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GOI: Scandalo e Vergogna a Trieste Parte 4 del 28-29 gennaio 2012. Oltre al danno, la beffa: l’ipocrita e risibile lettera di Lorenza Sala, Direttore Comunicazione di Mursia (Editrice di Raffi e Picardo) al Direttore de IL PICCOLO, Paolo Possamai, in difesa dell’indifendibile Massone Neofascista e Neonazista Gerardo Picardo e dell’altrettanto squalificato e ipocrita Gran Maestro Gustavo Raffi

 

 

 

 

In un Paese come l’Italia, davvero le tragedie e persino le cose più sacre (come il rispetto dei Martiri della SHOAH) rischiano di degenerare in farsa.
In un Paese come l’Italia, se qualche giornalista cerca di fare onestamente il suo mestiere, senza subire pressioni o condizionamenti di sorta, subito si tenta di zittirlo, dileggiarlo, diffamarlo.
Esattamente quanto ha fatto la baldanzosa (con baldanza degna di miglior causa, ammesso che la lettera in questione l’abbia scritta lei e non direttamente Gerardo Picardo) Lorenza Sala, Direttrice (anche se, con una certa sudditanza al maschilismo lessicale, si firma Direttore) Comunicazione della Ugo Mursia Editore, con il giornalista de IL PICCOLO di Trieste, Silvio Maranzana.
Diamo ampia pubblicità alla

Lettera del 27 gennaio 2012 della Mursia Editore al Direttore de “Il Piccolo”, by Lorenza Sala, Direttore Comunicazione Ugo Mursia Editore (clicca sopra per leggere),

riportata diligentemente sul sito sempre più parrocchiale del Grande Oriente d’Italia targato Raffi (www.grandeoriente.it), nella Sezione “Rassegna Stampa”.
Così come, nel recente passato, abbiamo dato ampia pubblicità anche al libercolo attribuito a Gustavo Raffi, In nome dell’uomo. Dal Risorgimento alla modernità, il ruolo del Grande Oriente nell’Italia unita, Mursia Editore, curato (e in gran parte scritto al posto di Raffi) da Gerardo Picardo.
Infatti, la Redazione del sito ufficiale di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), a differenza di quella del sito del GOI www.grandeoriente.it, ha una concezione autenticamente massonica e volterriana della libertà di pensiero ed espressione, e non si sognerebbe mai di censurare questo o quel contenuto di un dibattito pubblico, solo perché ritenuto ostile o scomodo per le nostre posizioni.
Il fatto è che i vertici istituzionali del GOI, abusivamente occupati pro-tempore da Gustavo Raffi e Compari, hanno una sfacciata paura di Grande Oriente Democratico e cercano pertanto, in ogni modo, di rimuovere, eludere o minimizzare qualunque traccia della battaglia culturale e mediatica che GOD ha ingaggiato con loro, onde denunciarne la retorica ipocrita, fasulla e mistificatoria, vero principio ispiratore delle Gran Maestranze Raffi, almeno a partire dai primi anni ‘2000, dopo le illusioni aurorali del principio.
Ma Grande Oriente Democratico, d’altronde, non ha affatto paura dei vertici del GOI attualmente guidati da Raffi.
Ecco una delle ragioni in nome delle quali Noi riportiamo tranquillamente notizie relative al testo di Raffi e Picardo, In nome dell’uomo, oppure il testo integrale della

Lettera del 27 gennaio 2012 della Mursia Editore al Direttore de “Il Piccolo”, by Lorenza Sala, Direttore Comunicazione Ugo Mursia Editore (clicca sopra per leggere),

