Ginevra Amerighi e il 2014. Parte I.
Boaz Content Banner Jachin

 

Ginevra Amerighi e il 2014. Parte I. La necessità urgente che il legislatore abolisca un istituto come il Tribunale dei Minorenni (sentina di reiterati abusi e corruttele) e la sentenza vergognosa dei Giudici della Corte di Appello del Tribunale dei Minorenni di Roma: Enrica Mazzacane, Maria Giulia De Marco, Anna Maria Pagliari, Nadia Murgioni, Ermanno Tarsitani, con il contributo verminoso del curatore (si fa per dire) speciale della minore Arianna Mangifesta, l’Avvocatessa Donatella Belloni

 

 

 

 

Per il pregresso di questa scandalosa e odiosa vicenda di mala giustizia, corruzione, falso ideologico e materiale, abuso di potere, crimini contro l’umanità (e la maternità), rinviamo i lettori a tutta la documentazione prodotta in

Dossier Ginevra Amerighi. Uno scandaloso caso di Mala Giustizia italiana (clicca per leggere).

La vicenda è ancora e sempre quella ricordata anche di recente in una famosa trasmissione televisiva, come si può constatare visionando:

“Sottrazione di minori- Ginevra Coraggio- Lucignolo 8 dicembre 2013. Video per Dailymotion by Drausilla” (clicca per visionare).

Ma, nel frattempo, la questione ha assunto contorni degni dell’Unione Sovietica di Stalin (dove spesso alle persone da “colpire” venivano attribuiti disturbi psichiatrici inesistenti, viatico per ogni sorta di abuso) o della Germania hitleriana, con i Giudici (si fa per dire) del Tribunale dei Minorenni di Roma, i quali si sono arrogati un potere quasi assoluto di devastazione della vita di una madre e di sua figlia, in barba ad ogni principio autenticamente legalitario e in pregiudizio dello stesso buon senso e pudore che dovrebbe guidare ogni azione umana, specie se carica di conseguenze irreparabili per delle altre persone.
Il 4 marzo del 2013 un Tribunale dei Minorenni di Roma ritenuto ormai da più parti (e per una serie reiterata di casi) un luogo dove il diritto viene fatto a pezzi e la corruzione e l’abuso regnano sovrani, non pago di aver già procurato a Ginevra Amerighi e soprattutto a sua figlia Arianna Mangifesta danni esistenziali e psichici irreparabili (a partire dal sequestro traumatico e scellerato, condotto con inumana ferocia e stupidità, per mezzo del quale la piccola Arianna fu letteralmente strappata dalle braccia di sua madre), dichiarava con proprio decreto la Amerighi “decaduta dalla potestà genitoriale”, stabiliva il divieto assoluto di incontri con la figlia (sono circa tre anni che alla madre non è consentito di vedere Arianna) e negava – udite, udite- la possibilità di incontrare la nipote anche ai nonni, che da tempo ne avevano fatto formale e ripetuta richiesta.
Con quali motivazioni venivano prese queste inumane decisioni?
Sulla base di una serie di presupposti deliranti e abusivi.
E cioè che la Ginevra Amerighi sia persona potenzialmente affetta da “disturbo istrionico della personalità” (una patologia vaga e inconsistente, contestata peraltro da diversi esponenti della comunità scientifica e in procinto probabilmente di essere derubricata dal novero delle patologie comunemente accertate, trattandosi di un “disturbo” che potrebbe attribuirsi a qualunque persona dal carattere attivo, esuberante ed estroverso) e che la sua indisponibilità a sottoporsi a trattamenti psichiatrici (in stile staliniano, appunto: prima si diagnostica una patologia inesistente e poi sanziona l’individuo che, per dignità, amore di verità e sospetto di ulteriori “manipolazioni diagnostiche” a suo danno, rifiuti di sottoporsi alle forche caudine di un trattamento volto a umiliare e a degradare la propria persona) e la sua determinazione a denunciare presso l’opinione pubblica gli abusi di cui sono state e sono tuttora oggetto lei e sua figlia, confermerebbe un “certo disturbo della personalità”.
Insomma, se una madre e una cittadina non si piega agli abusi e alle ingiustizie di un sistema giudiziario e pseudo-sanitario in questo caso palesemente corrotto e infame, allora vuol dire che “è una persona disturbata”.
Peccato che, da circa 20 anni, Ginevra Amerighi svolga il mestiere di insegnante elementare.
E che tanto i suoi alunni che i loro genitori, in più occasioni, abbiano testimoniato di una personalità affettuosa, responsabile, sapiente, equilibrata.
Altro che “disturbo istrionico” dei nostri stivali.
D’altronde, si vada a leggere quanto scrivono i manuali di psichiatria e la stessa enciclopedia on-line Wikipedia in merito a tale “disturbo istrionico”, se ne confrontino le caratteristiche con quanto effettivamente si può evincere della personalità della Amerighi, sia sul piano pubblico che privato, e non si potrà concludere altro che ci troviamo di fronte ad una clamorosa falsificazione diagnostica, messa in opera non per caso originariamente da un personaggio ambiguo e molto opaco come la Marisa Malagoli Togliatti (Si rileggano con attenzione tutti i materiali contenuti in Dossier Ginevra Amerighi. Uno scandaloso caso di Mala Giustizia italiana, clicca per leggere, e in particolare Ginevra Amerighi e il 2013. Lo scandalo della Marisa Malagoli Togliatti, del Tribunale dei Minorenni di Roma mal diretto da Melita Cavallo e dei Minori sottratti indebitamente ai Genitori. Sarebbe auspicabile che REPORT su RAI 3 di Milena Gabanelli se ne occupasse, clicca per leggere).
Ma se il 4 marzo del 2013 veniva emesso un decreto vergognoso, evidentemente inconsapevoli del principio che errare humanum est, perseverare autem diabolicum…, i Giudici (sempre si fa per dire) della Corte di Appello dello stesso Tribunale dei Minorenni di Roma, il 12 novembre dello stesso anno respingevano i reclami della Amerighi e dei suoi genitori (nonni materni di Arianna).
La sentenza di questi macellai della Giustizia veniva depositata in data 22 gennaio 2014 presso la cancelleria del Tribunale.
Ve ne offriamo la lettura, altamente istruttiva per tutto il suo linguaggio manipolatorio, mistificatorio, surreale e in evidente mala fede.
Si legga dunque con attenzione la

