Commento a “"Lavitola, massone insonne" by Alessandro Da Rold per LETTERA 43 del 12 settembre 2011 e a "Camorra, massoni e craxiani. Vita di un uomo detto Valterino" by Fabrizio D'Esposito per IL FATTO QUOTIDIANO dell'8 settembre 2011 con invito ai giornalisti scrupolosi di approfondire la veridicità o meno della notizia sull’Avviso di Garanzia al Gran Maestro Raffi, comparsa sulla newsletter “Cavaliere Nero” N°16 del 2 settembre 2011
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Commento a "Lavitola, massone insonne" by Alessandro Da Rold per LETTERA 43 del 12 settembre 2011 e a "Camorra, massoni e craxiani. Vita di un uomo detto Valterino" by Fabrizio D'Esposito per IL FATTO QUOTIDIANO dell'8 settembre 2011 con invito ai giornalisti scrupolosi di approfondire la veridicità o meno della notizia sull’Avviso di Garanzia al Gran Maestro Raffi, comparsa sulla newsletter “Cavaliere Nero” N°16 del 2 settembre 2011

 

 

 

 

Saremo molto brevi, essenziali, diretti.
48 ore fa, l’attento e scrupoloso giornalista Alessandro Da Rold (firma de IL RIFORMISTA e di LETTERA 43) pubblicava sull’autorevole testata on-line diretta da Paolo Madron ( www.lettera43.it ) l’articolo "Lavitola, massone insonne" by Alessandro Da Rold per LETTERA 43 del 12 settembre 2011 (clicca sopra per leggere).
Un report lucido e preciso, per quanto è possibile a chi non abbia presente tutti i secreta corporis del milieu massonico e anche in relazione al carattere necessariamente sintetico di un singolo articolo.
Solo quattro giorni prima, Fabrizio D’Esposito, autorevole e originale firma de IL RIFORMISTA da qualche mese passato a IL FATTO QUOTIDIANO, aveva vergato il pezzo "Camorra, massoni e craxiani. Vita di un uomo detto Valterino" by Fabrizio D'Esposito per IL FATTO QUOTIDIANO dell'8 settembre 2011(clicca sopra per leggere).

In mezzo a questi due interventi, volti a fare chiarezza sull’appartenenza al Grande Oriente d’Italia (mal governato da Gustavo Raffi), di Valter Lavitola, si collocava il nostro contributo

Gustavo Raffi e la Gran Segreteria del Grande Oriente d'Italia su Valter Lavitola mentono sapendo di mentire, in risposta (non richiesta) all'articolo di Fabrizio D'Esposito su IL FATTO QUOTIDIANO dell'8 settembre 2011. Per parafrasare un illustre Fratello: "Non c'è trippa per gatti, ma c'è trippa per Magistrati che vogliano sentire Raffi e Chiarle sulla latitanza del loro protégé Lavitola" (clicca sopra per leggere),

con all’interno il richiamo di altri nostri articoli (a partire dal 27 gennaio 2011) riguardanti i rapporti fra vertici GOI e l’ex direttore de l’AVANTI.

 

Oggi, 14 settembre 2011, con il massone Valter Lavitola ancora latitante, è possibile aggiungere qualche particolare in più.

Talmente Gustavo Raffi e la Gran Segreteria di Palazzo Giustiniani al suo guinzaglio hanno mentito sapendo di mentire, che addirittura ci sono fratelli del GOI (in grado di testimoniarlo), i quali ricordano indignati la richiesta di RISVEGLIO (dal sonno massonico) di Valter Lavitola, perorata- UDITE, UDITE- addirittura dal Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi e da altri Gran Dignitari molto vicini al Grande Capo ravennate.
Quindi, non soltanto l’AVANTI in salsa lavitoliana è stato un bollettino a disposizione dei vertici raffiani del GOI per anni e anni, non soltanto, nonostante l’assonnamento del 1994, Lavitola si era posto sotto l’ala tutelare del Gran Maestro onorario Aldo Chiarle (Grande Elettore raffiano); non solo le relazioni (di che genere? solo culturali? anche affaristiche? limpide o torbide? con quale ruolo di intermediazione e ambasceria tra il Fratello Berlusconi e il Fratello Raffi?) erano vivaci e intense tra il giro di amicizie degli uni e degli altri, ma l’apprendista Lavitola agognava anche il pieno reintegro rituale tra le officine di Palazzo Giustiniani.
Se ciò non accadde fu solo perché alcuni lungimiranti e saggi Fratelli posero il veto, avendo ben chiaro con quale tipo di personaggio si avesse a che fare.
Altro che rapporti interrotti da 17 anni, altro che strade divergenti dal 1994: con queste clamorose menzogne la Gran Segreteria GOI ha gettato discredito assoluto non solo su se stessa, ma anche su tutti i liberi muratori che dovrebbe rappresentare.
Di ciò, il giorno in cui la legalità e la trasparenza torneranno a dimorare presso Villa Medici Del Vascello, qualcuno dovrà rendere conto alla giustizia massonica, se non a quella civile.