o qualsiasi altro materiale egualmente non condivisibile (per usare un eufemismo) dal nostro punto di vista.
Noi siamo per il libero confronto delle coscienze e delle idee.
Al contrario, sul sito ufficiale del GOI (www.grandeoriente.it ), così come sul notiziario “parrocchiale” di Palazzo Giustiniani,  “Erasmo News”, non trovano spazio altro che articoli o notizie auto-celebrative e conformi all’ortodossia raffiana (altro che uomini del dubbio, del dissenso, ribelli, anticonformisti e liberi pensatori propugnatori di dialogo e fratellanza, come cialtronescamente e illusoriamente Raffi e Picardo tentano di presentare il “loro” GOI all’opinione pubblica, anche attraverso quel modesto pamphlet che è In nome dell’uomo, edito da Mursia Editore).
Sul sito ufficiale del GOI (www.grandeoriente.it) in passato si è censurato persino IL CORRIERE DELLA SERA, IL RIFORMISTA, IL FATTO QUOTIDIANO, PANORAMA o altri importanti quotidiani e riviste, allorché indagavano pacatamente sulle ragioni del dissenso dei Fratelli di GOD rispetto alla gestione raffiana del GOI (si veda in generale la Sezione Documenti e Rassegna Stampa (clicca sopra per leggere) del nostro sito www.grandeoriente-democratico.com e si scopra la totale omissione di innumerevoli pezzi ivi contenuti, da parte dei curatori della Sezione “Rassegna Stampa” di www.grandeoriente.it , dove si pubblica solo ciò che fa comodo alla parrocchia e si censura tutto il resto, in perfetto stile da Socing orwelliano: clamorosa fu l’elusione originaria, poi sempre reiterata sistematicamente fino ad oggi rispetto a tantissimi articoli, interviste e servizi cartacei, radiofonici o televisivi, di due corposi articoli de IL CORRIERE DELLA SERA, Corriere della Sera del 13 giugno 2010 by Goffredo Buccini: "I massoni 'democratici' e il mistero della direzione" e Corriere della Sera del 14 giugno 2010 by Goffredo Buccini: "La battaglia dei massoni all'ombra dei partiti").
Sul sito ufficiale del GOI (www.grandeoriente.it), pagato con i soldi di tutti i Fratelli di Palazzo Giustiniani (anche degli oppositori di Raffi, cioè nel 2009 il 60% dei Maestri Massoni e oggi circa il 70% del corpo elettorale interno), sfidiamo chiunque (e in particolare l’ineffabile Lorenza Sala, “Direttore” Comunicazione di Ugo Mursia Editore) a rinvenire la pur minima traccia di dissenso autorizzato, la più minima traccia almeno di un accennato dibattito interno o di una libera espressione di punti di vista diversi e alternativi rispetto all’ortodossia di vertice.
Da ultimo, sempre in nome di quella tolleranza e apertura al dialogo, al dubbio, al pluralismo e al dissenso (concetti che, sulla bocca di Raffi, suonano più falsi del sorriso con il quale il Massone Berlusconi consegnò al Massone Monti il campanello del Consiglio dei Ministri…), il sito del GOI www.grandeoriente.it ha provveduto a censurare anche quella parte dell’articolo di Silvio Maranzana per IL PICCOLO di Trieste ("I massoni e l'unità d'Italia. Festa a Trieste con 'rissa'", articolo del 25 gennaio 2012 by Silvio Maranzana per IL PICCOLO di Trieste, versione in pdf) che non gli era comoda per i suoi fini parrocchiali e auto-celebrativi (in proposito, leggi GOI: Scandalo e Vergogna a Trieste Parte 3 del 26 gennaio 2012. Il Neofascista e Neonazista Massone Gerardo Picardo presenterà il Convegno del Grande Oriente d'Italia del 28 gennaio 2012 e il Rappresentante della Comunità ebraica, Fratello Enzio Volli, intende lavarsene le mani?).
Capirà bene, quindi, cara Lorenza Sala, che allorché la Mursia Editore si mette a pubblicare un libercolo come In nome dell’uomo. Dal Risorgimento alla modernità, il ruolo del Grande Oriente nell’Italia unita, infarcito di dichiarazioni ipocrite, fasulle, inconsistenti e mistificatorie per quello che riguarda lo stato presente del Grande Oriente d’Italia - ridotto da Raffi e Camerati ad una tetra “caserma-parrocchia” nella quale ogni libera discussione è proibita e punita con il tentativo di espulsione o peggio dei dissidenti (i quali costituiscono la stragrande maggioranza dei Fratelli, vessati e minacciati da una violenta ma ben organizzata minoranza di squadristi e sicofanti fedeli al Gran Despota Raffi) - a Noi viene da sghignazzare amaramente.
Il libro di recente pubblicato dalla Mursia Editore, peraltro, conserva una sua legittimità soltanto per ciò che attiene al protagonismo storico del GOI dal Risorgimento fino alla Prima Guerra mondiale (che fu effettivamente un ruolo alto, nobile, cruciale, meritorio e specialissimo per l’edificazione dello Stato unitario).
Ma risulta storicamente insulso e reticente per l’omissione delle successive vicende ambigue che videro la massoneria giustinianea e italiana prima invischiata con il fascismo (sin dalla fondazione dei Fasci di combattimento a Milano nel 1919, per passare alla costituzione del Gran Consiglio del fascismo - pieno zeppo di massoni che votarono a favore delle leggi formalmente anti-massoniche del 1925 - e all’occupazione dei principali gangli del potere politico, militare ed economico, con il massone Alberto Beneduce voluto da Mussolini quale assoluto regista del sistema industriale e finanziario del regime), poi, dal Secondo Dopoguerra in avanti, cronicamente malata di “piduismo” e “neopiduismo”.
Il libro In nome dell’uomo, edito da Mursia Editore, in luogo di rappresentare correttamente - con adeguata acribia storica, filologica e sociologica - le vicende complesse del Grande Oriente d’Italia sino ai nostri tempi, si riduce ad essere niente altro che un succedaneo (meglio presentato e pubblicizzato, questo si, nonostante un editing pessimo che ha lasciato diversi refusi nel testo) di un altro patetico e inautentico libercolo partorito dalla mala fede spudorata di Gustavo Raffi.
Ci riferiamo al libro-intervista di Paolo Gambi: Massoneria: una nuova primavera. Il Gran Maestro Gustavo Raffi racconta, Gangemi Editore, pubblicato nel 2008, un altro capolavoro di retorica fasulla e inconsistente.
Intendiamoci, a fronte della compromissione di moltissimi (troppi) massoni giustinianei (oltre che di altre obbedienze minori) sia nel movimento/partito che nel regime fascista dal 1919 ai primi anni ’40, sia nel “pre-piduismo” che nel “piduismo” o nel “neo-piduismo” dagli anni ’50 e fino ad oggi, sono esistite e tuttora esistono (il GOI ne è pieno) testimonianze di Massoni italiani autenticamente democratici, liberali e libertari, legittimi eredi di quella tradizione libero-muratoria internazionale progressista e illuminata che da Montesquieu, Voltaire, Condorcet, Washington, Franklin, Brissot, La Fayette, etc., conduce a José de San Martin, Simon Bolivar, Giuseppe Garibaldi, Ernesto Nathan, Leonida Bissolati, J.M. Keynes, F.D. Roosevelt e Albert Einstein, insieme a tantissimi altri.
In Italia, vi furono certamente degnissime testimonianze massoniche di militanza anti-fascista.
Uomini come Giovanni Amendola, Meuccio Ruini, Ivanoe Bonomi, Giuseppe Leti, Giovanni Conti, Eugenio Chiesa, Guido Bergamo, Ferdinando Schiavetti, Mario Razzini, Randolfo Pacciardi, Mario Angeloni, Egidio Reale, Cipriano Facchinetti e molti altri che, in luogo di aver collaborato fattivamente alla svolta dispotica fascista e/o essersi presto riciclati nel regime (come molti noti massoni fecero: si veda in proposito il nostro recente articolo Commento a "I massoni: fratello Mario, uno di noi", by Redazione per LIBERO del 23 novembre 2011 e a "Auguri massoni a Fratello Monti. Così la Loggia imbarazza Mario", by Marco Gorra per LIBERO del 24 novembre 2011) sopportarono stoicamente minacce, bastonature, arresti, confini e quant’altro pur di non abiurare i giuramenti fatti nei templi massonici in onore del trittico LIBERTA’-FRATELLANZA-UGUAGLIANZA.
