GOD deplora la fellonia indegna di certe pseudo-istituzioni italiane nel caso Kazakistan-Ablyazov-Shalabayeva
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GOD deplora la fellonia indegna di certe pseudo-istituzioni italiane nel caso Kazakistan-Ablyazov-Shalabayeva e sottolinea il coinvolgimento del famigerato Tribunale dei Minorenni di Roma anche in questa brutta storia, dopo le nefandezze ai danni di Ginevra Amerighi e Arianna Mangifesta

 

 

 

 

Della indegna vicenda “kazako-italiota” in cui sono state coinvolte la moglie e la figlia del dissidente kazako (e nemico numero 1 del dittatore Nursultan Äbişulı Nazarbaev) Mukhtar Ablyazov, rispettivamente Alma Shalabayeva in Ablyazov e la piccola Alua di 6 anni, si stanno occupando tutti i principali media nazionali e internazionali.
Ad essi, telematici, cartacei o radio-televisivi, rinviamo per gli aggiornamenti vari sulla questione, di giorno in giorno e di ora in ora.
Qui, introduciamo le nostre considerazioni con le riflessioni offerte in

“Kazaki amari”, articolo del 16 luglio 2013 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere)

“BASTERÀ LA TESTA DEL CAPO DI GABINETTO PER SALVARE ALFANO DALLA TEMPESTA? TUTTO IL GOVERNO TREMA, FINO AL QUIRINALE, PER LA PRIMA VOLTA STRANAMENTE SILENZIOSO…”, pezzo per DAGOSPIA del 16 luglio 2013 (clicca per leggere)

“Alibi kazaki”, articolo del 14 luglio 2013 by Mattia Granata per MATTIAGRANATA.IT (clicca per leggere)

“Caso Kazakistan: caro Letta, ora vogliamo i fatti”, articolo del 15 luglio 2013 by Piergiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere)

“Kazakistan, il diario di Alma Shalabayeva: ‘Cosi mi hanno riportato ad Astana’”, articolo del 14 luglio 2013 per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere)

Ora, ci dispiace tanto per Emma Bonino, cui più di una volta abbiamo rivolto parole ragionate di grandissima stima (che peraltro perdura, con riferimento al suo luminosissimo passato), ma neanche lei esce molto bene da questa vicenda.
Al di là delle competenze specifiche burocratico-istituzionali, non ci sembra proprio che la Ministra si sia distinta in queste settimane per coraggio e capacità di iniziativa politico-mediatica a tutela delle due poverette consegnate al dittatore Nazarbaev.
Quanto ad Angelino Alfano, importa poco che si dimetta o meno.
In effetti, attualmente, al Viminale non c’è un vero Ministro (se ci fosse stato, qualcuno lo avrebbe avvertito di quanto accadeva in relazione al caso Ablyazov-Shalabayeva…), bensì solo un maggiordomo del Fratello Berlusconi che deve tutta la sua carriera esclusivamente alla propria inconsistenza politica e umana.
Se Alfano viene nominato (non eletto) Segretario PDL è proprio in virtù della propria nullità, che non rischia minimamente di fare ombra al grande capo (e però ha altri effetti collaterali: il Popolo della Libertà con Alfano alla guida e senza il ritorno di Berlusconi era precipitato al 12 %...)
Dunque, la Repubblica italiana, al momento, si trova con un Vicepremier e un Ministro degli Interni non soltanto senza quid, ma anche senza alcuna capacità di controllo sugli organismi che dovrebbe dirigere, i quali agiscono a sua insaputa.
Oppure Alfano mente spudoratamente, e in questo caso sarebbe anche un vile, un fellone e un mascalzone.
Ci sono poi gli organi di polizia o di non si sa bene cosa…, i quali si armano fino ai denti e accorrono numerosi per arrestare una donna e una bambina.
Qualcuno è scusato, ovviamente, perché si limita ad eseguire degli ordini superiori. Ma chi ha diretto l’esecuzione operativa di questo show indegno (dirigenti e alti funzionari) per compiacere le pressioni dell’ambasciata o dei servizi kazaki, non ha una coscienza?
Costoro (dirigenti e alti funzionari) vuotino il sacco per accusare il livello politico da cui hanno preso gli ordini, oppure stiano certi che la pagheranno cara, in un modo o nell’altro.
Infine, spicca come sempre il coinvolgimento negativo del Tribunale dei Minorenni di Roma, pessimamente presieduto da Melita Cavallo.
La questione è evocata parzialmente in

“Ma nel caos dell’espulsione c’è pure la mano delle toghe”, articolo del 16 luglio by Stefano Zurlo per IL GIORNALE (clicca per leggere).

In realtà, la domanda delle domande è: come è possibile che nessuno dei Giudici del Tribunale dei Minorenni di Roma si sia preso la briga di approfondire il fatto che la minore Alua Ablyazov era la figlia di un oppositore politico del dittatore kazako Nazarbaev e che autorizzarne il ritorno in patria l’avrebbe esposta a mille possibili ritorsioni e utilizzazioni vessatorio-ricattatorie al fine di colpire il padre?
Evidentemente, come già nel caso da Noi denunciato nei diversi documenti contenuti in

Dossier Ginevra Amerighi. Uno scandaloso caso di Mala Giustizia italiana (clicca per leggere),

e riguardanti la sorte sventurata di Ginevra Amerighi e Arianna Mangifesta, alcuni (pseudo) magistrati del Tribunale dei Minorenni di Roma sono fermamente intenzionati a tutelare gli interessi di determinati adulti molto potenti e/o molto ricchi e generosi…, non certo quello di povere donne in cerca di giustizia e men che mai quello dei minori che ricadono per legge (ma andrà radicalmente modificata, non dubitate) sotto la loro giurisdizione.
In proposito, tanto per avere più chiaro di cosa stiamo parlando in relazione alla bambinetta di 6 anni Alua, brutalizzata dall’intervento di forze del (dis) ordine che disonorano la divisa che indossano (ma alcuni hanno minori colpe, essendo costretti ad ubbidire a livelli gerarchici superiori, anche se talora il valore di un poliziotto intelligente si misura anche dalla capacità di disubbidire a un ordine ingiusto e inumano e di denunciare una catena di comando scellerata), si legga

“UNA BAMBINA IN OSTAGGIO - LA SEQUENZA DEL “RAPIMENTO” KAZAKO NEL MEMORIALE DI ALMA”, pezzo per DAGOSPIA del 16 luglio 2013 (clicca per leggere)

“Se la piccola Alua finisce in un orfanotrofio”, articolo del 16 luglio 2013 by Marco Ventura per PANORAMA (clicca per leggere).

In conclusione, vergogna e guai a molti per questa ennesima prova di fellonia e mascalzonaggine di certe pseudo-istituzioni italiane, le quali dovrebbero tutelare i principi cardine di uno Stato liberale e democratico e invece si lasciano corrompere da interessi inconfessabili e scellerati.

 

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 13-18 luglio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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