa era in mala fede, su questo hai perfettamente ragione. Ma siccome NOI invece siamo in buonissima fede, vedrai che presto o tardi metteremo nell’angolo “gli incappucciati in mala fede”. Per farlo, però, ci serve l’aiuto di tutti. Soprattutto di coloro che al momento, senza saperlo, ululando alla luna che vogliono far tabula rasa di tutto, fanno proprio il gioco di chi non vuole cambiare nulla. Buona notte. Fra’ Cazzo da Velletri

Rodion scrive:
2 settembre 2014 alle 16:32
@Alessandro
La “sintesi finale”, mio affezionatissimo “cazziatore” è che:
1 – l’integrazione va naturalmente fatta ma rispettando l’Art.11 Cost.: dalle origini, chi optava per il “federalismo interstatale” senza tenerne conto, era (ed è) un diversamente democratico (per la serie, quelli della “costituzione italiota”).
2 – dal Manifesto di Ventotene in avanti, “il Mov. Fed. Europeo” è stata una gigantesca operazione di “gatekeeping”: per questo abbiamo il pensiero unico neoliberista, chiamato anche PUD€ nella sua versione europea.
3 – (ti risparmio il “razzismo” implicito di chi ritiene gli anglosassoni “superiori” – come le loro èlite stesse si ritengono – e di quale sia il risvolto “autorazzista” e “collaborazionista” anti-italiano: ma te lo dico perché è un primo passo per capire quali sono i vari risvolti “mondialisti”)
La distopia orwelliana è tra noi.

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 17:11
Ma che hai detto, Rodion?
Almeno tu ti sei capito, anche in questa presunta sintesi per “Alessandro” che non esplica e sintetizza un bel niente?
Ho riletto il tuo sproloquio di coscienza di ieri e, francamente, non saprei da dove cominciare per dare riscontro alle bestialità che hai scritto.
Meglio ricorrere all’esorcista e allo psichiatra, come suggerito già da un mio “collega” in fracazzite velletrana.
Nelle notte in cui tutti quelli che ti contraddicono, O RODION IL SOMMO E L’INDISCUTIBILE, sono neoliberisti, non si distingue più chi davvero lo sia. Così a qualcuno può venire il dubbio che tu faccia il gioco di chi vuole che tutto rimanga tale e quale com’è, dividendo il Mondo in neoliberisti e rodionisti…
Ma, poi, scusami, TU CHE VIVI E REGNI NEL MONDO DELLA VERITA’ somma e indiscutibile, insufflata nelle tue grandi orecchie di ASINO CON LE ALI da profeti del calibro di Rosa Luxemburg e magari anche di Caterina di tutte le Russie, che bisogno hai di convincere noi miserrimi mortali delle sublimi certezze che sostanziano la tua vita serena ed equilibrata?
Lunga a vita a te, SOMMO E INEGUAGLIABILE RODION e che la tua prosa, come quella eraclitea, rimanga sempre incomprensibile ai profani, chiara e limpida solo per chi parla e intende la lingua degli uccelli…fossero pure uccelli da pollaio…
SEMPER VIVIT ET REGNAT RODION REX UNIVERSI!
Affezionato Fra’ Cazzo velletrano

alessandro scrive:
2 settembre 2014 alle 18:03
Accidenti Rodion! non ti sarai sforzato troppo nella sintesi? così sei quasi didascalico!! Caro Rodion, come vedi chi ti scassa le palle (tuo affezionatissimo cazziatore) non sempre lo fa per metterti nella merda… altrettanto non posso dire dei tanti Frà (Scassa)Cazzo da Velletri che pare si stiano moltiplicando e clonando in continuazione e ti/ci stanno mandando in tilt. Ormai è tutto un buttarla in caciara, come direbbe uno dei Fratacchioni dichiaratosi del sud del Lazio. L’argomento per me è chiuso, ho tentato di porre un quesito (che in parte contiene anche considerazioni a te ben note e che potevi chiedere anche te, senza perderti in lunghe disquisizioni) che mi auguro trovi risposta una volta o l’altra da parte dell’area GOD in forma argomentata e ufficiale, comprendendo che non è questa la sede giusta. Bene grazie a tutti e arrivederci