Ma che hanno a che fare con questi valorosi Massoni anti-fascisti Gustavo Raffi, Gerardo Picardo e gli altri cortigiani e camerati (più o meno dissimulati dietro vacue retoriche neo-democratiche) che attualmente siedono nella Giunta del GOI o nei pressi di Villa Medici del Vascello?
Nulla di nulla, salvo che nella rappresentazione fasulla e mistificatrice di libercoli di nessun valore come In nome dell’uomo, Mursia Editore o Massoneria: una nuova primavera. Il Gran Maestro Gustavo Raffi racconta, libro-intervista di Paolo Gambi.
Il libro In nome dell’uomo, Mursia Editore (la cui parte migliore è forse la breve Prefazione di Paolo Peluffo, peraltro non priva di qualche imprecisione) è suddiviso in una prima parte in cui Gerardo Picardo fa finta di intervistare Gustavo Raffi (in realtà, dallo stile pseudo-filosofeggiante e da alcuni contenuti peculiari delle presunte risposte del Gran Maestro si evince chiaramente che è farina del sacco di Picardo anche gran parte di ciò che è attribuito a Raffi) e in una seconda parte nella quale sono riportati alcuni discorsi/allocuzioni ufficiali di Raffi (sempre opera, negli anni, di Picardo o di precedenti ghost-writers che hanno prestato la penna a chi - Gustavo Raffi - è più aduso a far di conto con i soldi altrui che non a leggere o scrivere…), culminando poi in una ipocrita Appendice sul Fratello Lando Conti, sindaco di Firenze trucidato nel 1986 dalle Brigate Rosse, e in una Postfazione del raffiano Santi Fedele.
Tralasciando la stucchevole postfazione (piena di blandizie e acritici incensamenti al Grande Capo), sarebbe utile sentire il Fratello Massone Lorenzo Conti (figlio del defunto Fratello Lando) su cosa pensi di Gustavo Raffi e dei raffiani… Ci sarebbe da divertirsi!
Ciò premesso, molte delle cose che nel libro vengono affermate sui nobilissimi valori e principi archetipici della Weltanschauung massonica, così come molte delle orgogliose rivendicazioni storiche dell’opera secolare della Massoneria in favore della modernità e della contemporaneità liberale e democratica, così come a salvaguardia della libertà spirituale e filosofico-scientifica, sono senz’altro veraci e commendevoli.
Il problema è che nessuna delle conquiste o ri-conquiste massoniche di tolleranza religiosa, libertà, fratellanza, uguaglianza, giustizia sociale, laicità, pluralismo, stato di diritto, etc. può ascriversi ad una Gran Maestranza (quella raffiana) che, dal 1999 ad oggi, ha visto anzi involvere la società italiana in senso clericale (vedi pali e paletti alla libertà di ricerca scientifica, mancata tutela legale adeguata contro l’omofobia, mancata legiferazione su nuovi e più aggiornati diritti civili per determinate minoranze, etc.); in senso xenofobo e neo-integralista sul piano etnico-religioso; in senso fortemente peggiorativo per quella istruzione pubblica che, a chiacchiere, Raffi non ha mai smesso di rivendicare come punto qualificante di uno Stato laico e democratico; in senso decisamente catastrofico per le condizioni economiche e lavorative di quella classe media e medio-bassa la cui dignità costituisce il termometro di qualsivoglia principio di “giustizia sociale” concreta.
Su tutti questi punti, che hanno fatto i vertici del GOI targato Raffi?
C’erano ma, pur essendoci, dormivano?
Oppure erano soprattutto impegnati ad inciuciare e ad intrallazzare con equanimità fra destra e sinistra fino al 2008 e dal 2008 al 2010 soprattutto con un occhio di riguardo al Fratello Berlusconi Presidente del Consiglio in carica (salvo mollarlo nel 2011)?
In che modo la presunta “primavera” raffiana ha giovato alla società italiana dal 1999 ad oggi, se i risultati, su tutta una serie di punti qualificanti per una Istituzione massonica degna di questo nome, sono stati quelli appena sottolineati (cioè involutivi)?
La triste verità è che la presunta primavera raffiana è sempre stata (nonostante gli inizi promettenti dei primissimi anni) solo un castello retorico di chiacchiere, utile a coprire nuove forme di intrallazzo, affarismo spregiudicato e neo-piduismo.
E il libro In nome dell’uomo, Mursia Editore, rappresenta un fedele specchio di questo vacuo chiacchiericcio senza frutti realmente degni di nota. In esso, piuttosto che di parlare di ciò che è, si tratta di ciò che avrebbe dovuto/potuto essere, spacciando una retorica velleitaria e la messinscena di un anelito virtuale per ricostruzione obiettiva di eventi e situazioni.
Due esempi plateali fra i tantissimi che si potrebbero fare.
Uno. Quando si parla a Raffi della Loggia P2, costui risponde costantemente che la Loggia P2 stava al Grande Oriente d’Italia come le Brigate Rosse stavano al PCI. Secondo questa ricostruzione, Raffi, quasi rifacendosi ad un analogo giudizio di Benedetto Croce per quanto riguardava i fascisti rispetto alla vita politica dello Stato liberale post-unitario, descriveva i piduisti come una sorta di marziani, del tutto alieni rispetto alla normale vita associativa di Palazzo Giustiniani.
Niente di più falso.
La Loggia Propaganda nacque nel lontano 1877 ad opera del Gran Maestro del GOI Giuseppe Mazzoni e fu enormemente potenziata da Adriano Lemmi negli anni della sua Gran Maestranza (1885-1896), proseguendo le sue attività fino all’avvento del Fascismo.
Nel Secondo Dopoguerra sarà durante la Gran Maestranza di Ugo Lenzi (1949-1953) che verrà ricostituita una Loggia Propaganda, apponendovi il numero “2”.
Presieduta tradizionalmente dai Gran Maestri in qualità di Venerabili, la Loggia P2 vide nel 1966 – per volontà del Gran Maestro Giordano Gamberini - l’ingresso di Licio Gelli, già iniziato anni prima nella Loggia romana “Romagnosi” e successivamente transitato per la Loggia “Pisacane di Ponza-Hod” del suo mentore Roberto Ascarelli (1904-1970), Gran Maestro Aggiunto con il GM Gamberini dal 1964 al 1970.
Già alla fine degli anni ’60, Gelli fu incaricato da Gamberini e Ascarelli di occuparsi di nuovi reclutamenti per la P2, in un ruolo già preminente all’interno della Loggia.
Nel 1970 Gelli vide confermato il suo speciale ruolo all’interno della Loggia Propaganda, per volere del nuovo Gran Maestro Lino Salvini che, nel 1971, nominò il Fratello di Arezzo Segretario Organizzativo di tale speciale officina e, nel 1975, addirittura Maestro Venerabile della P2 (incarico storicamente ricoperto, fino ad allora, solo dai Gran Maestri del GOI).
E dopo la Gran Maestranza Salvini (1970-78), anche il nuovo Gran Maestro Ennio Battelli (1978-1982) non mancò di collaborare fruttuosamente con Licio Gelli e la P2, come ampiamente documentato in sede storiografica.
Che valore hanno, allora, le affermazioni di Gustavo Raffi, quando costui sostiene che la Loggia P2 stava al Grande Oriente d’Italia come le Brigate Rosse stavano al PCI ?
Zero virgola zero periodico, visto che la Loggia Propaganda nacque P “1” nel 1877, fu ricostituita dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale come P “2” e fu implementata da Licio Gelli tra fine anni ’60 e 1981, in piena collaborazione con ben tre Gran Maestri (Gamberini, Salvini, Battelli) e diversi altri Alti Dignitari del GOI.
Viceversa, è notorio che fra Brigate Rosse e PCI vi fu da subito, costitutivamente, profonda inimicizia, e certo le BR non erano una articolazione interna o una “sezione” del PCI, come invece la Loggia P2 fu per il GOI.
Semmai, si potrà rimproverare al PCI che la sua natura di partito filo-sovietico impedì per decenni la costruzione di una vasta area di sinistra social-democratica o socialista-liberale, la quale avrebbe potuto modernizzare il sistema politico italiano, introducendo per tempo un sano principio di alternanza fra coalizioni entrambe rispettose di valori e principi liberal-democratici occidentali, in luogo dell’asfittico spettacolo di una democrazia “bloccata e incompiuta”, quale fu quella italiana dal 1948 al 1992.
Ma questo è un altro discorso, che esula dalla presente trattazione.

