GOD replica a Fiorenzo Fraioli a proposito di ARS, Nicola Ricciotti, Gianluigi Leone, Stati Uniti d Europa
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GOD replica a Fiorenzo Fraioli a proposito di ARS, Nicola Ricciotti, Gianluigi Leone, Stati Uniti d Europa, disintegrazione europea presente e auspicabile integrazione continentale futura

 

 

 

 

Facendo seguito al nostro

GOD chiosa "Ricciotti e altri eroi dimenticati del Risorgimento", by Gianluigi Leone (clicca per leggere),

il sempre arguto, intelligente e garbato Fiorenzo Fraioli ha vergato

“Commento a GOD chiosa ‘Ricciotti e altri eroi dimenticati del Risorgimento’, by Gianluigi Leone”, articolo del 4 settembre 2014 by Fiorenzo Fraioli per EGO DELLA RETE (clicca per leggere).

Scrive Fraioli:

 

“Il mio commento alla chiosa

Conosco Gioele Magaldi dal febbraio 2011 allorché lo intervistammo in Campo dei Fiori a Roma sotto la statua di Giordano Bruno. Successivamente, nel maggio 2012, come ecodellarete.net organizzammo il convegno "La natura dell'euro: la pillola rossa o la pillola blu". Ospiti, oltre a Gioele Magaldi, Stefano D'Andrea, Alberto Bagnai, Moreno Pasquinelli, Piero Valerio, Sergio Di Cori Modigliani.

Di Gioele mi colpirono soprattutto l'estrema educazione e l'imperturbabile modo con cui si confrontò con un veemente Moreno Pasquinelli che, evidentemente, vedeva in lui, in quanto massone, l'incarnazione stessa del nemico di classe. Ma l'atteggiamento di Gioele prevalse sulle divergenze di opinione per cui la sera del convegno, nella mia casa di campagna, assente tra i relatori il solo Bagnai, trascorremmo una piacevolissima serata. 

Nella chiosa, scritta da un collaboratore di Magaldi, la rievocazione di Gianluigi Leone, seppur definita "benemerita", viene criticata in quanto "vergata da un rappresentante dell’ARS del Lazio - Gianluigi Leone -, su un sito (www.appelloalpopolo.it) collegato ufficialmente all’Associazione Riconquistare la Sovranità". L'estensore della chiosa sottolinea che l'ARS "vede come il fumo degli occhi qualunque unione europea, federale o meno, fossero pure gli 'Stati Uniti d’Europa' di natura rigorosamente e sostanzialmente democratica".

Questa lettura della posizione dell'ARS è, a mio avviso, lievemente superficiale ed estrema. Tutto sta, evidentemente, nel significato che si intende dare all'espressione "Stati Uniti d'Europa", la quale richiama alla mente il processo costituente che portò alla nascita degli Stati Uniti d'America. Questo accostamento tra la vicenda storica americana e l'attuale contesto europeo mi appare come un paralogismo, ovvero come un tentativo di accostare due situazioni radicalmente diverse e non confrontabili se non su un piano meramente superficiale e direi quasi terminologico.

Infatti l'ARS non propugna il ritorno a forme di nazionalismo competitivo come quelle che condussero alla prima guerra mondiale, in un contesto, giova ricordarlo, di ampia liberalizzazione dei movimenti di capitali in regime di Gold Standard, quasi un'anteprima dell'attuale globalizzazione. L'ARS, più concretamente, ha nostalgia del Mercato Comune Europeo il quale, dopo la ratifica del trattato di Maastricht, si è trasformato nell'attuale Mercato Unico, cioè una zona di libero scambio caratterizzata dalla totale libertà di movimento di capitali, merci, servizi e persone, in assenza di uno Stato europeo frutto di un processo costituente dal basso, e con una parte dei paesi aderenti che utilizzano una moneta unica gestita da un'Istituzione (la BCE) che non risponde a un potere politico. Il quale, per altro, non c'è, essendo surrogato dai semplici e brutali rapporti di forza tra i grandi capitali europei. Per non dire del fatto che lo stesso progetto monetario ha manifestato, alla prima crisi, difetti di funzionamento gravi e non emendabili.

Allo stato attuale, l'ARS ritiene che questa costruzione debba essere distrutta, essendo questa la condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per avviare un eventuale nuovo processo costituente europeo che sia caratterizzato da: gradualità, dimensioni più ridotte, prevalenza dell'integrazione politica rispetto a quella economica, mantenimento delle strutture economiche e sociali caratteristiche degli Stati aderenti, partecipazione al processo dei cittadini in un quadro di effettiva informazione e democraticità delle scelte.