Passando al titolo dell’articolo di Fabrizio D’Esposito "Camorra, massoni e craxiani. Vita di un uomo detto Valterino" by Fabrizio D'Esposito per IL FATTO QUOTIDIANO dell'8 settembre 2011, in esso si fa esplicito riferimento ai supposti rapporti con ambienti camorristici prima del padre di Valter, Giuseppe Lavitola, poi del deputato pugliese Francesco Colucci (condannato in primo grado per voto di scambio con la malavita organizzata, quindi assolto), di cui Lavitola Jr. fu assistente parlamentare.

Ma, forse, il filone più interessante per stabilire i rapporti con certi ambienti poco raccomandabili del predetto massone Valter Lavitola, è rappresentato dai legami societari di costui nell’ambito della ditta “Empresa Pesqueira de Barra do Sao Quao”, sede ufficiale a Rio de Janeiro (Brasile) e a partire dal 2010 anche a Roma, come taluni affermano.
Il socio di Lavitola in questa impresa è tal Neire Cassia Pepes Gomez, secondo alcune fonti ben noto all’FBI e a coloro che monitorano il gigantesco narco-traffico sulla direttrice che dal Brasile, dal Perù e dall’Argentina conduce ai porti italiani di Genova e Gioia Tauro.
Di questo filone poco conosciuto al grosso pubblico italiano (sconosciuto anche a Raffi, Chiarle e Bianchi, vorremmo sperare…), si è occupato in termini caustici il giornalista Sergio Di Cori Modigliani, parlandone sul suo blog  (http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com) con l’articolo del 10 settembre 2011, Valter Lavitola è un pescivendolo. Niente più di questo. Ecco i dettagli della sua attività, by Sergio Di Cori Modigliani per “Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria (clicca sopra per leggere).

Consigliamo simile letture anche ai Magistrati repubblicani che indagano sulla latitanza dell’ex direttore de l’AVANTI, non senza ribadire che forse Gustavo Raffi, Aldo Chiarle, Massimo Bianchi e altri eventuali membri della Giunta di governo GOI amici dell’amico fraterno di Berlusconi, potrebbero essere sentiti come persone informate sui movimenti est-europei e sudamericani del predetto muratore (poco libero dai metalli e di non buonissimi costumi) Valter Lavitola…

Infine, un appello a quei giornalisti scrupolosi, attenti e privi di connivenze con gli amici degli amici di Raffi & Camerati: sarebbe il caso di approfondire una notizia data qualche giorno fa sulla Newsletter IL CAVALIERE NERO N°16 del 2 settembre 2011 (clicca sopra per leggere).
Si parlava di un Avviso di Garanzia per il Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi.
E’ una notizia degna di fede? (Noi speriamo vivamente di no, nonostante tutta l’avversione che abbiamo per il suddetto fratello).
Ci si riferiva all’inchiesta Lavitola-Tarantini-Berlusconi, oppure a pregresse vicende “calabresi-sanmarinesi” che hanno visto in manette e indagati alcuni sodali del Gran Maestro in relazione a torbide movimentazioni bancarie, per iniziativa della Direzione Nazionale Antimafia?
O si tratta di altre vicende, come si mormora sin dalla scorsa primavera, in relazione alla famigerata sparizione degli archivi della Loggia romana “Italia- Domizio Torrigiani”, che secondo alcuni avrebbero contenuto nomi di personaggi su cui starebbe indagando la DIGOS, per conto della Procura di Roma?
Onde eliminare queste inquietanti ombre sui vertici (seppure illegittimi) della più importante comunione massonica italiana, sarebbe bene che qualche cronista di razza andasse fino in fondo alle questioni summenzionate.

[ARTICOLO DEL 14 SETTEMBRE 2011]

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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