“Sentenza di Corte d’Appello del Tribunale dei Minorenni di Roma del 12 novembre 2013, depositata il 22 gennaio 2014. Caso Amerighi-Mangifesta” (clicca per leggere).

Si legga con attenzione e si metta a confronto lo stile falsificante dei suoi contenuti con quanto da Noi illustrato nei vari documenti inseriti in

Dossier Ginevra Amerighi. Uno scandaloso caso di Mala Giustizia italiana (clicca per leggere).

Ma, francamente, un simile capolavoro di scempio del diritto e del buon senso, merita da parte nostra una trattazione adeguata e minuziosa.
Perciò, nei prossimi giorni, analizzeremo paragrafo per paragrafo le bestialità metodologiche e contenutistiche ostentate in

“Sentenza di Corte d’Appello del Tribunale dei Minorenni di Roma del 12 novembre 2013, depositata il 22 gennaio 2014. Caso Amerighi-Mangifesta” (clicca per leggere).

Intanto, osserviamo preliminarmente che tale Sentenza contiene diverse menzogne spudorate in merito ai comportamenti di Ginevra Amerighi e allo stato effettivo della minore Arianna Mangifesta.
E certamente non riusciamo a posticipare la denuncia del carattere insieme ignobile, turpe e border-line delle dichiarazioni dell’Avvocatessa Donatella Belloni- curatrice speciale della minore Arianna-, la quale, intervenuta nel giudizio, ha avuto l’impudenza di asserire che, per la bambina, “un riavvicinamento alla madre sarebbe gravemente pregiudizievole e nocivo” e che la bambina stessa “non avrebbe manifestato nostalgia o desiderio di rivedere la madre e i nonni paterni”.
Affermazioni, lasciatecelo dire, degne di una mentecatta.
Oppure di una persona molto corrotta e in mala fede.
Chi è il genio che ha assegnato a codesta Donatella Belloni il delicatissimo ruolo di “curatrice speciale di una minore”?
Chi l’ha abilitata a una funzione siffatta, non le ha spiegato che: “pregiudizievole per una bambina è essere sottratta completamente all’affetto di una madre” (quale che sia il grado di conflittualità con il padre) e che se davvero Arianna non avesse manifestato (ma ne dubitiamo) nostalgia o bisogno della madre e dei nonni materni, tanto più ciò sarebbe indizio grave di traumi profondissimi subiti dalla bambina, cui porre rimedio proprio consentendole di ripristinare un normale rapporto di riavvicinamento a queste insostituibili figure familiari?
In realtà, è tutto l’impianto della