Esempio numero Due della retorica mistificatrice e velleitaria di marca raffiana: Raffi si riempie sempre la bocca sul “suo” GOI quale scuola di “dialogo, fratellanza, pluralismo, libertà di pensiero ed espressione”; riempie le sue allocuzioni di riferimenti alla necessità di coltivare generazioni di ribelli, anti-conformisti, dissenzienti, uomini del dubbio, etc.
Come mai, allora, da anni, all’interno del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, tutti gli “oppositori”, i “liberi pensatori”, coloro che hanno osato esprimere opinioni anche lievemente dissenzienti rispetto all’ortodossia raffiana sono stati oggetto di procedimenti giudiziari massonici interni (in stile inquisitorio) per “reati d’opinione”, proprio su azione di sicofanti del Gran Maestro ravennate?
Come mai il Gran Maestro che pretende di aver aperto limpidamente Palazzo Giustiniani allo sguardo della società civile e che si presenta come il garante della legalità repubblicana all’interno del GOI, ha reiteratamente (per quanto in modo vano, anche grazie all’opposizione dei Fratelli di Grande Oriente Democratico e affini) tentato di impedire il ricorso ai Tribunali dello Stato italiano da parte di chi sente di aver subito abusi liberticidi e inquisitori dalle fascistoidi corti di giustizia interna, amministrate da manutengoli raffiani?