Rodion scrive:
2 settembre 2014 alle 21:44
@Alessandro
All’ultimo meeting si devono essere fumati quello che resta di Spinelli.
Sembrano i bulli cattivi del cortile che urlano “BABABSBABABAH” per non far sentire alla loro mamma (in tutti i sensi) le malefatte denunciate dagli altri bambini.
Ti rendi conto del livello?
Gli amici libbbbberali stavano chiedendo a IlMoralista di CENSURARE l’Agorà di coloro che portano la letteratura scientifica nei dibattiti.
Non possono rispondere semplicemente perché non c’è nessuna risposta: ma questo lo sapevamo dall’inizio, no?
L’episteme è una cosa, la doxa è un’altra.
Cosa ne pensi di proporre loro questo nuovo nick?
Fra’ Piddino Campanaro

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 22:15
Caro Rodion, continui a vederti consentire la libera uscita fino a tardi da parte degli infermieri che ti hanno in cura…? Ah, no, scusami, è stato detto che parlarti cosi non è “politically correct”!
E allora mi emendo e mi prostro dinanzi ai tuoi PIEDI, o SOMMO RODION. Possa la luce sfolgorante della tua MIRABILE EPISTEME rischiarare le tenebre della DOXA in cui noi poveri fraticelli velletrani ci dibattiamo miseramente. Ma “Alessandro”, cui ti rivolgi nella speranza di un po’ di umana compassione per la tua condizione disturbata, non ha scritto sopra che te le abbiamo suonate di santa ragione? Sai leggere, almeno, pur non sapendo né scrivere né far di conto? Oh, scusami! Ecco che ricado nel peccato originale di voler rimettere in discussione quella tua infinita ignoranza e insipienza agli occhi del Mondo che, invece, al cospetto degli dei iperuranii rimossi dalla vile doxa, è sublime e asinina sapienza! Gloria a Te, onnisciente e onnipotente Rodion, la cui prosa sgangherata è invece poesia carezzevole e altissima per chi partecipi della tua stessa bestiale divinità! Ave! E buona notte! Fra’ Cazzo da Velletri

PS Scusaci se abbiamo chiesto AL MORALISTA di NON CENSURARE alcunché ma, visto il livello celeste della tua capacità di comprendonio, e visto che incarni alla perfezione lo stile del bipensiero orwelliano, se abbiamo chiesto una cosa, in realtà volevamo significare il suo esatto contrario. E se lo dici tu, deve essere per forza vero, perché TU SEI LA VERITA’ E LA VITA…

Rodion scrive:
2 settembre 2014 alle 21:31
@Alessandro
Per capire l’ennesima supercazzola del piddinazzo di turno, che ovviamente non ha capito un’emerita fava del “Tramonto dell’euro”, lo dovresti invitare ad essere così prolisso come è stato, definendo:
«con una moneta unica ma flessibile»
In che senso? Coniata con qualche lega d’acciao particolare?
Ci definirebbe, Fra’ Krugman de’ miei cojoni, quale concetto di teoria della moneta sta definendo?
ROTFL :o))))

Fra' Cazzo da Velletri scrive:
2 settembre 2014 alle 22:38
Esimio e sapientissimo Rodion: moneta “flessibile” nei rapporti di cambio con altre valute internazionali, senza predeterminarne la “forza” o la “debolezza” relativa. Sa com’è, esiste un Mondo globale con altre valute, fuori dalla sua testa ossessionata dall’euro e dal suo presunto, inevitabile tramonto…E la flessibilità non è solo quella che lei immagina nel rapporto tra singole valute nazionali ormai in naftalina, bensì anche e soprattutto rispetto al cambio con il dollaro, la sterlina, lo yen, lo yuan, il rublo, etc.
Si faccia curare al più presto e vada a letto prima, la sera. Nelle sue condizioni, la terapia del sonno è già un buon inizio. DASVIDANIA! Fra’ Cazzo velletrano affezionato

PS Ma Alberto Bagnai è a conoscenza della sua passione insana per lui? Non ne rimane un po’ schifato e allarmato? Fossi in lui, mi preoccuperei alquanto di non vedermi associato ad un simile CIALTRONE come lei, RODION. CIALTRONE? Volevo dire SANTONE E PROFETA, mi scusi…

 

Ecco qui.
Abbiamo insomma presentato alcuni spunti, sapidi, interessanti e non privi di pepe, utili certamente a far riflettere la pubblica opinione.

 

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 2-3 settembre 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com