“Sentenza di Corte d’Appello del Tribunale dei Minorenni di Roma del 12 novembre 2013, depositata il 22 gennaio 2014. Caso Amerighi-Mangifesta” (clicca per leggere),

a costituire un monumento di stupidità sesquipedale, di ignoranza profonda delle dinamiche psicologiche, affettive ed esistenziali benefiche per una minore, di pura sopraffazione e abuso ai danni di una persona e di una famiglia normale (quella di Ginevra Amerighi e dei suoi mortificati genitori), a tutto vantaggio di un personaggio prepotente, ricco e in grado, evidentemente, di ben remunerare e compensare… ogni sorta di abuso a suo favore: e cioè Fabio Mangifesta.
Il fatto è che, al netto di quello che il suddetto padre di Arianna possa aver compiuto di disdicevole in questa o in altre vicende al vaglio della magistratura competente; al netto di quanto possa essere ritenuta “disturbata” e violenta la sua, di personalità (altro che “disturbo istrionico”…), Noi non ci sogneremmo mai di giungere alla conclusione che, per la figlia, sarebbe meglio “non vedere più il padre o i nonni paterni” in una fase così delicata della sua crescita.
Nessun “curatore speciale” o “psicologo per l’infanzia” o giudice per i minori sano di mente e degno di ricoprire il suo incarico si azzarderebbe mai a “consigliare” o a “decretare” la privazione totale di una delle due presenze genitoriali. Al massimo, ci si organizzerebbe per degli incontri “protetti”, in presenza di assistenti sociali e/o altro personale adeguato alla circostanza.
Ecco perché, al di là delle singole follie e falsità contenute nella

“Sentenza di Corte d’Appello del Tribunale dei Minorenni di Roma del 12 novembre 2013, depositata il 22 gennaio 2014. Caso Amerighi-Mangifesta” (clicca per leggere),

sulle quali torneremo minuziosamente con altri interventi, ciò che ne va rifiutato è lo spirito complessivo di spregio e tradimento di ogni razionalità e sapienza psicologica nel trattamento dei minori e delle loro reali esigenze.
Anche ad un genitore pregiudicato per gravi reati che soggiorni in galera, la legge consente comunque- in condizioni di debita sorveglianza- di poter incontrare i propri figli minori…
Ma a Ginevra – persona affettuosa, intelligente, dolce, lungimirante, capace di straordinario autocontrollo in una situazione che avrebbe condotto alla follia anche la più saggia delle donne- la figlia Arianna è stata sottratta in modo totale e senza riserve.
Vergogna!!!
Vergogna per i Giudici (si fa per dire) Enrica Mazzacane, Maria Giulia De Marco, Anna Maria Pagliari, Nadia Murgioni, Ermanno Tarsitani e per l’Avvocatessa e “curatrice speciale” (ma ci faccia il piacere) Donatella Belloni.
Non dimenticheremo i vostri nomi.
E non li dimenticherà la pubblica opinione.
E siccome è venuto ormai il tempo di porre fine ai mille abusi e alla mille corruttele del diritto che gravitano intorno ai Tribunali dei Minorenni di tutta Italia, fra le iniziative legislative che la costituenda Associazione “Eleanor Roosevelt” vorrà portare a buon fine presso la classe politica dell’intero arco costituzionale, ci sarà senz’altro l’abolizione dell’istituto stesso del “Tribunale dei Minorenni”, con attribuzione di competenze relative (riviste ed emendate imparando dagli errori e dagli orrori del passato e del presente) ai Tribunali civili ordinari.
Tanto si doveva, per il momento.
Forza Ginevra e Forza Arianna!
La Massoneria Democratica non lascerà che i vostri aguzzini rimangano impuniti a norma di legge (si sveglia, qualche Procura, al riguardo? Nei gradi di giudizio che seguiranno ci sarà finalmente ristoro per una madre e sua figlia?), né smetterà di agire a 360°, affinché la verità dei fatti, la Legalità e la Giustizia siano ripristinate.

 

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 25-30 gennaio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com