Gentile Dottoressa Lorenza Sala, Direttore/Direttrice Comunicazione di Mursia, sospettiamo che lei, di queste cose, non sappia proprio nulla.
Così come sospettiamo che non sappia nulla di storia della massoneria in generale o di storia del GOI e della massoneria italiana in particolare.
Sospettiamo che lei non sappia nulla nemmeno della natura e della storia effettiva della Loggia P2.
Se questi nostri sospetti sono fondati, quanto meno lei e la Casa Editrice che rappresenta siete parzialmente scusati - in quanto ignoranti delle materie oggetto del libro da voi pubblicato - per aver stampato e diffuso un volumetto denso delle retoriche mistificazioni di Gustavo Raffi e Gerardo Picardo. Un libro che rappresenta un omaggio solenne e imperituro a come si possa impunemente tentare di manipolare l’opinione pubblica, propinandogli fandonie e millantato credito massonico, in luogo di una più onesta, veritiera e sobria rappresentazione della complessa vita della più importante Comunione massonica italiana.
Se invece i nostri sospetti sulla sua/vostra ignoranza sono infondati, Gentile Dott.ssa Lorenza Sala, allora lasciamo giudicare ai cittadini e ai lettori italiani in merito al tasso di ipocrisia e mala fede inerente le sue/vostre azioni e posizioni come Casa Editrice rispetto al libro di Raffi-Picardo, In nome dell’uomo.
Ma, appunto, Noi propenderemmo per la prima ipotesi, quella di una sua/vostra buona fede, abusata e carpita dalle abili capacità manipolatorie dell’entourage di Gustavo Raffi & Company.