Un percorso di questo tipo prevede, dopo il fallimento dell'attuale tentativo incarnato dalla tecnocrazia dell'UE e della BCE, tempi molto più lunghi di quelli che sarebbero stati necessari se non si fosse messo in campo questo deplorevole tentativo. D'altra parte lo stesso processo che condusse alla formazione degli Stati Uniti d'America, in un contesto molto più favorevole di quello europeo per la mancanza di tradizioni caratterizzanti i diversi Stati dell'Unione, dovette scontrarsi con le resistenze degli Stati che non intendevano rinunciare a cuor leggero alle loro prerogative, e infine condusse a una dolorosa e atroce guerra civile.

Alla luce di queste considerazioni l'ARS ritiene che la riconquista della sovranità da parte dell'Italia, e augurabilmente degli altri Stati che compongono l'UE, sia un passaggio necessario e indispensabile per avviare in futuro, su basi rigorosamente paritarie, trattative che abbiano l'obiettivo di costruire uno Stato europeo. Tali trattative, tuttavia, non potranno mai più prescindere dalla necessità che la ratifica di qualsivoglia trattato sia preceduta dalla nascita e dal rafforzamento di un "comune sentire" dei popoli europei. Tale "comune sentire", che era in gestazione prima della ratifica del trattato di Maastricht e della svolta liberista degli anni ottanta, è stato strumentalizzato dalle élites euroliberiste per il raggiungimento dei loro scopi, con il deplorevole risultato di mettere i popoli europei gli uni contro gli altri, in un'insensata rincorsa della produttività basata sulla compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori.”

 

Non staremo a spaccare il capello in due sulle molte cose da osservare, in merito all’interessante commento di Fraioli.
Semmai, potrebbe essere interessante ri-organizzare un Convegno sulle prospettive dell’Europa presente e futura, rivedendo, alla luce degli eventi intercorsi in questi due anni, le conclusioni cui erano giunti i relatori de “La natura dell’euro: la pillola rossa o la pillola blu”, con interventi dei medesimi partecipanti di allora e/o con relatori parzialmente diversi.
A parte questa ipotesi convegnistica, comunque, appaiono chiare le divergenze e le potenziali convergenze tra la posizione di GOD e quella che Fraioli asserisce essere propria dell’ARS, Associazione Riconquistare la Sovranità.
Semplificando al massimo, le convergenze consistono nella medesima denuncia di una costruzione europea sin qui perseguita sotto un’ispirazione neoliberista sul piano economico e tecnocratico-oligarchica sul piano politico-istituzionale.
E anche nella rivendicazione generale di strutture sostanzialmente (e non solo formalmente o apparentemente) democratiche per qualsivoglia progetto di unità politica continentale.
Le divergenze, invece, sembrerebbero (se Fraioli ce lo assicura, ma siamo certi che Stefano D’Andrea ed altri, ad esempio, siano d’accordo?) basarsi più sulla tempistica e le modalità di un eventuale processo di integrazione federalistica europea, che sul rifiuto a prescindere di una Europa politicamente unita su basi democratiche e libertarie, attente concretamente a sacrosanti principi di giustizia e mobilità sociale, pari opportunità, equa distribuzione della ricchezza e dei modi per far conseguire standard accettabili di dignità e prosperità a tutti i suoi abitanti/cittadini.
In effetti, i seguaci dell’ARS, almeno nelle dichiarazioni di Fraioli - che non abbiamo motivo di ritenere non rappresentative correttamente del sentire comune dell’Associazione di riferimento - desiderano fare tabula rasa di tutta l’impalcatura UE esistente, per poi

 

“avviare un eventuale nuovo processo costituente europeo che sia caratterizzato da: gradualità, dimensioni più ridotte, prevalenza dell'integrazione politica rispetto a quella economica, mantenimento delle strutture economiche e sociali caratteristiche degli Stati aderenti, partecipazione al processo dei cittadini in un quadro di effettiva informazione e democraticità delle scelte. Un percorso di questo tipo prevede, dopo il fallimento dell'attuale tentativo incarnato dalla tecnocrazia dell'UE e della BCE, tempi molto più lunghi di quelli che sarebbero stati necessari se non si fosse messo in campo questo deplorevole tentativo”

 