E tutto ciò, Gentile Dott.ssa Lorenza Sala, valga come viatico introduttivo all’analisi della sua
Lettera del 27 gennaio 2012 della Mursia Editore al Direttore de “Il Piccolo”, by Lorenza Sala, Direttore Comunicazione Ugo Mursia Editore (clicca sopra per leggere), reperibile nella Sezione “Rassegna Stampa” del sito www.grandeoriente.it.

In questa sconcertante epistola, Lei, Cara Lorenza Sala, dice cose di notevole ipocrisia e risibilità.
Intanto se la prende con il giornalista Silvio Maranzana in modo sgangherato e poco lucido, rimproverandogli di aver fatto quello che di solito un vero giornalista deve fare (cioè il contrario delle “marchette” incensatorie che di consueto pretende il suo amico Raffi) : informare e rendere conto della dialettica fra posizioni diverse interne al GOI, nonché rendere ragione delle molte criticità intrinseche al Gran Magistero attuale di Palazzo Giustiniani.
O, secondo Lei, un giornalista deve soltanto chinare il capo, celebrare e applaudire la retorica raffiana, cantata ai quattro venti dal suo “menestrello di corte” Gerardo Picardo?
Ci auguriamo che Maranzana (e con lui IL PICCOLO di Trieste e il Direttore Paolo Possamai, oggettivamente coinvolti) la vorrà querelare per diffamazione, visto che Lei lo taccia addirittura di mala fede, solo per aver mostrato la schiena dritta nel bel mezzo di un coro di genuflessioni pecorone al Verbo di Raffi & Camerati; coro dispensato a piene mani, periodicamente, da diversi organi mediatici.
Poi Lei dice che Maranzana avrebbe “scopiazzato da siti internet già querelati” (riferendosi alle patetiche querele di Gerardo Picardo rivolte a www.grandeoriente-democratico.com).
Ebbene, a parte il fatto che la ricostruzione di Maranzana sembra attingere ad innumerevoli fonti e mostra un impianto di ampio respiro (tanto che il suo incipit parte addirittura dalla prima elezione di Raffi nel 1999), Le facciamo presente che, per Noi di Grande Oriente Democratico, essere querelati dal Neofascista e Neonazista Gerardo Picardo rappresenta un raro onore e privilegio.
Lasciamo alla Magistratura, semmai, di approfondire la reale natura delle posizioni politiche di Gerardo Picardo, prima che costui tentasse una radicale svolta esistenzial-professionale, accreditandosi alla corte massonica di Gustavo Raffi, senza tuttavia rinnegare pubblicamente il suo passato, ma cercando solo di coprirlo e dissimularlo.
Infatti, un conto è dare ragione pubblicamente di aver mutato opinione rispetto alle proprie convinzioni precedenti e magari di essere approdato recentemente ad idealità democratiche e liberali, liberandosi delle precedenti ubbie illiberali, anti-democratiche e nostalgiche della barbarie nazi-fascista.
Un altro conto, invece, è rimanere fino ad un minuto prima invischiato nell’ambiente e nell’humus culturale originario (neofascista e neonazista), salvo comparire un minuto dopo come una vergine cuccia dal pensiero illuminato e masson-democratico, persino con la faccia di bronzo di voler oscurare e rimuovere dinanzi alla pubblica opinione i tratti salienti di quel passato ideologico, mai stato oggetto di sconfessione ragionata e sofferta, come accade nei casi di autentica revisione critica delle proprie convinzioni precedenti.
Già, lo ribadiamo, Gerardo Picardo è stato e continua ad essere Neofascista e Neonazista (non avendo compiuto pubblicamente la sua personale “Fiuggi”) e non certo, come cerca di dare a intendere Lei, per il fatto di avere scritto numerosi libri sulla destra radicale, appunto neofascista e neonazista.
Le assicuriamo, Cara Dott.ssa Lorenza Sala, che sappiamo ben distinguere un saggista/giornalista che si occupi con acribia professionale di qualsivoglia argomento e materia scottante a prescindere dalle sue personali posizioni ideologico-politiche, da un personaggio che è nato, cresciuto e maturato in seno a movimenti e gruppi neofascisti e neonazisti; che nel frattempo è anche diventato giornalista e saggista (occupandosi, come Lei ricorda, di argomenti vari, non solo di questioni a lui più care, perché legate a opere e pensieri di camerati) e che un bel giorno di non troppi anni fa, incontrando Gustavo Raffi, ha deciso di “rifarsi una verginità”, cercando di far dimenticare il suo passato di nostalgico delle camicie nere.
Tralasceremo qui le tante notizie più o meno esatte e accurate sul conto di Picardo (come la voce insistente che egli in passato avrebbe collaborato fattivamente, dietro le quinte, nella implementazione del sito www.ilduce.net e di altri analoghi siti “nostalgico-apologetici” di Benito Mussolini (cosa sulla quale non abbiamo elementi probatori certi, almeno Noi di GOD). In questo caso, ci limitiamo a constatare, sul sito www.ilduce.net, la presenza troneggiante del suo saggio DESTRA RADICALE. Interviste agli eredi della Fiamma, Edizioni Settimo Sigillo (casa editrice peraltro anch’essa tradizionalmente legata ad ambienti e ideologie della destra radicale).
Tralasceremo appunto le molte pubblicazioni di Picardo che hanno ad oggetto personaggi, gruppi e movimenti della “destra radicale neofascista o neonazista”, molto difficili da intervistare/avvicinare se non si è addentro e ben accetti in tali ambienti.
Tralasceremo tutto ciò, semmai rimandando alla ricognizione - da parte di chi è interessato - di quali e quante siano tali pubblicazioni picardiane (si faccia una rapida ricerca, anche sul web) e per conto di quali case editrici non certo “neutre” politicamente esse siano state concepite e realizzate.
Tralasceremo persino le pagine illuminanti di Gerardo Picardo sul poeta fascista Ezra Pound, rispetto al quale il “nostro” si lascia andare a valutazioni e commenti che ben rappresentano e lasciano trapelare i più segreti “aneliti del suo cuore politico”.
Tralasciando tutto ciò, invitiamo piuttosto la Direttrice Comunicazione di Ugo Mursia Editore, Lorenza Sala – e chiunque sia determinato ad approfondire la questione - ad iniziare con il visionare i seguenti video riprodotti su YOUTUBE:

Incontro con Luca Romagnoli parte 1 del 2008, a cura di Gerardo Picardo su YOUTUBE (clicca per visionare)

Incontro con Luca Romagnoli parte 2 del 2008, a cura di Gerardo Picardo su YOUTUBE (clicca per visionare)

Incontro con Luca Romagnoli parte 3 del 2008, a cura di Gerardo Picardo su YOUTUBE (clicca per visionare)

Dopo aver visionato, Gentile Dott.ssa Lorenza Sala, Direttrice/Direttore Comunicazione di Ugo Mursia Editore, ci dica con onestà intellettuale se le sono sembrate le interviste casuali/contingenti di un giornalista “neutro”, distaccato e indipendente rispetto all’intervistato, oppure se non le è parso di rinvenire il classico esempio di “finta intervista compiacente, fatta dal camerata giornalista di turno (Picardo), che viene a propiziare il profluvio retorico del suo amico e leader di partito (Movimento Sociale Fiamma Tricolore) Luca Romagnoli, notorio neofascista e scandaloso assertore, nel 2006, del carattere dubbio e discutibile dell’esistenza delle camere a gas che trucidarono schiere sterminate di ebrei”.
Ha ponderato?
Che cosa ci dice?
La aiutiamo Noi, comunque, tagliando la testa al toro.
Sa dove sono state fatte quelle interviste?
No?
Eppure è evidenziato e scritto con grande precisione.
Quelle interviste erano fatte negli studi di “FIAMMATV” (http://www.youtube.com/user/fiammatv), canale televisivo web del Partito Neofascista “Movimento Sociale/Fiamma Tricolore”.
Gerardo Picardo era il conduttore interno di trasmissioni di una tv web di partito e il partito era indiscutibilmente neofascista.
Adesso ha le idee più chiare, Gentile Dott.ssa Lorenza Sala, sul conto del suo autore Gerardo Picardo?

Dopo aver visionato tali video, Gentile Dott.ssa Lorenza Sala, si faccia una passeggiata a Roma e vada a sentire cosa sanno delle convinzioni di Gerardo Picardo diversi camerati dell’MSI/FT, di Forza Nuova o di altri movimenti neo-fascisti: potrà così appurare, dalla viva voce di chi lo ha frequentato per anni, se il credo politico di Picardo, prima di nascondersi e tentare di rifarsi una verginità alla Corte di Raffi, sia stato o meno caratterizzato in senso neofascista e neonazista.
E dopo tale giro orientativo fra la gente de le destra radicale, Gentile Dott.ssa Lorenza Sala, vada magari a scambiare quattro chiacchiere con qualche personaggio ben informato dell’Ambasciata israeliana o della Stazione Mossad a Roma, sentendo se per caso non vi sia qualche dossier aperto sul predetto Gerardo Picardo.

Per quel che concerne un’altra delle accuse pretestuose che Lei rivolge al giornalista Silvio Maranzana, dicendogli di aver confuso GIORNATA DELLA MEMORIA e Convegno GOI, ci faccia il piacere e non dica sciocchezze.
La connessione tra i due eventi (il primo il 27 gennaio 2012, il secondo il 28 gennaio, il giorno dopo) è evidente anche ad un minus habens, sin nel titolo prescelto da Raffi & Company per il Convegno massonico, nonché a partire dalle seguente presentazione ufficiale di esso, con la presenza di Enzio Volli, contemporaneamente Gran Maestro Onorario GOI e autorevole rappresentante della Comunità ebraica triestina:

 

Roma 16 gennaio 2012

Unità d'Italia: a Trieste il convegno del Grande Oriente 'Un anelito di libertà tra multiculturalità, multireligiosità e
persecuzioni'

Per un'Italia senza odio, che promuova dialogo e rispetto contro razzismo e violenza. Si terrà a Trieste sabato 28 gennaio, con inizio alle 16, presso il Centro Congressi Stazione Marittima Sala Saturnia, Molo Bersaglieri, il convegno del Grande Oriente d'Italia dal titolo 'Da Trieste un anelito di libertà tra multiculturalità, multireligiosità e persecuzioni'. L'evento si inserisce nell'ambito del programma delle celebrazioni del Grande Oriente d'Italia per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. "Il nostro Paese ha bisogno di messaggi etici e di nuovo impegno civile per l'oggi", sottolinea il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani, Gustavo Raffi.