Noi di GOD, invece, e probabilmente la parte maggioritaria di coloro che andranno a costituire l’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal” (ma questo si vedrà in sede di Assemblea plenaria costituente, quindi la nostra è solo una ipotesi intuitiva), riteniamo che il processo di distruzione ab imis fundamentis dell’attuale (errata, infame e iniqua) costruzione europea sia un progetto velleitario e molto difficile e ostico da realizzarsi. Infatti, quali ne sono i presupposti democratici? Dov’è una maggioranza popolare che, in qualunque sede, abbia espresso una simile volontà? Oppure si vuole ritenere che delle minoranze presuntivamente “illuminate” (l’ARS o qualunque altra associazione sovranitarista e anti-eurista) abbiano il diritto-dovere di determinare questa tabula rasa a prescindere di quello che ne pensi il Popolo Sovrano italiano, francese, tedesco, spagnolo, etc., nelle sue componenti maggioritarie?
Ecco perché Noi di GOD, invece di una distruzione radicale dell’esistente, proponiamo una palingenetica riforma/trasformazione interna delle Istituzioni UE, fondata concretamente sulla sospensione di tutti i Trattati istitutivi a partire da quello di Maastricht del 1992 (per ottenere ciò basterebbe un atto unilaterale del governo italiano e/o di altre cancellerie europee di un certo peso, evidentemente di concerto con i rispettivi parlamenti) e sulla convocazione di un Parlamento Europeo/Assemblea Europea Costituente, rappresentante del Popolo Sovrano Europeo, che,  supportata da simultanee e reiterate consultazioni referendarie (democrazia diretta integrata con quella rappresentativa)  del medesimo Popolo, rediga al più presto una accettabile e condivisa Costituzione degli Stati Uniti d’Europa, realizzando per questa via anche gli obiettivi auspicati da Fiorenzo Fraioli a nome dell’ARS:

 

“prevalenza dell'integrazione politica rispetto a quella economica, mantenimento delle strutture economiche e sociali caratteristiche degli Stati aderenti, partecipazione al processo dei cittadini in un quadro di effettiva informazione e democraticità delle scelte”.

 

O meglio, andando anche oltre tali obiettivi.
Perché Noi non riteniamo che occorra “mantenere” indiscriminatamente le “strutture economiche e sociali caratteristiche degli Stati aderenti”, quando tali strutture, ad esempio, siano viziate da teologia dogmatica neoliberista e scarsa giustizia sociale.
Piuttosto, Noi auspichiamo che, ovunque sul territorio di questa autentica unione federale (e non confederazione, si badi bene), prevalgano dei principi generali ispirati alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, con i suoi corollari di imprescindibile dignità lavorativa e retributiva e piena occupazione per tutti e per ciascuno e con tutti quegli ingredienti sostanzialmente democratici, laici, libertari, liberal-socialisti a tutti i livelli della convivenza politica, civile ed economica che sono illustrati chiarissimamente in

GOD presenta gli "Scopi Associativi" (Articolo 3 della Bozza di Statuto) dell'Associazione Eleanor Roosevelt (clicca per leggere)

DRP sottolinea gli Scopi associativi contenuti nell'Articolo 3 della Bozza di Statuto dell'Associazione Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal (clicca per leggere).

Come che sia, potrà essere utile, interessante e fecondo, in un prossimo futuro, organizzare un ambizioso Convegno su questi temi e su divergenze e convergenze di coloro che contestano in egual misura l’attuale costruzione europea anti-democratica e tecnocratica.
Un Convegno promosso da “Ego della Rete” o da “ARS” o dalla costituenda Associazione “Eleanor Roosevelt”, o da tutti e tre questi soggetti (+ altri eventuali) insieme.
Oppure, niente convegni, ma che prosegua pure questo pacato e interessante dibattito tra le ragioni degli uni e quelle degli altri, senza dare per scontati momenti di sintesi teorica e/o operativa, ma nemmeno escludendoli a priori.

En Passant, segnaliamo ai lettori e alla pubblica opinione, le ultime e completate versioni di

Anagrafe degli aspiranti costituenti dell’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal” (a cura di DRP e GOD) Aggiornamento del 5-6 settembre 2014 (clicca per leggere)

Bozza di Statuto dell’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal” completa di articoli e con norma transitoria relativa alle associazioni regionali pre-costituenti. Aggiornamento del 5-6 settembre 2014 (a cura di DRP e GOD) (clicca per leggere).

 

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 5-6 settembre 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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