Si partirà alle 16 con un omaggio alla Bandiera per proseguire con il saluto alle autorità presenti di Umberto Busolini, presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Friuli Venezia Giulia e l'introduzione ai lavori di Valerio Zanone, presidente del Comitato Scientifico del Grande Oriente per le celebrazioni dell'Unità d'Italia.

Alle 16,30 avrà inizio il Talk Show condotto dal giornalista Gerardo Picardo, che vedrà gli interventi di Claudio Bonvecchio, Università dell'Insubria Varese-Como, Dino Cofrancesco, Università di Genova, Santi Fedele, Università di Messina, Fulvio Salimbeni, Università di Udine ed Enzio Volli, Università di Trieste. Durante il talk show, l'attore Emanuele Montagna reciterà alcuni brani significativi sui temi dibattuti. A tracciare le conclusioni sarà il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi.

 

Quindi si, Dott.ssa Lorenza Sala, è proprio come Lei suggerisce:

“i lettori potrebbero essere autorizzati a pensare che Mursia ha pubblicato il libro di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, curato da un fascista e ha la sfrontatezza di presentarlo a ridosso del Giorno della Memoria”

Semmai, ed è questa l’unica scusante valida sia per Lei che per la Casa Editrice da Lei rappresentata, possiamo appunto supporre che, per ignoranza sia di cosa si nasconda dietro la retorica raffiana, sia di chi sia realmente e come la pensi Gerardo Picardo, Voi abbiate commesso una serie di tragici errori in buona fede.

Quanto al fatto che Lei, Dott.ssa Lorenza Sala, rivendichi le credenziali di Mursia (che, nel tempo, ha pubblicato libri sull’Olocausto e sulle persecuzioni razziali, etc.), vale ciò che abbiamo appena detto: in passato avrete agito meritoriamente, ci fa piacere, ma in questa occasione avete magari sbagliato in buona fede, per ignoranza crassa.
Certo, Noi di GOD non siamo inclini a pensare che, per Voi, i libri siano soltanto articoli commerciali con cui fare soldi e ottenere visibilità (a prescindere), come se si trattasse della vendita di elettrodomestici o di altri oggetti commerciali senz’anima, la quale, invece, aleggia indubbiamente nelle opere dell'ingegno umano.
Peraltro, fedeli come siamo all’insegnamento massonico di Voltaire cui alludevamo in precedenza:

“Detesto quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”,

e proprio perche Non siamo a nostra volta “fascisti” e illberali (bensì democratici e liberali), non abbiamo nulla in contrario a che Mursia pubblichi un libro curato o scritto da un Neofascista/Neonazista come Gerardo Picardo.
Libertà di pensiero, espressione e parola per tutti, anche per fascisti e nazisti, vecchi e nuovi, pur nel limite del codice penale che vieta l’apologia di fascismo e l’istigazione all’odio razziale (ma, d’altronde, Picardo ha sempre coltivato con discrezione le sue convinzioni e oggi si affatica per accreditarsi cinicamente come un sincero democratico, persino presso le Comunità ebraiche).
Basta che quello che si è e si pensa lo si dichiari con onestà intellettuale e solarità e, soprattutto, basta che si abbia il buon gusto e la sensibilità per non accostare un simile personaggio (Picardo) a Convegni in cui si celebra la multireligiosità e la condanna delle persecuzioni razziali, in continuità evidente con il GIORNO DELLA MEMORIA di 24 ore prima.

L’unico onore che è stato leso in questa occasione, Cara Dott.ssa Lorenza Sala, Direttore Comunicazione Ugo Mursia Editore, è quello del giornalista Silvio Maranzana, da Lei DIFFAMATO impunemente, definendolo in MALA FEDE (diffamando contestualmente, così, anche IL PICCOLO di Trieste e il suo Direttore Paolo Possamai, colpevoli di aver pubblicato l’articolo secondo Lei IN MALA FEDE di Maranzana).
Più ancora, è stato leso l’onore di tutti i Martiri della SHOAH e di tutti i Massoni sinceramente democratici, antifascisti e antinazisti, insozzati da una pagina vergognosa e scandalosa di cinismo e vile spregiudicatezza mediatica, scritta appunto tra 27 e 28 gennaio 2012 a Trieste.

P.S. Per chi ancora non lo avesse visionato, consigliamo la lettura del pezzo

GOI: Scandalo e Vergogna a Trieste Parte 3 del 26 gennaio 2012. Il Neofascista e Neonazista Massone Gerardo Picardo presenterà il Convegno del Grande Oriente d'Italia del 28 gennaio 2012 e il Rappresentante della Comunità ebraica, Fratello Enzio Volli, intende lavarsene le mani? (clicca sopra per leggere),

dove vengono riportati anche i capitoli precedenti relativi a questa ormai famigerata vicenda triestina.

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO

[ Articolo del 28-29 gennaio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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